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Huai man ven

All’ombra del Dragone

Yao wu xiao shou (spaccio di droga), mai yin (prostituzione), sha hai (omicidi): questo ed altro ancora è la Triade.

Dal Veneto e la Lombardia, passando per la Toscana, scendendo alle Marche, la Campania e la Puglia: in molte regioni d’Italia, la Triade ha allungato i suoi tentacoli.

Soprattutto in quelle città particolarmente sviluppate dal punto di vista del commercio, è lì che opera la Huai man ven – mafia cinese. Nelle città del Nord Italia, dove addirittura mira ad ottenere un potere quasi indiscusso, in regioni come le Marche, da sempre tranquille e prive di organizzazioni malavitose. Ma anche a Napoli, approfittando del caos e delle guerre tra le organizzazioni camorristiche, alleandosi con “famiglie” che cercano di aumentare il proprio potere territoriale facendo “affari” con la Triade. E poi, inevitabilmente, in Puglia, dove non esistono vere e proprie alleanze con la Sacra Corona Unita e neanche con le "famiglie" non associate all'organizzazione pugliese. Ma, come succede con gli albanesi, qui i cinesi gestiscono i loro traffici con il benestare della scu, che, indubbiamente, ne trae vantaggi. In ognuna di queste regioni, i mafiosi cinesi hanno adeguato il proprio modo di operare alla realtà del territorio.

La Triade in Italia

È un’associazione di stampo mafioso a tutti gli effetti. Diversa sotto molti aspetti da quelle italiane, anche perché è ancora in una fase di formazione e adattamento al territorio. Anche la mafia cinese, come quella italiana, segue i riti di iniziazione o affiliazione. Allo stesso modo degli italiani, l'ingresso nella Triade prevede un “patto di sangue”. Anche loro incidono un dito, ma, a differenza degli italiani, non eseguono un giuramento su una figura di un Santo, bensì mescolano il proprio sangue al riso. Sbaglia chi pensa che tutto ciò appartenga solo alla finzione cinematografica e sbaglia anche chi ritiene tali rappresentazioni inutili e superate. Dovette ricredersi anche il boss italo-americano Lucky Luciano quando decise di porre fine al rito di iniziazione, ritenendolo non più adatto ai tempi. Sancire l’ingresso nell’organizzazione malavitosa giurando sul proprio sangue, ha un significato, per gli “appartenenti”, che va oltre il gesto simbolico. È il momento, unico per tutta quella che sarà la loro vita da affiliati, in cui si dichiara solennemente di rinnegare la propria vita passata, le amicizie precedenti e persino la famiglia. È il momento in cui si accettano non solo le regole della nuova “famiglia”, ma in cui si giura di anteporla alla propria, al punto di eliminare uno dei propri parenti, qualora ce ne fosse la necessità. Tanto vale per le organizzazioni italiane quanto per quella cinese.

A differenza di quelle italiane, il cui raggio d’azione è circoscritto alla provincia di appartenenza (vedi Cosa Nostra - Sicilia) o ancora più ristretto al quartiere della città (le famiglie camorristiche nel napoletano riescono a malapena a gestirlo, il proprio quartiere) o ancora, come nel caso della Sacra Corona Unita e ‘Ndrangheta (Puglia e Calabria) che grazie alla struttura di tipo orizzontale riescono a controllare le intere regioni, la Triade non ha un controllo completo dei luoghi in cui opera e neanche un’influenza totale sulle attività e sulle persone. In realtà la mafia cinese, ha per il momento un potere limitato a determinate zone delle grandi città italiane e quasi esclusivamente alla popolazione di cittadinanza o di origine cinese.

L’attività malavitosa della Triade, comincia in Italia con il traffico di esseri umani. Cioè agevola, con l’appoggio delle organizzazioni mafiose italiane, l’ingresso nel Paese degli immigrati irregolari cinesi. Sia dal punto di vista economico che loggistico, a curare il loro arrivo e la permanenza in Italia, è la stessa Triade che, in cambio pretende, con scadenze anche di dieci anni, una restituzione di somme proibitive. Il danaro che viene versato, è successivamente investito in attività illecite o solo apparentemente lecite. Infatti, uno dei sistemi per riciclare quel denaro, è prestarlo agli stessi cinesi che intendono avviare un'attività commerciale. Tutto ciò, non è solo un modo di riciclare e far girare soldi che poi si moltiplicano e riempiono sempre più le casse dei mafiosi, ma anche un buon sistema per tenere sotto il proprio controllo gran parte della comunità. Lo stesso vale anche per gli immigrati che, nonostante lavoreranno anche diciotto ore al giorno, non riusciranno a pagare il proprio debito. Ne conseguirà che verranno costretti a lavorare per la Triade o, in caso contrario, saranno “giustiziati”.

Oltre al traffico di esseri umani, l’usura e il riciclaggio, le altre attività illecite della mafia cinese in Italia sono: prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti, contraffazione di marchi e, naturalmente, gli omicidi.

La mafia cinese in Italia ha una struttura molto semplice, sicuramente non complessa come quella pugliese o calabrese. Uno dei clan più potenti è quello del Loto Bianco - Ban se de Hua - a Prato e quello di Hsiang Ke Zhi , con base tra Toscana e Liguria. Lo stesso fu condannato dalla Magistratura italiana nel 1999 che gli affibbiò il 416 bis. I “soldati" agiscono in maniera molto determinata, a volte spostandosi da regione a regione, soprattutto quando vi è di mezzo un “regolamento di conti”. Nel capoluogo lombardo formano gang dedite alle estorsoni, rapine, pestaggi. La provenienza di questi criminali è la regione di Lioning. Sono collegati, per quanto riguarda l’immigrazione clandestina, con organizzazioni che operano nello Shan Dong.

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Dove opera la mafia cinese

La mafia cinese opera soprattutto nelle seguenti città e regioni:

Al Nord Italia, soprattutto in Veneto, Toscana, Lombardia. In questi luoghi ha attività di tipo commerciale, spesso vendita all'ingrosso di abbigliamento e giocattoli. Ma anche spaccio di sostanze stupefacenti oltre, come abbiamo detto, a praticare l’usura sugli stessi commercianti cinesi.

Nelle Marche, il benessere e la tranquillità della Regione, ha attirato gli interessi della Triade che, oltre ad usufruire dei vantaggi di un'economia che tira, può operare senza dover fare i conti con altre organizzazioni malavitose.

Nelle regioni del Sud. Oltre alla Campania, dove opera in collaborazione con le famiglie camorristiche, i cinesi hanno grossi interessi in Puglia, con la Sacra Corona Unita, ma, è lecito pensarlo, anche con le organizzazioni non affiliate. Non bisogna dimenticare che:

1) La Puglia è la Regione dove si effettuano i più consistenti sbarchi di sostanze stupefacenti, soprattutto cocaina.

2) Il Mare Adriatico, sotto il controllo della scu e in parte dei suoi "collaboratori" albanesi, è di grande interesse sia per il traffico di esseri umani che di materiale illecito che la mafia cinese fa arrivare dall'Est.

3) Il porto di Taranto è il principale approdo di merci provenienti dall’Estremo Oriente (la società Evergreen di Taiwan ha attualmente una posizione dominante rispetto alla Taranto Container Terminale Spa).

Inoltre, e non è cosa da poco, la mafia cinese ha la possibilità di riciclare il proprio danaro nelle industrie del barese. Non molto tempo fa, infatti, la Dda ha svolto indagini su un calzaturificio della zona Nord di Bari. Pare che attraverso l’industria, circolassero i soldi della mafia cinese. (21.4.2007)

Il Loggione

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