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Como,
25 settembre 2007 Qualche
settimana fa, a Como, nell'ambito della rassegna letteraria
"Parolario", ho avuto il piacere di presentare, con
l'autore, il volume di Ulderico Munzi
"Gli aquiloni non volano più".
Conoscevo già da tempo, a grandi linee, la storia di
Diego Manzocchi,
anche perché, in precedenza, me ne aveva parlato un
pronipote di Manzocchi, Diego
Roncoroni, che abita nella mia
stessa città. La lettura del libro di Munzi mi ha
permesso di approfondire lo studio della singolare vicenda umana
dell'aviatore di Morbegno, anche attraverso lunghi colloqui da me
avuti con alcuni parenti che ancora abitano in quella località
valtellinese. La mia convinzione profonda è che
Manzocchi fosse un personaggio irrequieto, come peraltro molti
giovani della sua generazione, affascinato dalle donne, poco
incline alla riflessione e magari desideroso di compiere qualche
gesto eclatante. Anche il suo antifascismo, scaturito dopo
l'esperienza in terra libica, forse non era così saldo come
lui stesso aveva, in qualche occasione, dichiarato. Ma credo
che definirlo, come mi risulta abbia fatto in Finlandia il prof.
De Anna
una "spia fascista" credo sia assolutamente fuori luogo
e non aderente alla realtà del personaggio... Penso sia
anche ingeneroso il fatto che in Italia ancora venga talvolta
considerato un "disertore" e mi auguro che,
prossimamente, la sua tomba possa essere onorata, a livello
ufficiale, da qualche rappresentante del nostro Paese.
Giorgio
Cavalleri
Nota Ringraziamo
lo scrittore e storico Giorgio Cavalleri per il suo intervento,
gradito quanto inaspettato. Ciò conferma ulteriormente che,
la scelta del Loggione, di dare ampio spazio alla figura di Diego
Manzocchi e quindi al libro “Gli Aquiloni non volano più”
di Ulderico Munzi, era giustificata. La speranza è che il
commento di Cavalleri, contribuisca a convincere le autorità
italiane in Finlandia a intraprendere un’iniziativa che dia
a Manzocchi il riconoscimento che merita. (28.9.2007)
Il
Loggione
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