| Quando si apriva il velario Quando si apriva il velario sul mondo della mia fanciullezza, accorsi come ad una festa promessa. Cadute sono le meraviglie ad una ad una; delle concette speranze nessuna che mi valga, al ricordo, anche una lacrima, anche un solo sospiro. Ma possiedo, giovane amica, il tuo bacio, che assenze fanno, e piet� di noi stessi, pi� raro. Era questo la vita: un sorso amaro. |
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| Il Borgo Fu nelle vie di questo Borgo che nuova cosa m'avvenne. Fu come un vano sospiro il desiderio improvviso d'uscire di me stesso, di vivere la vita di tutti, d'essere come tutti gli uomini di tutti i giorni. Non ebbi io mai s� grande gioia, n� averla dalla vita spero. Vent'anni avevo quella volta, ed ero malato. Per le nuove strade del Borgo il desiderio vano come un sospiro mi fece suo. Dove nel dolce tempo d'infanzia poche vedevo sperse arrampicate casette sul nudo della collina, sorgeva un Borgo fervente d'umano lavoro. In lui la prima volta soffersi il desiderio dolce e vano d'immettere la mia dentro la calda vita di tutti, d'essere come tutti gli uomini di tutti i giorni. La fede avere di tutti, dire parole, fare cose che poi ciascuno intende, e sono, come il vino ed il pane, come i bimbi e le donne, valori di tutti. Ma un cantuccio, ahim�, lasciavo al desiderio, azzurro spiraglio, per contemplarmi da quello, godere l'alta gioia ottenuta di non esser pi� io, d'essere questo soltanto: fra gli uomini un uomo. Nato d'oscure vicende, poco fu il desiderio, appena un breve sospiro. Lo ritrovo - eco perduta di giovinezza - per le vie del Borgo mutate pi� che mutato non sia io. Sui muri dell'alte case, sugli uomini e i lavori, su ogni cosa, � sceso il velo che avvolge le cose finite. La chiesa � ancora gialla, se il prato che la circonda � meno verde. Il mare, che scorgo al basso, ha un solo bastimento, enorme, che, fermo, piega da un parte. Forme, colori, vita onde nacque il mio sospiro dolce e vile, un mondo finito. Forme, colori, altri ho creati, rimanendo io stesso, solo con il mio duro patire. E morte m'aspetta. Ritorneranno, o a questo Borgo, o sia a un altro come questo, i giorni del fiore. Un altro rivivr� la mia vita, che in un travaglio estremo di giovinezza, avr� per egli chiesto, sperato, d'immettere la sua dentro la vita di tutti, d'essere come tutti gli appariranno gli uomini di un giorno d'allora. |
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| Ulisse Nella mia giovanezza ho navigato lungo le coste dalmate. Isolotti a fior d'onda emergevano, ove raro un uccello sostava intento a prede, coperti d'alghe, scivolosi, al sole belli come smeraldi. Quando l'alta marea e la notte li annullava, vele sottovento sbandavano pi� al largo, per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno � quella terra di nessuno. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore. |
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| Amai Amai trite parole che non uno osava. M'incant� la rima fiore amore, la pi� antica difficile del mondo. Amai la verit� che giace al fondo, quasi un sogno obliato, che il dolore riscopre amica. Con paura il cuore le si accosta, che pi� non l'abbandona. Amo te che mi ascolti e la mia buona carta lasciata al fine del mio gioco. |
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