| Airone morto Nella palude calda confitto al limo, caro agli insetti, in me dolora un airone morto. Io mi divoro in luce e suono; battuto in echi squallidi da tempo a tempo geme un soffio dimenticato. Piet�, ch'io non sia senza voci e figure nella memoria un giorno. |
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| Al tuo lume naufrago Nasco al tuo lume naufrago, sera d'acque limpide. Di serene foglie arde l'aria consolata. Sradicato dai vivi, cuore provvisorio, sono limite vano. Il tuo dono tremendo di parole, Signore, sconto assiduamente. Destami dai morti: ognuno ha preso la sua terra e la sua donna. Tu m'hai guardato dentro nell'oscurit� delle viscere: nessuno ha la mia disperazione nel suo cuore. Sono un uomo solo, un solo inferno. |
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| Anno Domini MCMXLVII Avete finito di battere i tamburi a cadenza di morte su tutti gli orizzonti dietro le bare strette alle bandiere, di rendere piaghe e lacrime a piet� nelle citt� distrutte, rovina su rovina. E pi� nessuno grida: << Mio Dio perch� mi hai lasciato? >>. E non scorre pi� latte n� sangue dal petto forato. E ora che avete nascosto i cannoni fra le magnolie, lasciateci un giorno senz'armi sopra l'erba al rumore dell'acqua in movimento, delle foglie di canna fresche tra i capelli mentre abbracciamo la donna che ci ama. Che non suoni di colpo avanti notte l'ora del coprifuoco. Un giorno, un solo giorno per noi, padroni della terra, prima che rulli ancora l'aria e il ferro e una scheggia ci bruci in piena fronte. |
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| Come il vento del nord rosso di fulmini A primavera, quando l'acqua dei fiumi deriva nelle gore e lungo l'orto sacro delle vergini ai meli cidonii apre il fiore, e altro fiore assale i tralci della vite nel buio delle foglie; in me Eros, che mai alcuna et� mi rasserena, come il vento del nord rosso di fulmini, rapido muove: cos�, torbido spietato arso di demenza, custodisce tenace nella mente tutte le voglie che avevo da ragazzo. (Ibico) |
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