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Informazione
Finlandia-Italia 0-1 Sì, lo so che a qualcuno potrà sembrare strano. I sondaggi, quelli fatti da enti seri, credibili, dicono che in Finlandia c'è molta più libertà di informazione che in Italia (in realtà in Finlandia è possibile esprimere opinioni, in Italia non più. Come a Cuba e in qualche altro paese.). Allora mi chiedo come mai, parlando con i finlandesi, su argomenti come ad esempio l'immigrazione, sembrano cascare dalle nuvole, non credere a quello che gli si dice. Almeno sino a quando non si ha la possibilità di fargli ascoltare la verità raccontata dai protagonisti. È quanto è successo alcuni giorni fa, durante una delle pause, a lavoro. Nel momento in cui scrivo, una radio italiana informa che, in 32 province dello Stivale, vi è stata un'operazione della polizia per sgominare bande di malviventi che traggono ricchi profitti rendendo in schiavitù gli extracomunitari. Nel nostro paese, la condizione e il disagio cui sono costretti, gli extracomunitari, è molto percettibile. Migliaia sono le donne che vengono obbligate a prostituirsi e ció avviene sotto i nostri occhi, note sono anche le condizioni dei tantissimi orientali costretti in schiavitù. In Finlandia, invece, è tutt'altra musica. Questo paese, all’occhio del visitatore o di chi non ha l’abitudine di vivere in prima persona le realtà di tutti i giorni, pare essere il luogo perfetto, dove tutto funziona, dove non esiste quasi l’illegalità. Ma è proprio così? Quando mi chiedono qual’è la cosa che non mi piace della Finlandia, rispondo sempre: il silenzio. Il silenzio della gente, un silenzio che oserei definire eccessivamente dignitoso, dei commenti che non si consumano nei bar, per le strade, delle opinioni troppo poco condivise. Qui ogni rumore, ogni parola, pare essere attutita dalla neve, quella stessa neve che imbianca le vie e le auto e i palazzi, e ci fa credere che la Finlandia sia un paese candido, pulito, troppo diverso dall’Italia, perché possa soffrire degli stessi mali. In Italia: molti dei cinesi che arrivano in Italia in cerca di lavoro, per farlo sono costretti a pagare sino a 20.000 euro. Devono lavorare circa dieci anni per scontare il proprio debito, anche più di 15 ore al giorno. Sinché non l'avranno scontato, cioé non avranno pagato il loro riscatto, non potranno spezzare le catene che li tengono in schiavitù. Chi non riesce a scontarlo, il debito, verrà costretto a "lavorare” per la mafia, quella cinese o quella italiana. In Finlandia: un volo Pechino-Turku, costa circa 1.000 euro. Un contratto di matrimonio che serve a ottenere la cittadinanza, quindi a vivere e lavorare in Finlandia, costa circa 10.000 euro. Ce ne sono, più di quanti ne possiate immaginare, di finlandesi disposti a giungere a nozze per intascare quella somma. Soldi che gli extracomunitari prendono in prestito da usurai e restituiscono, naturalmente, con tassi di interesse altissimo. E chi non ce la fa...? In Italia: molti extracomunitari vengono impiegati nelle campagne per lavori stagionali. Spesso vivono in tanti in locali piccoli e sporchi. Non esistono per loro leggi sindacali: i salari sono bassissimi, le ore di lavoro tante. Spesso, però, la polizia riesce a “liberarli” e ad arrestare i “caporali”. In Finlandia: ho conosciuto dei bulgari che lavorano nelle serre di pomodori, tra Turku e Lieto. Per anni hanno fatto quel lavoro. Sono giunti in Finlandia con sotterfugi, al limite della legalità. Un giorno mi hanno invitato nella loro “abitazione", ero imbarazzato più di loro, quello che appariva ai miei occhi era a dir poco indecente. Ancora di più in quanto, la donna era incinta e necessitava sicuramente di vivere in un ambiente diverso. La camera da letto era ricavata in un capannone che, in realtà, era un deposito. Questa riusciva a malapena a contenere il letto e un mobile su cui c’era la tv. Il radiatore non riusciva a riscaldare in maniera adeguata l'ambiente, sprovvisto di isolazione termica. Tutt’intorno, nel locale antistante la camera da letto, avevano sparso decine di trappole per topi. Di notte i ratti entravano attratti dall’odore del cibo. Un giorno mi portarono a far visita ad alcuni loro amici, bulgari anche loro. E anche loro lavoravano in una serra, a circa venti chilometri da quella in cui lavoravano i miei amici. Vivevano più o meno nelle stesse condizioni, anche loro lavoravano oltre le dieci ore al giorno e gli straordinari gli venivano pagati senza alcun rispetto delle leggi sindacali. In Italia: in alcuni centri, soprattutto del nord, la situazione è diventata insostenibile. Bande di extracomunitari si sono impossessati di interi quartieri. La delinquenza, in Italia, non ha nazionalità. A quella italiana oggi si è aggiunta quella di una parte di extracomunitari; i giornali ne parlano, senza ipocrisia. In Finlandia: Varissuo è un quartiere di Turku, lontano dal centro e dagli altri quartieri "buoni" della città. In finlandese, Varissuo vuol dire "palude dei corvi". Entrando nel quartiere, sulla destra c'è un supermercato, alle spalle di questo, si intravedono i primi palazzi in cemento. Vi vivono soprattutto rumeni, bulgari. Subito dopo vi è la grande zona riservata agli albanesi e kosovari. Dall'altro capo ci sono i russi. Varissuo è l'esatto contrario di quella che si chiama integrazione. Ogni popolo, qui, gestisce la propria zona, ha il proprio capo. Chi vuol esserne estraneo ha una sola possibilità: andare via. Non è facile però. Le case, negli altri quartieri della città, hanno un fitto più elevato. Varissuo, per molti, è l'unica possibilità di avere un tetto sulla testa. Un tempo ci vivevano anche i finlandesi, oggi sono rimasti in pochi e, parlando con alcuni di loro, si capisce che tra non molto, Varissuo, diventerà un quartiere interamente abitato da extracomunitari e solo da quelli. Quando mi chiedono cosa più mi piace della Finlandia, quasi sempre rispondo: la fiducia che i cittadini hanno nelle istituzioni e nella politica. Quella stessa fiducia che ne limita i commenti, le proteste, lo scambio vivace di opinioni. Altro che neve! I finlandesi non amano fare rumore per la consapevolezza che prima o poi, i politici, quelli che loro stesso hanno votato, risolveranno il problema. In modo serio. Qui, del resto, nessun politico si sognerebbe di rimettere in libertà circa 38 mila assassini, spacciatori di droga, stupratori, pedofili, per carità cristiana o perché le carceri sono stracolme. In Finlandia, il problema lo risolverebbero costruendo nuove carceri, vedi Turku... e impara. (29.1.2007) |
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