| Le osterie A me piacciono gli anfratti bui delle osterie dormienti, dove la gente culmina nell'eccesso del canto, a me piacciono le cose bestemmiate e leggere, e i calici di vino profondi, dove la mente esulta, livello di magico pensiero. Troppo sciocco � piangere sopra un amore perduto malvissuto e scostante, meglio l'acre odore del vino indenne, meglio l'ubriacatura del genio, meglio s� meglio l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite. Io amo le osterie che parlano il sottile linguaggio di Bacco, e poi nelle osterie ci sta il nome di Charles scritto a caratteri d'oro. |
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| -Vincent Van Gogh, "Caff� di Notte ad Arles"- | |||||||||||||||
| (Alda Merini, Vuoto d'amore) | |||||||||||||||
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