BORGOSATOLLO CAMPIONE D'ITALIA?

Nessuna squadra bresciana ha mai vinto lo scudetto in serie A1 nel campionato italiano di tamburello: ebbene, il Borgosatollo - formazione competitiva grazie alle grandi abilità tecniche dei giocatori e all'esperienza dell'allenatore, tra i migliori in assoluto - tenterà nella stagione 2001 di vincere il tricolore cucito ultimamente nelle maglie delle squadre bergamasche e mantovane, vedi S. Paolo d'Argon e il Castellaro. Il vice presidente del Borgosatollo, Giordano Galeazzi, fa il punto della situazione: "La società, nata nel 1976 grazie alla passione di un gruppo di amici seguita da un interesse popolare che si è sviluppato negli anni, approda nella massima divisione nel 1997. Quest'anno - dice Galeazzi - abbiamo compiuto sforzi notevoli per costruire una rosa di atleti veramente all'altezza: Beltrami, Bisesti e Tommasi (quest'ultimo con 14 scudetti sul groppone) rappresentano il gruppo di forza. In coppa Italia, come del resto in campionato, siamo arrivati terzi, e francamente ci aspettavamo qualcosina di più, anche se il primo posto conquistato in Coppa Europa fa ben sperareper il futuro.

Mi dispiace solamente aver perso alle semifinali playoff scudetto contro una squadra, il Solferino, di certo inferiore alla nostra. Noi abbiamo fatto l'errore presuntuoso di sentirci già in finale con il Castelferro e abbiamo avuto un vistoso calo di concentrazione pagato caro. Ai primi di gennaio 2001 riprenderemo la preparazione in vista di un campionato rinnovato, più breve, ma con i playoff più duri. Tuttavia - continua il giovane vice presidente - noi cerchiamo di promuovere questa disciplina (molto diffusa in altre aree geografiche lombarde, nel veronese, nell'astigiano e in Trentino) nelle scuole. Il tamburello è uno sport affascinante perché, oltre al gioco di squadra, spiccano le doti individuali che possono fare la differenza." Il mister Quinto Leonardi analizza il lavoro svolto rimanendo ottimista per il futuro: "In Coppa Italia abbiamo avuto un blocco psicologico che non ci ha permesso di mettere in pratica con scioltezza gli schemi provati in allenamento. Tuttavia - prosegue Leonardi - io sono un ottimista di natura e fino ad oggi il bilancio lo giudico abbastanza positivamente. Nel tamburello, bisogna essere ben allenati e concentrati, perché, al contrario di certi sport, il fattore tempo non influisce, ma è l'atleta che deve assolutamente fare punto ogni volta che la palla è in gioco. Noi, tenendo conto anche degli sforzi societari, cerchiamo di essere 'professionisti tra i dilettanti', per cui, preparazione atletica, tattica e alimentazione vanno curate in ogni minimo particolare." Castelferro e S. Paolo d'Argon sono avvertite.





Andrea

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