| Rada Un fiore tra i denti, Rada � una rosa dalle spine di fuoco. Danza nel fango con il sole tra i capelli, come un�ape. Si piega, si alza, salta, gli ornamenti risuonano come la schiuma del mare, si curva a met�, ferma ardita le anche e slancia la gamba verso la folla contro il cielo dove il Sagittario sbarra nella notte il volo delle acquile d�argento. Si � scoperta nella danza la sua peonia nera e la verginit�. Ho visto aprirsi e chiudersi lo scrigno di un gioiello di sangue. Vi premerei contro la bocca. Inchioderei in croce la sua statua d�ambra come un maniscalco sulla terra la puledra che nitrisce. Dille di non fare pi� salici, ninfee e figure d�acqua quando danza n� stormi giardini bassorilievi d�altare. Sono malato del suo profumo. Sono malato di canzoni, madre. Portala da me, a danzare sdraiata e a gemere! |
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| (Tudor Arghezi, tradotto da S.Quasimodo) | ||||||||||||||