
Il pitone reale (o pitone palla) appartiene alla grande famiglia dei boidi e in natura è diffuso nella zona centro-occidentale del continente africano.....
Il pitone reale (o pitone palla) appartiene alla grande famiglia dei boidi e in natura è diffuso nella zona centro-occidentale del continente africano.
Il suo habitat tipico è costituito da praterie e savane, zone arbustive e radure ai margini di zone di foresta; occasionalmente frequenta anche aree coltivate.
Si tratta di un serpente costrittore di piccole dimensioni dal carattere timido e dall’indole estremamente mite; caratteristiche che lo fanno preferire come animale da terrario.
Le sue abitudini sono crepuscolari e notturne e durante il giorno tende a rimane nascosto nel suo rifugio. Le dimensioni sono piuttosto contenute e solo eccezionalmente la lunghezza totale nelle femmine oltrepassa 1,5m; normalmente le misure massime sono attorno ai 120cm o poco più.
In condizioni di mantenimento ottimali la vita media in cattività è di 20-30 anni (record registrato di 47 anni!)
IL TERRARIO ADATTO
Il terrario per il pitone reale deve essere piuttosto ampio con un buon sviluppo in altezza per permettere a questo serpente di poter arrampicare liberamente; delle misure indicative per un esemplare adulto sono circa di 120x60x150(h) cm.
Il substrato può essere vario e generalmente è possibile sistemare delle pietre piatte nella zona più calda, della ghiaia grossa nella zona intermedia e della corteccia a pezzi con del muschio nella zona più fredda (che sarà anche quella ad umidità più elevata).
Qualsiasi substrato si decida di adottare va mantenuto costantemente pulito rimovendo feci, urati e le mute; pietre, tronchi o altri componenti staccabili vanno tolti e lavati mentre i substrati naturali come corteccie frantumate, muschio, ghiaia o altro vanno cambiati ad intervalli regolari.
Rami di diverse piante purchè ben lavati, robusti e fissati in maniera stabile, forniranno le possibilità per arrampicare avendo cura di distribuire almeno un "posatoio" per ogni settore (caldo e freddo) del terrario.
In alternativa è possibile utilizzare arredi e substrati artificiali costruiti con cemento, resine o conglomerati vari; qualsiasi materiale si utilizzi è importante che le strutture nel terrario siano "sicure" (prive di margini taglienti, atossiche…), facilmente pulibili e fissate in maniera stabile.
I pitoni reali sono animali che abitano le zone tropicali di savana e spazi aperti con copertura limitata al margine di zone boschive; in simili situazioni le temperature diurne sono estremamente elevate e nelle ore più calde i pitoni rimangono al riparo dal calore eccessivo in tane di altri animali, sotto a delle pietre o nel cavo di tronchi.
Come molti altri animali che abitano questo genere di ambiente l’attività di caccia o di ricerca del cibo inizia al calar del sole per protrarsi fino alle prime ore del mattino per evitare l’esposizione a temperature troppo alte.
Pertanto nel terrario si dovrà ricreare la stessa alternanza tra temperature elevate durante il giorno (media dell’aria di circa 30-32°C) e temperature più fresche durante la notte (circa 20-22°C); in una estremità del terrario dovrà essere sistemata una lampada ad incandescenza per creare la zona calda dove avviene la termoregolazione; in questo punto la temperatura al suolo (o su delle pietre in posizione sopraelevata) deve raggiungere i 38-40°C per circa 3-4 ore al giorno.
Dato il carattere schivo dei pitoni reali è importante mettere a loro disposizione diversi nascondigli in cui possano trovare riparo come avviene in natura.
Per questo possono essere utilizzate delle scatole di cartone o di legno, dei tubi di cartone o di PVC, dei tronchi cavi o dei vasi di terracotta rovesciati e al loro interno va creato un ambiente con una temperatura di qualche grado inferiore a quella esterna un’umidità lievemente più elevata.
I rifugi devono essere almeno due sistemati uno per parte nella zona calda e nella zona fredda e saranno i posti che i pitoni utilizzeranno per la maggior parte del tempo, soprattutto per l’attività di riposo durante il giorno; i rifugi dovranno essere ispezionati di frequente per assicurarsi che al loro interno non vi siano ristagno di umidità, residui di feci e urati e non vi si annidino gli acari.
DIETA
La dieta dei pitoni reali in natura è prevalentemente a base di roditori e, occasionalmente, di uccelli, sauri e uova in incubazione.
In terrario la nutrizione della maggior parte dei serpenti non presenta particolari problemi ed è possibile cibare i pitoni reali con le consuete prede per serpenti costrittori quali topi e ratti e gerbilli.
Al momento del pasto i serpenti vanno sempre discretamente controllati affinché tutto vada per il meglio; se il pitone rifiuta il pasto, questo deve essere rimosso entro 10 minuti e riproposto a distanza di uno o due giorni ricordandosi di non lasciare mai un roditore vivo all’interno del terrario.
Sebbene questi animali siano in grado di ingollare roditori anche molto grandi la dimensione delle prede non deve mai essere esagerata; una regola di base è che la larghezza massima degli animali offerti in pasto non deve superare il doppio della larghezza della testa del serpente.
RIPRODUZIONE, INCUBAZIONE DELLE UOVA
Il pitone reale, come tutti i pitoni, è una specie ovipara e raggiunge la maturità sessuale all’età di circa 3-4 anni; l’accoppiamento avviene in autunno-inverno e prima che la femmina deponga le uova trascorrono mediamente 60-70 giorni dall’accoppiamento.
La riproduzione non è facile da conseguire in cattività ed è necessario modificare i cicli di illuminazione, riscaldamento e umidità per ricreare le condizioni adatte per favorire tale evento, sembra tra l’altro che in natura il pitone reale non si riproduca regolarmente tutte le stagioni ma una volta ogni due o tre anni.
L’incubazione delle uova deposte (da 4 a 10) richiede un periodo variabile da 80 a 100 giorni ad una temperatura di circa 31,5-32°C.
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Python regius |
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Pitone Reale - Pitone Palla |
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Famiglia:
Boidae
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Dimensioni : Alla
nascita, i piccoli regius misurano da 25 a 40 cm; la Lunghezza degli
adulti e compresa normalmente tra 90 e 130 cm. Sono rarissimi i casi di
esemplari più lunghi di 150 cm. Il tasso di crescita e, come sempre accade
per i serpenti, fortemente influenzato dal regime alimentare: se individui
supernutriti possono raggiungere La maturità sessuale, con una lunghezza
intorno ai 90 cm., a soli 18 mesi di età, ad esemplari sottoposti ad un
regime alimentare più parco potranno occorrere tre anni per raggiungere Le
stesse dimensioni. La 1ongevita di questi serpenti e tra le massime
conosciute: La durata media della vita sembra essere compresa tra i 20 e i
30 anni, ma il record appartiene ad un maschio, deceduto nel 1992 allo zoo
di Filadelfia, dove viveva da più di 47 anni. Sembra che questa sia La più
"veneranda" età mai documentata per un serpente. Indole : Il Pitone reale e tra i più timidi e mansueti rappresentanti della sua famiglia: normalmente si Lascia maneggiare senza alcun problema. Esemplari non abituati ad essere toccati possono manifestare il curioso comportamento difensivo tipico di questa specie: se infastidito, 1'animale protegge la testa, che e La parte più vulnerabile, nelle spire del corpo, formando cosi un "gomitolo" apparentemente inestricabile che ha valso a questi animali il nome comune di "pitoni palla". In questa posizione appallottolata 1'animale può essere toccato e spostato senza che tenti di ribellarsi, ma non si dovrà mai tentare di forzare le spire per scioglierlo. Sono piuttosto rari i casi di esemplari vera- mente mordaci che, comunque, prima di colpire, avvertono sempre il disturbatore soffiando rumorosamente. Anche questi esemplari, tuttavia, possono essere "educati" con un quotidiano lavoro di manipolazione: estraendo il serpente dal terrario (magari proteggendosi con un robusto paio di guanti) lo si terra in mano finche non smette di agitarsi o di soffiare; quindi si toglieranno i guanti (a questo punto ricevere un morso e altamente improbabile) e si Lascerà che l' animale famigliarizzi con il contatto e 1' odore delle mani per alcuni minuti, evitando movimenti bruschi. Già dopo poche "sedute" 1' animale avrà certamente perduto parte della sua aggressività. Allevamento: Date le modeste dimensioni degli animali che trattiamo, non e necessario adottare terrari immensi: per un adulto e sufficiente un contenitore con base di 100 x 80 cm. La temperatura può variare dai 26' ai 31' C. nelle ore diurne, con un abbassamento di 2 o 3 gradi durante la notte. Quando possibile, e una buona regola riscaldare un angolo del terrario fino a 34'-35'C. per mezzo di un'apposita lampada, in modo che 1'animale possa attuare la propria termoregolazione in modo più preciso ed efficace. La frequenza dei pasti, per i giovani, sarà ogni 5 giorni circa, mentre gli adulti possono essere nutriti ogni 7-10 giorni con roditori di misura adeguata. Molto più frequentemente rispetto ad altre specie, può succedere che il pitone reale si ostini a rifiutare il cibo per periodi assai Lunghi, anche se viene tenuto nelle migliori condizioni: questo accade soprattutto per esemplari di cattura, che necessitano di un lunghissimo periodo di acclimatazione, mentre per esemplari nati in cattività questo problema si pone raramente. Per questo ed altri motivi e sempre preferibile acquistare esemplari non di importazione (ricordo che gli stati di Togo e Ghana rilasciano il permesso di esportare annua1mente, in modo del tutto Legale, un certo numero di esemplari, dei quali una buona percentuale e destinata a morire per la trascuratezza degli esportatori durante La difficile fase di acclimatazione), preferendo in ogni caso animali riprodotti in cattività. Quando l' animale rifiuta il cibo per alcune volte consecutive apparentemente senza motivo (ad esempio evidenti patologie in corso o imminenza della muta), spesso si ricorre troppo sbrigativamente all'alimentazione forzata, preoccupati da un imminente quanto ipotetico deperimento fisico del nostro ospite. In realtà, e accertato che un pitone di corporatura normale, che non sia cioè gia visibilmente magro, può digiunare per molti mesi senza riportare alcun danno fisiologico: sono documentati i casi di due pitoni reali che hanno digiunato per 22 mesi! Nella maggior parte dei casi gli animali, dopo un periodo di durata variabile, riprendono spontaneamente a nutrirsi se si ha la pazienza di insistere, senza scoraggiarsi, offrendo cibo con frequenza regolare e maneggiandoli i1 meno possibile. Si farà quindi ricorso all'alimentazione forzata (operazione sempre traumatica per qualche serpente, soprattutto se adulto), esclusivamente in quei casi in cui veramente vi sono evidenti segni di dimagrimento o comunque di debilitazione; allora si potrà intubare l'animale e, per La prima volta dopo il Lungo digiuno, somministrargli una dieta semi liquida con caratteristiche di alta digeribilità, ad esempio un omogeneizzato di carne per bambini; si potrà ricorrere a roditori interi so1o successivamente, quando cioè 1'apparato digerente avrà potuto ripristinare la sua naturale efficienza digestiva, resa carente dal Lungo digiuno. In caso contrario, il pasto viene spesso rigettato al momento in cui si innescano processi putrefattivi prima che gli enzimi digestivi, scarsamente efficienti, possano fare il loro "dovere". IL pitone reale puo presentare numerosi tipi di anomalie genetiche che influenzano La colorazione: sebbene assai più rare e costose di quelle di altri serpenti (ad esempio P. molurus), sono note due differenti forme albine ("normal" e "high yellow") una leucistica e perfino piebaldica (o albinotica), e si conoscono esemplari ipermelanistici; vi sono due forme diverse, cioè "normal" e "IMG" di individui axantici (colorati cioè...in bianco e nero) e ancora altre forme anomale, come la "high gold" con le macchie, anzichè marrone-giallastro, di un bel giallo intenso, e 1a forma cromatica cosiddetta "jungle", riconoscibile, oltre che dal disegno anomalo, dal colore chiaro dell'iride. Purtroppo in Italia, almeno per ora, e assai raro trovare individui che presentino le suddette mutazioni, essendo questi destinati quasi esclusivamente al mercato statunitense; ci si può tuttavia accontentare anche de11a livrea "selvatica", che, a mio avviso, fa del pitone reale uno dei più bei serpenti allevati dai terrariofili. Riproduzione: Ottenere la riproduzione di P. regius non e facile come per altri serpenti; se pero si vuole tentarla, le regole da seguire sono quelle che già conosciamo: in genere viene consigliato di nutrire abbondantemente gli animali nei mesi centrali dell'anno, quindi, a partire dall'inizio di dicembre, abbassare la temperatura media diurna a 24'-26' C. per un paio di mesi o poco più, tenendo nel contempo separati i due sessi; quindi, possibilmente subito dopo la muta della femmina, i serpenti vanno riuniti per due o tre giorni, ripetendo poi più volte l'operazione (se si unisce un maschio con più femmine, il periodo di permanenza insieme potrà durare anche una settimana). Se queste manovre avranno avuto successo, circa 60-70 giorni dopo la fecondazione si avrà la deposizione delle uova; queste, pesanti mediamente un'ottantina di grammi ciascuna, non sono mai numerose: gli erpetologi T. & D. Barker riferiscono di covate variabili da 1 a 11 uova, con una media di 6,5 uova fertili per ogni femmina, valore desunto dall'osservazione di 22 covate. La schiusa, con una temperatura di incubazione di 32' C, avviene dopo un tempo di 57 giorni. Distribuzione :
Il Pitone reale e diffuso in gran parte del continente
africano: il suo areale e infatti compreso tra le regioni più occidentali,
dal Senegal alla Costa d'Avorio, e La regione sudanese ad ovest del Nilo,
attraverso tutta la zona centroafricana. Lo si rinviene per lo più in
ambienti caratterizzati da vegetazione a savana o a prateria, con
affioramenti rocciosi sparsi, mentre non sembra essere presente nelle
foreste ad alta densità arborea. Sinonimi : Boa Regia SHAW 1802 |
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Scheda redatta da Lello Bianchi.