Conferenza Stampa del 26 Novembre 2003

Roma - La Sapienza


Bozza Conferenza Stampa
Documento Stampa
ANSA

BOZZA CONFERENZA STAMPA

]Situazione nelle Universita' ad oggi

Secondo fondi CINECA, al 9 Maggio 2003 vi erano

Professori di prima fascia: 17.517

Professori di seconda fascia: 18.772

Ricercatori: 22.051

Totale: 58.340

Secondo il Ministro dell'Istruzione, dell'Universit e della Ricerca, Letizia Moratti (comunicato stampa del 17-11-2003) i dati al 31.12.2002 erano

Professori di prima fascia: 18.131

Professori di seconda fascia: 18.502

Ricercatori: 20.900

Totale: 57.533

Le differenze di dati sono abbastanza singolari poich entrambi le fonti sono ministeriali e, stante il blocco delle assunzioni attuato con la Finanziaria 2003, non ci dovrebbero essere differenze (se non dovute a decessi e pensionamenti). Comunque, noi ci atterremo ai dati presentati dal Ministro.

Si ritiene che circa il 35% (alcune fonti danno il 25%, altre il 50%) dei professori e ricercatori attualmente in servizio andr in pensione entro il 2010.

Nei dati diffusi dal Ministro risulta che nel passaggio dal 2001 al 2002 si sono avuti questi incrementi:

Professori di I fascia +3105

Professori di II fascia: +1243

Ricercatori: +1232.

Tenuto conto che la maggior parte degli idonei chiamati come professori di II fascia era gia' inquadrata in ruolo come ricercatore e la maggior parte degli idonei chiamati come professori di I fascia erano professori di II fascia, si ottiene

Professori di I fascia: +3105

Professori di II fascia: +1243-3105= -1862

Ricercatori: + 1232-1243= -11

L'incremento totale e' dunque di 1232 unit, ovvero circa il 2,37 %.

Dispiace rilevare che, nei dati diffusi dal Ministro, risulti un aumento di circa il 10,7 % (ottenuto sommando il totale degli incrementi, senza tenere conto delle progressioni di carriera). La maggior parte degli immessi in ruolo sono idonei e vincitori di concorsi banditi prima del 2001.

Carriera Universitaria

Attualmente il sistema Universita' e' diviso in tre ruoli: ricercatore universitario, professore di II fascia (o associato) e professore di I fascia (o ordinario). Ogni ruolo ha dei propri compiti specifici e maggiore e' il ruolo, maggiori sono le cariche di tipo istituzionale che si possono ricoprire all'interno dell'Ateneo.

L'accesso al sistema universitario avviene tramite concorso pubblico a ricercatore universitario. Secondo la normativa vigente, ogni Facolta' puo' bandire posti da ricercatore universitario purche' vi sia la dovuta copertura economica nel bilancio dell'Ateneo. Questo significa che ogni posto messo a concorso ha gia' la dovuta copertura economica che viene certificata dal Rettore dell'Ateneo. La somma necessaria alla copertura del posto messo a concorso viene impegnata dall'Ateneo e resta congelata fintanto che il vincitore del concorso non prendera' servizio.

Per svolgere il concorso viene eletta una commissione di tre persone (un ricercatore, un professore di II fascia e un professore di I fascia). Un membro della Commissione viene eletto dalla Facolta' che bandisce il posto, mentre gli altri due sono eletti tramite procedure di votazioni telematiche su base nazionale.

Ogni concorso si divide in due prove scritte, una prova orale e una valutazione dei titoli (qualita' e quantita' delle pubblicazioni e delle ricerche svolte, attivita' organizzative svolte, attivita' didattica, etc..).

Sulla base delle prove suddette, la commissione decide il vincitore del concorso che sara' poi chiamato dalla Facolta'. La durata dei concorsi, dal momento in cui sono banditi e' di circa 9 mesi, ma ci sono casi in cui per espletare il concorso ci sono voluti uno o due anni.

Per i primi tre anni il ricercatore e' non confermato e il suo stipendio non subisce alcun incremento. Dopo i primi tre anni viene valutata l'attivita' svolta (scientifica e didattica) da parte di una commissione nominata dal Ministero su suggerimento del C.U.N. Se la valutazione e' positiva il ricercatore entra in ruolo. Soltanto da questo momento lo stipendio incomincia a salire e sono ufficialmente permesse delle attivit. Di norma il responso della commissione di valutazione arriva verso la fine del quarto anno di servizio.

Per il ruolo di professore di II fascia (associato) e di I fascia (ordinario) l'attuale normativa prevede che la Facolta' bandisca, previa copertura economica certificata dal rettore, posti a concorso. Per i professori associati , il concorso, detto valutazione comparativa, si basa su una prova didattica (viene estratto un tema e dopo 24 ore il candidato deve tenere una lezione sull'argomento) e sulla discussione dei titoli presentati (ricerche e pubblicazioni). Per i professori ordinari il concorso si basa soltanto sulla produzione scientifica del candidato. La Commissione per il concorso e' formata da cinque professori in ruolo (due di II fascia e tre di I fascia per un concorso di II fascia; tutti e cinque di I fascia per un concorso di I fascia), di cui uno e' eletto dalla Facolta' che ha bandito il posto, mentre gli altri quattro sono eletti tramite procedure di votazione telematiche a livello nazionale.

Per ogni valutazione comparativa vengono dichiarati due idonei. La Facolta' che ha bandito il posto ha il diritto di chiamare entro 60 giorni dalla fine del concorso uno dei due idonei. L'altro idoneo puo' essere chiamato da ogni altra Facolta' che lo ritenga opportuno (e che abbia adeguata copertura economica). Una idoneita' vale per tre anni.

Dopo tre anni dalla presa di servizio il professore di I e II fascia entra in ruolo previo parere di una commissione nominata dal Ministero su parere del C.U.N. Anche per i professori di II fascia e di I fascia vale il congelamento dello stipendio in questa fase triennale di prova.

Anche in questo caso la durata media di un concorso e' di 9 mesi, con punte di uno-due anni.

Per ogni ruolo accademico, dopo la conferma, vi e' la scelta tra tempo parziale o tempo pieno. La scelta vale due anni e viene rinnovata biennalmente.

Dunque, per ogni concorso bandito vi e' la copertura finanziaria per (almeno) un posto.

Stipendi

Dopo il Decreto Ministeriale del Luglio scorso gli stipendi attuali sono i seguenti (da tenere conto che al momento della compilazione del presente documento, l'aumento del circa 2,75% decretato non e' stato ancora recepito dai Rettori, dunque attualmente occorre detrarre circa il 2,7% dai dati sotto riportati):

Ricercatori:

- alla presa di servizio Euro 1.131,59 netti al mese

- dopo la conferma in ruolo Euro 1549,95 netti al mese

Professori di II fascia:

- alla presa di servizio Euro 1.860,87 netti al mese

- dopo la conferma in ruolo Euro 1.938,79 netti al mese

 

Professori di I fascia:

 

- alla presa di servizio Euro 2.348,54 netti al mese

- dopo la conferma Euro 2.463,03 netti al mese

 

Ogni classe ha una progressione di carriera a scatti biennali che non viene riportata nel passaggio successivo. Ad esempio, un ricercatore confermato con 10 anni di anzianita', vincitore di un concorso a professore di II fascia, che prendesse servizio, si troverebbe decurtato il suo stipendio-base in maniera notevole, e solo lattribuzione di un assegno ad personam gli consente di conservare lo stesso stipendio. Lo stesso discorso vale anche per la progressione da professore di II fascia a professore di I fascia. A titolo esemplificativo (visto che le progressioni di carriera avvengono all'incirca ogni 10 o piu' anni), riportiamo gli stipendi del personale in ruolo dopo 10 anni di servizio:

 

Ricercatori: Euro 1.927,52 netti al mese

Professori di II fascia: Euro 2.442,20 netti al mese

Professori di I fascia: Euro 3.152,79 netti al mese

Dunque, l'assunzione di idonei di fatto non solo non si tradurr in un aumento dei costi, ma, poich i nuovi assunti restano fermi 3 anni nella loro progressione di carriera, rappresenta anche a breve termine addirittura un risparmio per gli Atenei. Inoltre, ogni progressione di carriera comporta automaticamente la liberazione di risorse (quelle dello stipendio del grado inferiore) che si rendono disponibili per il reclutamento di nuovo personale.

Vogliamo subito chiarire - a scanso di equivoci - che noi non chiediamo l'assunzione in toto degli idonei, ma chiediamo che sia garantita l'assunzione dei vincitori di concorso da ricercatore e degli idonei chiamati da parte delle Universit banditrici (dato che per loro esiste una copertura economica, certificata dai Rettori), e la liberta' per gli altri Atenei di poter chiamare e assumere gli idonei, in base a considerazioni di sviluppo prese nella piena autonomia.

 

Aggiungiamo che tali stipendi sono ampiamente inferiori agli stipendi (medi) dei corrispondenti ruoli negli altri Paesi della Comunita' Europea e sono meta' o un terzo degli stipendi nei corrispondenti ruoli in Francia, Germania, Gran Bretagna, per non parlare di USA e Giappone (dati Eurostat).

Didattica

 

Con la riforma dei Corsi di Laurea (il "3+2") il quantitativo di ore di attivita' didattica (per attivita' didattica si intende tutto cio' che ha a che fare con la didattica, ovvero, preparazione di lezioni, lezioni frontali, esercitazioni, tutoraggio, tesi di laurea e di dottorato, consigli di corsi di laurea, ecc.) e' nettamente aumentato. Basti pensare che tutti i corsi di laurea quadriennali si sono trasformati in corsi di laurea quinquennali (3+2).

 

 

I professori universitari, a norma di quanto dispone l'articolo 6 della legge 18 marzo 1958, n. 311, hanno "l'obbligo di dedicare al proprio insegnamento, sotto forma sia di lezioni cattedratiche, sia di esercitazioni di seminario, di laboratorio o di clinica, tante ore settimanali quante la natura e la estensione dell'insegnamento richiedono e sono tenuti ad impartire le lezioni settimanali in non meno di tre giorni distinti". Il DPR 11 luglio 1980, n. 382, all'articolo 10 ha stabilito che, "fermi restando gli altri obblighi previsti dalle disposizioni in vigore, i professori devono assicurare la loro presenza per non meno di 250 ore annue. In tale monte ore si comprendono: a) l'insegnamento ufficiale; b) le attivit complementari, come seminari, laboratori, esercitazioni e il ricevimento studenti; c) la partecipazione alle commissioni d'esame e di laurea. I professori a tempo pieno sono tenuti a garantire la loro presenza per non meno di altre 100 ore annue che comprendono sia le attivit complementari allo svolgimento dell'insegnamento nelle varie forme previste, sia lo svolgimento, nell'ambito di appositi servizi predisposti dalle Facolt, di compiti di orientamento per gli studenti, con particolare riferimento alla predisposizione dei piani di studio, ai fini anche delle opportune modifiche ed integrazioni sulla base dei risultati conseguiti dagli studenti stessi e delle loro meglio individuate attitudini e sopravvenute esigenze".

Un secondo insegnamento o altri corsi possono essere assegnati per affidamento o per supplenza SEMPRE CON IL CONSENSO DELL'INTERESSATO.

 

I ricercatori, a loro volta, sulla base di quanto disposto dal DPR n. 382/1980 e dalla legge n. 341/1990 non hanno l'obbligo d'impartire un insegnamento ufficiale. Le attivit didattiche obbligatorie sono comprese:

entro 350 ore annue per i ricercatori confermati a tempo pieno e 250 ore per i ricercatori non confermati e i ricercatori confermati a tempo definito. I corsi d'insegnamento sono assegnati ai ricercatori per affidamento o per supplenza con le stesse modalit seguite per i professori, per cui si richiede il loro CONSENSO

 

Le modalit di svolgimento dell'attivit didattica di professori e ricercatori sono deliberate dai competenti consigli didattici, nel rispetto dei vincoli di legge.

 

In realta', data la mole di attivita' didattica attuale e il basso numero di professori e ricercatori in servizio, la maggior parte dei ricercatori e professori svolge attivita' didattica oltre il limite massimo consentito. Oltre al carico didattico proprio, molti fanno una o piu' supplenze (molto spesso gratuite, talvolta pagate) per arrivare a coprire tutti i corsi attivati. Ai ricercatori, che non avrebbero obblighi didattici, vengono affidate diverse supplenze a titolo gratuito.

 

Facciamo notare che, se i ricercatori e i professori smettessero di fare questa attivita' di didattica extra, gli Atenei sarebbero costretti ad affidare tali supplenze a personale esterno all'Universita', a pagamento oppure, pi raramente, a titolo gratuito. Tale personale, seppur volenteroso e capace, non puo' qualitativamente sostituire un ricercatore o un professore: tranne pochi casi, (dovuti per lo piu' al blocco delle assunzioni presente in Finanziaria 2003) si tratta di personale che non stato abilitato attraverso un concorso pubblico a svolgere questo ruolo.

A parte questo, gli Atenei sarebbero comunque costretti a pagare le supplenze affidate a contrattisti e dunque cio' si tradurrebbe in un costo per gli Atenei.

Gli Idonei

 

Dato il blocco delle assunzioni per ricercatori e professori universitari vigente dal 1 Gennaio 2003 (e il blocco delle assunzioni per ricercatori di enti di ricerca pubblici dal 1 Gennaio 2002) contenuto nella Finanziaria 2003, attualmente la situazione e' la presente:

 

- ci sono circa 1.700 vincitori di concorsi da ricercatore in attesa di prendere servizio

 

- ci sono circa 3.800 idonei da professore di I e II fascia (di cui circa il 63% idoneita' di II fascia e 37% idoneita' di I fascia).

Le Direttive EU

 

Secondo il COM(2003) 436 definitivo del 18.07.2003, la Comunita` Europea dovrebbe arrivare a destinare il 3% del P.I.L. alle attivita' di Ricerca Scientifica entro il 2010. Di questo 3%, circa il 2% deve provenire da finanziamenti privati. Le ultime stime disponibili dicono che in Italia lo Stato investe in ricerca meno del 0,8% del P.I.L. e i Privati per circa lo 0,01%. Questi dati pongono l'Italia tra gli ultimi posti per quanto riguarda la ricerca scientifica in Europa.

 

La Comunita' Europea ritiene che vi sia bisogno di un aumento di circa 700.000 ricercatori e professori entro il 2010.

 

Inolte, la C.E. ritiene che sia fondamentale per lo sviluppo della Conoscenza Umana e della Scienza che vi sia il sostegno delle istituzioni pubbliche ai ricercatori e ai professori. Da questo punto di vista fondamentale che le forze politiche sostengano e riconoscano appieno l'importanza che i ricercatori e i professori rivestono allinterno della societa'.

 

Ricerca Pubblica e Privata in Italia

 

Nonostante negli ultimi decenni la ricerca pubblica e privata abbia ricevuto scarsi finanziamenti sia dallo Stato sia dai Privati, gli scienziati italiani hanno raggiunto prestigiosi ed importanti risultati nelle loro materie, spesso con punte di eccellenza. Indicativo di cio' e' il numero di premi che scienziati italiani ricevono annualmente e lalta considerazione in cui sono tenuti all'estero.

 

Diversamente dalla fantascienza, per gli scienziati non e' possibile "decidere cosa scoprire" ne' in quali tempi. Gli scienziati hanno idee e passano il loro tempo a provare a metterle in atto. Questa procedura costituisce il presupposto di "ogni ricerca". Le idee di ogni scienziato si basano sul lavoro degli scienziati che hanno operato prima di lui, e spesso sono condivise con altri scienziati che operano nello stesso momento. Questo non vuol dire che non sia possibile valutare la ricerca, tutt'altro. Esistono anzi procedure universalmente riconosciute di valutazione che vengono applicate normalmente (anche in Italia). Non ci soffermeremo su questo punto.

 

Dunque l'attivita' di ricerca e' un continuo processo evolutivo che si basa sul lavoro di molte persone (anche in epoche diverse).

 

Dalle ricerche cosiddette di base (cioe' astratte) si hanno spesso applicazioni concrete che risolvono problemi pratici della societa'. Giusto per fare un esempio, la T.A.C. si basa su un teorema matematico (nato per tutt'altri scopi!) detto la trasformata di Radon.

 

Recenti studi americani ed europei dimostrano che la ricerca scientifica "vive bene" in un ambiente di onesta competitivita' ma non di precarieta'.

 

Lo Stato Italiano finanzia alcuni Enti di Ricerca e Universit Private. Essendo privati, questi Enti non sono soggetti al blocco delle assunzioni e possono continuare ad assumere scienziati e ricercatori.

 

Perci il blocco delle assunzioni in vigore dal 1 Gennaio 2002 per gli enti di Ricerca Pubblici e dal 1 Gennaio 2003 per le Universita' Pubbliche, da un lato aumenta la precarieta' dei ricercatori e scienziati pubblici, e dallaltro diminuisce la loro competitivit nei confronti degli Enti privati, che risultano indubbiamente favoriti.

 

L'Istituzione dell'Istituto Italiano di Tecnologia, il famoso IIT, a cui il Decreto collegato alla Finanziaria 2004 assegna 1 miliardo di euro nei 10 anni, e su cui e' stato dato parere altamente negativo da parte del CUN, CRUI, VI Commissione del Senato, nonche' da vari eminenti scienziati italiani, e' un caso anomalo al mondo e merita un commento. Si decide di dirigere le poche risorse disponibili verso la creazione di un "istituto di eccellenza" di cui non si conoscono scopi e funzionamento, lasciando affondare la Ricerca Pubblica e l'Universita' nonostante gli ottimi risultati raggiunti. Oltretutto e' abbastanza singolare costruire un istituto e battezzarlo di "eccellenza". L'eccellenza e' una dote che si acquisisce con impegno e nel corso degli anni. Usando una parafrasi, potremmo dire che lo Stato Italiano e' il presidente di una squadra di calcio che vince scudetti e coppe e che ad un certo punto, senza ragione, decide di sciogliere la sua squadra, mettendone su, in quattro e quatt'otto, un'altra formata da giocatori che nessuno ha mai visto giocare.

 

Dai dati in nostro possesso (fonte Eurostat) la spesa in media (pesata sulle rispettive popolazioni, rapportata alla popolazione) in confronto con i maggiori paesi europei per l'Universita'

 

Italia: Euro 2.900

Francia: Euro 4.900

Germania: Euro 8.000

U.K. Euro 4.900

 

Conseguenze di questa situazione

 

Le conseguenze di questa situazione sono ormai gia' visibili. La prima conseguenza e' quella chiamata fuga dei cervelli. I giovani che vogliono fare ricerca devono andarsene all'estero. Il futuro dell'Italia, in sostanza, sta scappando via. Su questo si e' gia' ampiamente discusso nei giorni scorsi e pertanto non riteniamo di dover insistere sull'argomento.

 

Per gli chi ormai vive in Italia e vede frustrate le proprie legittime aspettative di carriera (come chi ad esempio ha vinto un concorso o una idoneita') la possibilita' della "fuga" all'estero e' certamente piu' bassa (per motivi familiari in genere) anche se, presente. In particolare c'e' il pericolo che coloro che sono gia' arrivati a brillanti risultati e che possono adesso dare il loro massimo contributo, sia in termini di ricerca, sia in termini di didattica e di trasmissione del sapere, accettino una delle tante offerte provenienti dall'estero.

 

Quelli che restano, sentendosi sottovalutati e per di pi mal pagati, continueranno certamente nel loro impegno di ricerca ma senza poter disporre della gratificazione che deriva dal sostegno morale ed economico che ciascun cittadino si aspetta dal proprio Paese. Per lanno 2003 i fondi di ricerca di Ateneo nelle Facolt Umanistiche ammontano a circa 500 euro a testa! Il loro unico strumento di protesta sar dunque quello di limitare allo stretto necessario lattivit didattica, pur coscienti che ci ricadr anzitutto sugli incolpevoli studenti.


DOCUMENTO STAMPA

Mercoled 26 novembre 2003, presso la Universit la Sapienza di Roma, si tenuta la prima conferenza stampa del neonato Coordinamento Professori Idonei.

La partecipazione di idonei di I e II fascia stata consistente; presente anche la stampa con una giornalista dellANSA, e la televisione con la Sky Tv che trasmetter un servizio con alcune interviste la sera stessa del 26 alle 22.05 su Controcorrente Tg 24.

E stato ribadito a gran voce che la nostra protesta tuttuno con quella dei 1700 vincitori di concorso di ricercatore in attesa di presa di servizio.

E tuttuno perch il blocco tanto nei loro confronti quanto nei confronti dei docenti idonei di I e II fascia esprime lintenzione dellattuale governo di dequalificare lUniversit e la Ricerca pubbliche, riducendone la competitivit a livello internazionale attraverso: (a) la moltiplicazione e triplicazione del carico didattico di ciascun docente; (b) la separazione del ruolo di insegnante da quello di ricercatore (si veda il testo della Finanziaria 2003); (c) la riduzione massiccia dei finanziamenti statali a favore della ricerca.

E, ancora, tuttuno perch tanto nei confronti dei neo-ricercatori quanto nei confronti dei docenti idonei di I e II fascia la Finanziaria 2003 e nei progetti la Finanziaria 2004 esercitano un blocco che frena considerevolmente la vita scientifica e accademica della Universit pubblica lasciando invece allUniversit privata ogni libert di chiamare e assumere immediatamente i propri laureati o docenti vincitori di concorso (dei nostri stessi concorsi!).

Sono state concordati due ordini di intervento a sostegno del nostro diritto ad un regolare riconoscimento del nostro ruolo accademico da parte dellUniversit:

Breve scadenza, ossia per lemendamento dei comma 2 e 3 dellart. 15 della Finanziaria 2004:

Rimanere in contatto con quegli onorevoli a cui sono stati gi comunicati i nostri desiderata in rapporto al gi ricordato art. della Finanziaria;

Invio del maggior numero di telegrammi a firma unica ai seguenti indirizzi: Tremonti, Moratti, Fini; facendo leva sulla proposta di emendamento presentata da Fini, si pensato che potrebbe essere opportuno insistere sul fatto che la maggior parte delle chiamate potrebbe essere a costo zero (cf. punto f g della lista dei compiti) e che dunque i soldi accantonati potrebbero bastare alla chiamata di chi ha un costo maggiore perch ad esempio non ancora inserito nellorganico universitario;

Stabilire il maggior numero di contatti possibili con i politici e con la stampa;

     Pi lunga scadenza, ma ci non esclude di poter cominciare subito:

Ciascuno per ogni sede universitaria cerchi di porsi a capo di un piccolo coordinamento locale; i nomi dei colleghi idonei per sede universitaria possono essere conosciuti anche incrociando i dati in nostro possesso e presi dal MIUR con  le liste dellelettorato attivo e passivo e con le liste del Cineca;

Con gli altri colleghi del proprio coordinamento locale ognuno cerchi di sapere qual il proprio costo;

Con questi dati in mano, ciascuno si rechi con gli altri colleghi del proprio coordinamento locale dai propri rettori e presidi di facolt cercando di convincerli della liceit delle chiamate, non bloccate dalla finanziaria;

A questo proposito si detto che sarebbe importante raccogliere nel sito del C.P.I. i casi in cui i rettori hanno permesso le chiamate e hanno anche fatto i decreti di nomina (es.: il rettore di Trieste);


ANSA

ZCZC0145/SXB

YAN30011

R CRO S0B S41 QBKM

UNIVERSITA': PROFESSORI IDONEI, NO A BLOCCO ASSUNZIONI

ATENEI SIANO LIBERI DI ASSUMERE, O SARA' PARALISI DEI CORSI

(ANSA) - ANCONA, 26 NOV - E' necessaria una politica che sostenga e rilanci l' Universita' e la ricerca pubblica in Italia. E' l' appello del Coordinamento professori idonei (3.800 docenti senza presa di servizio) che sollecita liberta' di chiamata dei professori idonei e di assunzione di ricercatori da parte degli atenei, e la revoca del blocco delle assunzioni prevista dalla Finanziaria 2004. In caso contrario, dice il coordinamento, ''i docenti potrebbero decidere di fare solo cio' che devono per contratto'' e siccome l' attivita' didattica svolta dai professori idonei ''e' nettamente superiore al limite fissato per legge'', le universita' sarebbero costrette a spendere di piu' per coprire i corsi. Insomma, se la fuga dei ricercatori significa ''perdere il futuro'', quella dei professori significherebbe ''perdere il presente''.

La Legge Finanziaria prevede per il secondo anno consecutivo il blocco delle assunzioni per i professori idonei (e per il terzo anno stoppa anche le assunzioni negli enti di ricerca). Ma secondo il coordinamento non sono i finanziamenti che mancano: ''sono stati stanziati soldi per enti di ricerca privati, e un miliardo di euro in dieci anni per un 'istituto d' eccellenza' sui cui Cun, Conferenza dei rettori e Commissione senatoriale hanno dato un parere negativo, insieme ai piu' insigni scienziati italiani''.

Senza contare che nel nostro paese il numero dei docenti universitari e' quasi la meta' della media europea, e entro il 2010 il 40% di quelli attualmente in servizio andra' in pensione. (ANSA).

RED-MOR

26-NOV-03 12:23 NNNN

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ZCZC0289/SXB

WIN30231

R CRO S0B QBXB

UNIVERSITA': PROFESSORI IDONEI, NO A LICEALIZZAZIONE ATENEI

(V. 'UNIVERSITA': PROFESSORI IDEONEI, NO...' DELLE 12.23)

(ANSA) - ROMA, 26 NOV - ''L'attuale politica del Governo rischia di licealizzare gli atenei italiani relegando i ricercatori alla sola didattica, in questo modo si avr la morte dell'Universit''. Questa la posizione emersa oggi dalla conferenza, organizzata a La Sapienza dal Coordinamento professori idonei a cui hanno partecipato un centinaio di idonei provenienti da tutta Italia per dar voce ai 3800 professori universitari italiani che pur avendo superato un concorso non sono stati ancora assunti. I professori hanno presentato un documento sottoscritto gi da moltissimi accademici in cui chiedono ''l' immediato sblocco delle assunzioni senza provvedimenti una-tantum nel rispetto dell'Autonomia Universitaria e l'attuazione di una politica che promuova Universit e Ricerca Pubblica in Italia''. In questo senso il coordinamento ha fatto pressione su alcuni parlamentari affinche' vengano presentati alla Camera emendamenti alla Finanziaria per cambiare disposizioni che giudicano catastrofiche per l'universita' pubblica. Si tratta pero' di una corsa contro il tempo, visto che il termine per presentare richieste di modifiche scade domani e, ''se non si interviene immediatamente - hanno affermato - per quest'anno non si potra' piu' fare niente''.''Nella Finanziaria 2004 - hanno spiegato gli idonei - presentata dal Governo al Parlamento si ripropone per il secondo anno consecutivo il blocco delle assunzioni per professori di I e II fascia vincitori di concorsi pubblici e chiamate di idonei, e, per il terzo anno, il blocco delle assunzioni del personale non docente''.

Dure critiche anche per lo stanziamento di un miliardo di euro nell'arco di dieci anni in favore Istituto italiano di tecnologia (Iit). ''Un istituto di ricerca non si forma dall'oggi al domani - hanno avvertito i ricercatori - c'e' bisogno di tradizione''. Se non ci sara' uno sblocco di questa situazione ha sostenuto il coordinamento, ''i docenti potrebbero decidere di fare solo cio' che devono per contratto'' e siccome l'attivita' didattica svolta dai professori idonei ''e' nettamente superiore al limite fissato per legge'', le universita' sarebbero costrette a spendere di piu' per coprire i corsi. Insomma, se la fuga dei ricercatori significa ''perdere il futuro'', quella dei professori significherebbe ''perdere il presente''. ''Abbiamo toccato il fondo - ha detto Filippo Bracci, ricercatore con idoneita' di associato a Tor Vergata - la ricerca non puo' andare avanti in questo modo, il problema non e' solo il blocco delle assunzioni, si tratta di una battaglia per la scienza e la ricerca''.

I ricercatori lamentano di assistere ''impotenti alla destrutturazione del sistema universitario'' e accusano il Governo di ''voler favorire le Universita' private''. ''Il metodo del Governo - ha sottolineato il coordinamento - che passa come difesa del bilancio pubblico, in realta' non e' altro che l'indebolimento delle universita' pubbliche in favore di quelle private''. Inoltre e' stato ricordato che ''la fuga dei cervelli, che attualmente ha raggiunto livelli di guardia, potrebbe registrare un incremento drammatico'' e che se un ricercatore in Italia guadagna 1.100 euro al mese in Francia ne guadagna 2.000 e negli Stati Uniti 4.000. ''la politica del Governo - hanno concluso - tende a scoraggiare i concorsi,cosi' tra un anno quando un terzo dei precari andra' in pensione verra' sostituito da precari''.

(ANSA).

YXA

26-NOV-03 15:22 NNNN

 

 

 



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