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| Cuore, lo dimenticheremo! Tu e io, stanotte! Tu dimentica il calore che ti ha dato, io scorder� la luce! Quando avrai finito, te ne prego, dimmelo, cos� che io cominci! Presto, presto! Potrei pensare a lui Le cortesie pi� piccole - un fiore o un libro- piantano sorrisi come semi che germogliano nel buio Quando sento la parola "fuga" il mio sangue scorre pi� veloce, sorge in me improvvisa la speranza e son pronta a volare. Quando sento dire di prigioni distrutte dai soldati, come un bambino scruto le mie sbarre invano, ancora invano. Si addicono le perle al suo bel petto, ma io non so pescare. Regale � la sua fronte, ma non ho una corona. Il suo cuore aspira ad una casa, ma io un passerotto costruisco il mio perenne nido tenero di ramoscelli e spago. Portare la nostra parte di notte, la nostra parte di mattino. Di immensa gioia riempire il nostro spazio, il nostro spazio riempire di disprezzo. Qui una stella, l� un'altra stella. Qualcuno smarrisce la via! Qui una nebbia, l� un'altra nebbia. Poi, il giorno! L'acqua si impara dalla sete. La terra dai mari attraversati. L'estasi, dallo spasimo. La guerra ci parla della pace. La memoria, dell'amore. La neve, degli uccelli. Silenziosa se ne and� come rugiada dal fiore abituale. Ma non come rugiada ritorn� all'ora abituale. Come una stella cadde delicata dalla mia sera d'estate meno esperta di Le Verriere, e crederlo fa tanto, tanto male. |