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| Taci anima mia. Son questi i tristi giorni in cui senza volont� si vive, i giorni dell'attesa disperata. Come l'albero ignudo a mezzo inverno che s'attrista nella deserta corte io non credo di mettere pi� foglie e dubito di averle messe mai. Andando per la strada cos� solo tra la gente che m'urta e non mi vede mi pare d'esser da me stesso assente. E m'accalco ad udire dov'� ressa sosto dalle vetrine abbarbagliato e mi volto al frusciare d'ogni gonna. Per la voce d'un cantastorie cieco per l'improvviso lampo d'una nuca mi sgocciolan dagli occhi sciocche lacrime mi s'accendon negli occhi cupidigie. Ch� tutta la mia vita � nei miei occhi. Ogni cosa che passa la commuove come debole vento un'acqua morta. Io son come uno specchio rassegnato che riflette ogni cosa per la via. In me stesso non guardo perch� nulla vi troverei. E, venuta la sera, nel mio letto mi stendo lungo come in una bara. |
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| - Giorgio De Chirico, melanconia - | ||||||||||||||
| (Camillo Sbarbaro, da "Pianissimo") | ||||||||||||||
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