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Viva le donne dell’istituto di cultura italiana a Helsinki!

Chiedo scusa ai lettori se non userò in questo scritto toni particolarmente forti come è mia abitudine fare quando mi trovo in presenza di arroganti personaggi che usano il danaro pubblico in maniera deplorevole!

Più donne nelle istituzioni? E a che serve se si comportano come certi uomini?

Per favorire iniziative di italo-finlandesi a loro “vicini”, le istituzioni tolgono i finanziamenti ad altre iniziative che, al contrario, suscitano l’interesse dei finlandesi. Non mi riferisco ai soldi che l’istituto di cultura dice di non avere, incolpando di ciò i governi italiani, per finanziare la Cultura e chi la fá. Mi riferisco a quelli tolti a iniziative che, al contrario di quelle di cui sopra, godono anche dei consensi degli stessi finlandesi. Soldi che finiscono nelle tasche solo di quelle persone che nella propria vita non hanno mai avuto la capacità di guadagnare danaro che non provenissero dallo Stato, italiano o finlandese, come nel nostro caso. Le stesse persone che lavorano vivono e pagano le tasse da anni ad uno Stato che non è quello italiano, ma da cui ininterrottamente continuano ad attingere danaro.

Si sapeva e lo avevamo scritto che l’istituto di cultura italiana di Helsinki non aveva fondi per finanziare due riviste di “studi italo-finlandesi”. Pensate che in tutta la Scandinavia non esiste un altro paese che abbia una sola di queste riviste. In Finlandia ve ne era già una, ma a quanto pare non bastava e non poteva neanche ospitare gli ideatori della nuova rivista in quanto, più che interesse a pubblicare una serie di studi, più o meno degni di essere finanziati, vi era il vero interesse di apparire come direttore, ideatore... Per imbottirsi il curriculm vitae di cose a cui a nessuno importa, e avere la possibilità di inviarlo aggiornato al sito di Wikipedia. O per un'altra ridicola patacca.

Scrivemmo anche che, l’istituto di cultura, nel caso in cui avesse deciso di finanziarle entrambe le riviste, avrebbe dovuto spostare dei soldi investiti in altre iniziative. Infatti è proprio quello che è successo. Da oggi in Finlandia abbiamo due riviste di studi italo-finlandesi, e, tra le altre cose, non abbiamo più il corso di cucina italiana che vedeva l’affluenza di partecipanti finlandesi, molti dei quali erano studenti della nostra Lingua.

Complimenti e complimenti ancora alle due signore, direttore e vicedirettore dell’istituto italiano di cultura: quando si dice più donne nella pubblica amministrazione! Vorrei rivolgere a questo punto alcune domande al nostro ambasciatore, ma so già che non riceverò risposta alcuna. Al massimo potrò ricevere da lei una lettera scritta al computer che si conclude con un “Con stima” e l’aggiunta a penna “sincera” (Grazie Ambasciatore, ricambio con eguale sincerità). Ma risposte su quello che riguarda la fine “bizzara” a cui sono destinati i soldi degli italiani che pagano le tasse, nulla! Forse una risposta sarà più facile averla dal ministro Brunetta a cui vorrei chiedere: quando, caro Ministro, penserà di interessarsi anche agli impiegati delle istituzioni all’estero affinché smettano di fare quel che gli pare e piace andando sempre contro l’interesse del Paese? E soprattutto, non sarebbe il caso di spostare con più frequenza gli impiegati del suddetto Istituto – non solo i direttori - prima ancora che questi vengano spinti da motivi ignoti (?) a prendere decisioni... uso un eufemismo, “bizzarre”?

Corso




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