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Berlusconi o Prodi?

Uno vale l’altro se gli italiani sono questi

Piccola storia di un piccolo popolo che vive ai margini dell’Europa


Ambasciatore Ugo G. de Mohr

Al punto in cui siamo arrivati credo che le possibilità di uscirne siano due: fare una vita isolandosi ancora di più dall’italietta che ci circonda o strappare il passaporto italiano e richiederne uno finlandese. Vi sembrano soluzioni drastiche? Eccessive? Allora leggete quanto segue e capirete il mio disgusto verso tutto quanto rappresenti l'Italia in Finlandia.

Partiamo dall’invito fatto tempo fa ad Alessandro Piva, regista cinematografico. Conoscete il finale della storia: l’evento mi fu scippato dall'istituto di cultura in collaborazione con il signor Luigi Deanna. Non sarei neanche tanto arrabbiato se, la visita di Piva, fosse servita a qualcosa e non solo a far prendere due medaglie agli scippatori. Ed infatti, chi in Finlandia si ricorda di lui? Che ricordo ha lasciato tra la gente, gli addetti ai lavori? Nessuno. Ovvio quando chi organizza fa di professione l'insegnante e le uniche “promozioni” che conosce sono quelle che si danno a fine anno scolastico agli studenti.

Va bene, mi sono detto, è andata come è andata. Dopotutto un po' è stata anche colpa mia. Conosco questi italiani, non avrei mai dovuto dar loro la mia fiducia.

Veniamo ad oggi, anzi al 2 marzo scorso. Contatto un altro grande regista cinematografico e gli chiedo di venire a promuovere il suo film a Turku. Mi risponde va bene e inserisco la notizia su Il Loggione. Il giorno successivo, 3 marzo, il dott. Deanna, scrive una e-mail al regista, dove dice di aver letto la notizia della sua venuta in Finlandia sul nostro sito (che l’ordinario continua a chiamare blog, ma che ne può capire uno che ha raggiunto la sessantina seduto a guardare il mondo dalla finestra del suo ufficio?), ma che sarebbe interessato anche l’istituto di cultura a promuovere l’evento. Poi ne invia una a me dove scrive di essere lui interessato all’evento e di tenerlo informato. Il regista in questione è un intellettuale, uno vero. Uno che non si fa certo impressionare da un "professore ordinario". Il regista è un artista quindi e di ordinario, ha proprio poco. Quindi non risponde neanche a quello. Il sottoscritto invece, in buona fede, gli risponde.

Contatto il Console Casagrande e gli chiedo di finanziare, in parte, l’evento. Ci vediamo al consolato dopo circa una settimana e gli illustro il programma, le spese che avrei sostenuto io e ciò che avrebbe dovuto finanziare lui. Mi dice che si mette subito in contatto con alcuni hotel. Aggiungo alla discussione che non era assolutamente nelle mie intenzioni coinvolgere né l' ambasciata italiana né l'istituto di cultura. Il giorno successivo, Casagrande si reca a Helsinki, da dove mi invia un messaggio telefonico che recita: "mi dispiace, ma non posso finanziare l'evento se l'istituto di cultura non vi partecipa in qualità di padrone dell'evento". Il testo del messaggio è riportato fedelmente. Qualcuno si chiederà come mai un Console italiano scrive in quel modo. È normale qui in Finlandia avere dei consoli che non parlano italiano e magari fosse l'unico problema.

Contatto Casagrande, mi risponde solo dopo alcuni giorni e mi dice che l'ambasciata gli aveva "imposto" di non finanziare l'evento se non nei termini stabiliti nel messaggio inviatomi. Non entro nei particolari per non annoiare ulteriormente il lettore.

Oggi: l’ordinario Deanna invia una lettera a me e per conoscenza al regista cinematografico e al console Casagrande, dove scrive ancora una serie di offese nei miei confronti, il mio non rispetto per le istituzioni italiane in Finlandia (in realtà non ho alcun rispetto per chi le rappresenta, non per le Istituzioni) e che, rivolgendosi al regista, non dovrebbe accettare il mio invito, ma quello suo e dell'istituo di cultura.

Che ruolo ha Deanna nell'istituto di cultura? Nessuno. Si fa promotore di iniziative con soldi dell'istituto, quindi dell'Italia e senza rimetterci un euro. Anzi guadagnandoci in medaglie e belle figure. Deanna dirige un dipartimentino di italiano, a conduzione familiare ed è uno stipendiato dallo Stato finlandese. Non rappresenta in nessun modo le istituzioni e non può avere merito alcuno da iniziative finanziate con i soldi dei contribuenti italiani.

A questo punto avevo già deciso di finanziare l’iniziativa con i miei soldi. Assumendomi ogni specie di responsabilità, non solo quella economica. Il regista mi ha dato il suo pieno appoggio, dicendo di essere dalla mia parte. Sto lavorando per portare a termine l'impresa, in questa giungla dove la calunnia e lo sciacallaggio sono di ordinaria amministrazione e di ordinari amministratori. (27.3.2006)




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