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Il Nostro Documento
Nella Finanziaria 2004 presentata dal Governo
al Parlamento si ripropone per il secondo anno consecutivo il
blocco delle assunzioni per professori di I e II fascia vincitori
di concorsi pubblici e chiamate di idonei, e, per il terzo anno,
il blocco delle assunzioni del personale non docente. Inoltre,
come lamentato dalla CRUI e dal CUN, le risorse destinate al comparto
Universita' sono assolutamente inadeguate al normale funzionamento
degli Atenei.
Anche la situazione paradossale
dei vincitori di concorso da ricercatore in attesa della presa
di servizio, alcuni da più di un anno, non ha trovato
una sua definitiva e soddisfacente risoluzione, poichè
l'emendamento alla Finanziaria durante il passaggio in Senato
restringe la possibilità di assumere nuovi ricercatori
alle sole Università che abbiano contenuto le proprie
uscite entro il 90% del bilancio dell'anno precedente, e inoltre
precisa che potranno essere assunti soltanto i ricercatori
che abbiano vinto un concorso entro il 30.10.2003.
Il Governo ha piu' volte detto,
per voce del Ministro competente, di voler investire nella Ricerca
e nella formazione di alto livello, e, prima della presentazione
della Finanziaria, aveva assicurato che ci sarebbero stati
investimenti pari alla media europea nell'Universita' e Ricerca
pubblica e che non ci sarebbero stati blocchi delle assunzioni.
In Finanziaria viene reso disponibile da parte
di un Ministero (che non e' quello della Ricerca Pubblica e Tecnologica)
un fondo di un miliardo di euro
in 10 anni per la costituzione di un ente di ricerca, l'"Italian
Institute of Technology", che nessuno scienziato italiano ritiene
essere utile e produttivo, e su cui la Consulta
dei Rettori, il CUN, la VII Commissione al Senato, e vari scienziati
italiani di primissimo piano, hanno espresso un parere fortemente
negativo.
Noi, sottoscrittori del presente documento, riteniamo
che la mancanza di fondi per l'Universita' e il blocco delle
assunzioni dei vincitori di concorso a
professore di I e II fascia, chiamate di idonei, assunzioni
di personale non docente, oltre a ledere l'autonomia dei
singoli Atenei, portera' in tempi brevissimi allo sfascio
del sistema universitario italiano e della ricerca pubblica.
Infatti le Università private, nonostante
i cospicui finanziamenti che ricevono dallo Stato Italiano,
sono invece libere di continuare ad assumere i propri docenti.
Questi fattori già oggi provocano la fuga
verso l'estero dei giovani che vogliono fare ricerca e
che non sono ancora parte del corpo docente
universitario, disincentivano coloro che del sistema universitario
fanno parte e che vedono allontanarsi le prospettive
di carriera, e rendono critiche le condizioni della didattica
a causa del numero insufficiente dei docenti.
Siamo consapevoli inoltre che,
in caso questa situazione di precarieta' persista, non sara' possibile
garantire per molto tempo ancora
il regolare svolgimento delle lezioni, degli esami e delle
sedute di Laurea.
Pertanto chiediamo al Parlamento di voler aumentare
i fondi per l'Universita', e di voler togliere il blocco delle
assunzioni, lasciando all'autonomia degli
Atenei, nel rispetto dei limiti imposti dai singoli
Bilanci, la decisione delle assunzioni relative ad ogni tipo di
concorso pubblico.
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