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Mai dire... finlandesi

Il cattolicesimo e il tentativo di annientare il popolo finlandese attraverso l'uso di armi improprie (Piccole storie sui finlandesi, un po' serie un po' per gioco)

Chi beve birra campa centanni?

Siamo nel Medioevo, a Turku capitale della Finlandia. Il popolo finlandese si rispecchia fedelmente nel suo passato. Certo si è emancipato, ha raggiunto traguardi invidiabili, nella tecnologia, ricerca scientifica e quant'altro. Ma molto di sé, lo ritrovate nel proprio passato. Ovvio, tale cosa è valida per ogni popolo. Ma forse, nei finlandesi, il legame con le proprie origini è più evidente. Lo sanno tutti, ad esempio, della passione che questo popolo ha per l'alcol in generale e la birra in particolare (tutti tranne un italiano che conosco che, tempo fa si permise di scrivere che quello dei finlandesi gran bevitori è un luogo comune: alcuni finlandesi ancora se la ridono!). Ed è proprio nel Medioevo che i finlandesi cominciano ad apprezzare l'amaro gusto del malto. In particolare con l'arrivo della religione Cattolica. Pensate che, il consumo di birra, a quei tempi, si aggirava intorno ai 3–5 litri a persona, al giorno. Certo non si trattava della “Coda di coccodrillo” del famoso libro di Mika Waltari. E non aveva neanche il livello di alcol delle attuali Lapin Kulta, Karjala, Koff... Era molto meno alcolica, ma pur sempre birra era e pur sempre di quantità consistenti si trattava. Ma c'era un motivo valido, per cui i finlandesi bevevano così tanta birra. Ed era quello che, in quel tempo, l'acqua era spesso inquinata e, di conseguenza, portatrice di malattie inguaribilli. Conoscendo il finlandese attuale, mi viene difficile credere che per loro si trattasse di un sacrificio, il fatto di dover sostituire l’acqua con la birra. Ma, a convincerli che berne tanta era cosa buona e giusta, ci pensarono i cattolici. Bere birra, infatti, facevano notare i cattolici, non era solo una necessità dovuta alla mancanza di acqua pulita, ma anche la possibilità di ovviare alla mancanza di cibo, essendo, la bevanda, anche nutriente. Quelli che poi furono i danni collaterali, non mi è dato saperlo, sappiamo solo che, non molto tempo dopo, i finlandesi si convertirono alla religione luteriana.

I finlandesi e Caterina

Si dice sempre degli italiani che hanno portato nel mondo la mafia e se ne sottolineano i danni che quest'ultima ha fatto e continua a fare. Ma c’è un’altra cosa che, almeno qui in Finlandia, ha fatto più danni, anzi, molte più vittime della mafia: la forchetta. Proprio così! A portare la forchetta in Finlandia ci pensò la cattolicissima Caterina Jagellonica, moglie del Duca Giovanni (Juhana Herttua) successivamente divenuto sovrano. Ma mai si sarebbe sognata che, l'attrezzo così comune tra il popolo italiano, bambini compresi, si sarebbe trasformato in un'arma micidiale nelle mani dei finlandesi. Anche perché, di solito, i sovrani malvagi, usavano portare nei luoghi in cui regnavano, la forca, mica la forchetta. In quell'epoca, naturalmente, la posata era in ferro, quindi soggetta alla ruggine. I finlandesi, nuovi all'uso dell'arnese, spesso, forse precipitosi in quanto spinti dalla necessità di saziare la grande fame, se la infilzavano nel palato. Il risultato era quello che potete immaginare: infezioni che, agevolate dalla mancanza di igiene divenivano letali.

Mi permetto una battuta, conoscendo il senso dell’umorismo dei finlandesi (loro non si credono santi): sarà per questo motivo che quando mangiano gli spaghetti usano oltre alla forchetta, il cucchiaio? Per non arrotolare la pasta sulla lingua?

Tempo fa, ho regalato una forchetta ad alcuni miei amici finlandesi, sulla scatola ho scritto: Usare con cautela. L’arnese è adatto ad arrotolarvi sopra ogni tipo di pasta lunga e a infilzare pasta corta, carne, verdure e ogni tipo di alimento. Tra gli alimenti non sono compresi: labbra, lingua, palato e guance.

Buon appetito (28.3.2007)




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