Rada

Un fiore tra i denti,
Rada � una rosa dalle spine di fuoco.
Danza nel fango
con il sole tra i capelli, come un�ape.
Si piega, si alza, salta,
gli ornamenti risuonano
come la schiuma del mare,
si curva a met�,
ferma ardita le anche e slancia la gamba
verso la folla contro il cielo dove il Sagittario
sbarra nella notte il volo delle acquile d�argento.

Si � scoperta nella danza
la sua peonia nera e la verginit�.
Ho visto aprirsi e chiudersi lo scrigno
di un gioiello di sangue.
Vi premerei contro la bocca.

Inchioderei in croce
la sua statua d�ambra
come un maniscalco sulla terra la puledra
che nitrisce.
Dille di non fare pi�
salici, ninfee e figure d�acqua
quando danza
n� stormi giardini bassorilievi d�altare.
Sono malato del suo profumo.
Sono malato di canzoni, madre.
Portala da me, a danzare sdraiata e a gemere!
photo: domai.com
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(Tudor Arghezi, tradotto da S.Quasimodo)
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