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Cani da combattimento anche in Finlandia

La pessima figura di sapere dagli altri ciò che succede in casa propria

Sino all’altro ieri, guai a chiedere ad un finlandese se, in Finlandia, ci fossero criminali coinvolti nei combattimenti dei cani. “No! qui in Finlandia non ce ne sono”, ti tispondevano orgogliosi e con lo sguardo accusatorio che sottinttendeva “noi siamo un popolo civile (mica come voi italiani)”. I finlandesi lo davano per scontato che nel loro Paese, una simile schifezza, non sarebbe stata tollerata, che se ci fosse stato qualche caso, lo avrebbero saputo, la polizia lo avrebbe scoperto, i giornali ne avrebbero parlato. Come avviene in ogni paese civile, come sarebbe successo, ancor di più, in Finlandia. Perché questo è il posto in cui tutto funziona, le regole vengono rispettate, gli autobus e i treni arrivano puntuali, si rispetta la fila al bancomat, gli automobilisti non superano quasi mai il limite di velocità e tengono la distanza di sicurezza. Questo, in fondo, è il posto in cui vivono solo 5 milioni e mezzo di persone e se sgarri, ti beccano facilmente. Ma non è il paradiso terrestre, non è ciò che appare dai giornali, spesso restii a parlare di criminalità. E il più delle volte non è neanche quello che vi raccontano taluni italiani, ciechi esterofili, pieni di rancore per il proprio Paese, provincialotti all’estero per la prima volta, che qui hanno scelto di vivere.

Il risveglio deve essere stato terribile, per i finlandesi, quando, inaspettatamente, si sono ritrovati davanti all’evidenza: in Finlandia i combattimenti dei cani, ci sono, eccome! Ma ancora di più, deve essere stato tremendo, per questo popolo orgoglioso del proprio Paese, venire a conoscenza di ciò, non dall’efficiente lavoro svolto dalle forze dell’ordine e neanche dalla professionalità dei loro giornalisti. No, i finlandesi oggi sanno che nel loro amato paese esiste chi fa affari con i combattimenti dei cani, grazie alla grande professionalità di giornalisti inglesi, della BBC.

Questi ultimi, dopo essersi infiltrati negli ambienti che organizzano i combattimenti dei cani, arrivano in territorio finlandese armati di microcamere e danaro, in presenza del quale si perde facilemente la testa, tanto vale per gli italiani quanto per i finlandesi. Le prime immagini ci portano in un bosco, a casa di un allevatore che possiede una quarantina di pitbull. I cani sono sparsi in un’aerea non estesa, tenuti ad una catena molto corta, tra fango e sporcizia. L’allevatore mostra alcuni esemplari ai giornalisti, garantendo loro la forza e l’aggressività degli stessi. Promette che combatteranno sino alla morte e che comprarli sarebbe un ottimo investimento. Naturalmente i due giornalisti gli espongono il problema di organizzare il trasporto dell’animale dalla Finlandia all’Inghilterra dove è proibito possedere pitbull. L’esperto allevatore finlandese li rassicura: penserà lui a tutto. Ed infatti, dopo pochi giorni, i due giornalisti tornano e trovano pronti i documenti che dimostrano che il cane non è di razza pitbull, bensì un meticcio: mezzo labrador e mezzo boxer - quando si dice che quello finlandese non è un popolo dotato di particolare fantasia! Ma non finisce qui. Il finlandese ha anche programmato il viaggio che l’animale dovrà fare. Non sarà trasportato direttamente in territorio inglese (non si sa mai, qualche poliziotto della Corona potrebbe accorgersi che si tratta di un pitbull), ma passerà prima dall’Irlanda, dove la razza non è bandita. Quindi sarà un gioco fargli attraversare la frontiera con l’Inghilterra.

Il secondo documento, sempre registrato dai giornalisti della BBC, ci porta a Tampere. Qui il criminale non si limita a preparare i pitbull al combattimento, ma fa di più. Ha pensato infatti di costruire, all’interno del garage della propria abitazione, un’arena dove far combattere i propri esemplari, guadagnando quindi da questi, ancora più soldi - quando si dice il senso degli affari! Anche questo criminale esalta le qualità dei suoi “gladiatori”, mostra gli esemplari e racconta dei combattimenti. Di uno in particolare. Quello in cui il suo cane, dopo aver vinto non pochi incontri, perde. Da qui la decisione del miserabile di mettere il cane in una vasca piena di acqua e di infilarvi dentro anche due cavi di corrente elettrica. Il documentario termina con la polizia che arriva a salvare i cani e arrestare il maiale (senza offesa per i suini) e la giornalista inglese che, tra lacrime e rabbia investe il farmer dogs di insulti.

Grazie alla professionalità e al coraggio dei giornalisti inglesi, ora in Finlandia tutti sanno che anche nel loro territorio si svolgono i combattimenti dei cani: tutti, anche la polizia e i giornali. (5.9.2007)




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