Qual'è l'origine delle carte da gioco?. I Greci e i Romani dell'età classica giocavano accanitamente a dadi e scacchi, ma dei giochi di carte non conoscevano nemmeno l'esistenza. Gli storici infatti hanno accertato che esse furono introdotte in Europa per la prima volta dagli Arabi i quali si spinsero alla conquista del Mediterraneo intorno al 900. Resta da chiarire tuttora se i primi ad usarle furono gli Spagnoli (come generalmente si ritiene) o i Siciliani. È noto tuttavia che in Spagna le carte da gioco erano già diffuse largamente nei primi anni del 1300 e che il termine <> tuttora in uso, deriva dall'arabo <>. I giochi di carte sono dunque invenzione degli Arabi? Sembra di no. La loro origine sarebbe assai più remota in quanto risalirebbe alle più antiche civiltà in Europa fossero molto simili alle tavolette d'avorio usate dagli egizi per un gioco chiamato <> perchè ispitato da Thot (dio egiziano). Da questo <> sarebbero derivate le carte dei Tarocchi che furono effettivamente le primne in uso in Italia. Carte di questo tipo esistono tuttora in commercio col nome di <>. Il mazzo si compone complessivamente di 78 carte e le regole sono piuttosto complesse. Fra queste carte, alcune chiamate appunto <> o <> fanno pensare davvero alla magia. Infatti in esse sono rappresentate strane figure con strani nomi come: Il Folle, il Bagatto, l'Appiccato, la Fortuna, la Papessa, l'Eremita, l'Angelo, il Diavolo, la Luna, il Sole, oltre all'Imperatore, l'Imperatrice ed altre figure più semplici. Sopno largamente usate ancora oggi da coloro che esercitano il mestiere di predire il futuro, in parole povere gli indovini. Sempre secondo gli storici, dopo i Tarocchi cominciarono a circolare in Italia delle carte contrassegnate con i numeri, ma ben presto i contatti con l'Occidente portarono alla conoscenza di altri tipi, come ad esempio un tipo di carte germaniche che avevano per simboli <>, <>, <> e <>. In Italia se ne crearono di simili adottando i noti <>, <>, <> e <>, che si vuole simboleggiassero le quattro classi sociali del tempo: gli eccesiastici (coppe), la borghesia (denari), la plebe (bastoni). Queste carte, che formavano un mazzo di 78, erano dette Tarocchi di Lombardia. L'influenza dei tarocchi era evidente nelle figure che, per quanto semplificate, presentavano ancora un re, un soldato, un cavaliere, talvota una dama, mentra l'asso di spade veniva raffigurato (come lo vediamo ancora oggi) come un angelo vendicatore. Gli artigiani di quel tempo, specializzati nel fabbricare queste carte, erano in difficoltà per soddisfare le innumerevoli richieste. Somme enormi per quei tempi venivano spese per acquistare mazzi così ben disegnati da costituirte talvolta delle vere opere d'arte. Di questi ancora ora oggi esistono, gelosamente conservati, magnifici e pregevoli esemplari che fanno parte di importanti e note collezioni. Queste carte ora sono dette <> e << napoletane>> ed ogni mazzo ne comprende 40. Quanto ai Tarocchi francesi ecco ciò che si racconta. Siamo nel quattordicesimo secolo, sotto il regno di Carlo VI <>. Odette, un'umile ragazza francese, addolorata per la profonda malinconia che tormentava il suo amato re, già malato di mente, venne a sapere di una zingara saracena che esistevano certi cartoncini disegnati a colori, da cui si traevano presagi. Avendoli ottenuti dietro pagamento, Odette li portò al sovrano, il quale, senza conoscerne il significato, si divertiva con esse proprio come un bambino. Ma ben presto il gioco fu noto dentro e fuori la Corte e i governanti si videro costretti a proibirne l'uso. Ma tutto si accomodò allorchè un gentiluomo di nome Jacquemin Grigonneur trovò il modo di dare alle carte un altro aspetto disegnando figure che nulla avevano a che fare con quelle saracene. Si idearono personaggi fantastici e si ritrassero uomini e donne celebri dell'epoca e della storia; o si rappresentarono anche figure della Bibbia. Ancora oggi si conservano in un museo di Francia una serie di carte con figure vestite secondo il costume del tempo, dette <>, mentre si possono ancora acquistare in Francia gli antichi <>. Sia vera o no la storia di Odette e del suo re, l'invenzione delle carte francesi ( quelle in uso anche da noi per alcuni giochi come la Canasta o il Pocker ) viene comunque attribuita al Grigonneur, vissuto nella seconda metà del 1300. Costui, ispirandosi ai giochi in circolazione in Europa, formò un nuovo mazzo di cinquantadue pezzi numerati, suddivisi in quattro serie, corrispondenti a quattro nuovi semi. Questi simboleggierebbero le armi guerresce del tempo e cioè: la punta della balestra ( cuori), la lancia (quadri), l' elsa della spada (fiori) e la picca che si usava negli assedi (picche). Tali semi sono rimasti invariati fino ai nostri giorni, per quanto durante la Rivoluzione francese fossero state messe in circolazione nuove carte che con i loro simboli e le loro figure esaltavano la Francia rivoluzionaria. La fabbricazione delle carte da gioco deve essere accuratissima: i cartoncini regolari, resistenti perfettamente stampati e scorrevoli al tatto, non devono avere difetti che li rendano riconoscibili.