| TRADIZIONE ASSIRO-BABILONESE L�UNIONE DELLA TERRA E DEL CIELO Splendente era la sterminata piattaforma della Terra, verdeggiante la sua superficie. Argento e lapislazzuli rivestivano l�ampia distesa; la ornavano diorite, calcedonio, cornalina e antimonio: alberi ed erbe le erano di regale ornamento. La nobile Terra, la divina Terra, si era fatta bella per il fascinoso Cielo. E lui, il dio eccelso, penetr� nella Terra dilatata a riceverlo, versando nelle sue pieghe la semente di alberi e canne. E tutta la vasta distesa, come una vacca ferace, fu gravida del ricco seme del Cielo. LA GUERRA DEGLI D�I Quando lass� ancora il cielo non aveva nome, e innominata restava la terra sottostante, l�Aps� primiero che li gener� e Mammun Tiamat, l�antica madre, mescolavano assieme le loro acque, rispettivamente dolci e salate. Ancora non erano state costruite le dimore dei numi, non erano spuntate le canne delle paludi n� a ciascuno era stato fissato un destino, quando essi crearono gli d�i. Dalla loro unione nacquero i Lahmu e Lahamu, giganteschi demoni dell�acqua e An�ar, l�insieme degli elementi superiori, e Ki�ar, insieme degli elementi inferiori, i quali a loro volta generarono Anu, il Cielo, che fu padre di Ea. La famiglia divina crebbe in breve a tal punto che il chiasso dei piccoli d�i, turbolenti e irrequieti, divenne insopportabile ad Aps�, impedendogli il sonno. Incitato da Mammu, il nano che teneva con s� perch� lo consigliasse e divertisse, il dio and� a chiedere a Tiamat il consenso per annientare i petulanti nipoti. La dea dell�Oceano dalle acque salate si oppose al progetto; ma Mammu sussurr� all�orecchio del dio: �Non darle ascolto: distruggi quei disturbatori di quiete!�. Grato dell�incitamento, Aps� sollev� il nano sulle sue ginocchia, gli cinse con le braccia il collo e lo baci�. Poi and� a comunicare agli d�i la sua decisione. In mezzo alla disperazione generale, il saggio Ea conserv� la calma. Si lev� dal suo seggio, riemp� d�acqua una brocca e, pronunciata su quella una formula incantata, offr� da bere ad Aps� e a Mammu, facendoli cadere in un profondo sonno. Il nano, legato con salde catene, fu gettato in una tetra prigione; Ea indoss� la veste strappata dai fianchi di Aps� e, postesi sul capo la corona e la raggiera del dio, penetr� nel suo grembo, che era la stanza dei destini e il santuario degli archetipi. Ucciso cos� il progenitore, inalz� una colonna a memoria del trionfo riportato; costru� quindi una dimora gaia e spaziosa e, presa in sposa Damkina, gener� Marduk, il re dei re, che dal seno delle dee succhi� con il latte maest� e potenza. Quando il padre lo vide, gi� virile il giorno della nascita, gli confer� natura doppiamente divina, ammantandolo dello splendore di almeno dieci numi. Dotato di quattro occhi ed altrettante orecchie, Marduk aveva membra agili e smisurate, e dalla bocca uscivano fiamme. Ma era prepotente, dispettoso e offensivo. Un giorno prese al laccio i venti perch� soffiassero solo nella direzione da lui prescelta; un�altra volta mise la museruola al drago custode delle dimore celesti. I fratelli scontenti si lamentarono con Tiamat. �Hai lasciato morire tuo marito senza intervenire: prenditi almeno cura dei tuoi figli!�, le dissero. La dea si lasci� convincere ad affrontare Marduk per mortificarne l�orgoglio. Notte e giorno i cospiratori studiarono piani di battaglia, mentre Tiamat si attorniava di intrepidi aiutanti, dando vita ad orride fiere dai denti aguzzi e dalle lunghe zanne, che sprizzavano fuoco dalle fauci e avevano nelle vene, al posto del sangue, letali veleni: il Drago e la Serpe, il Mammuth ed il Grande Leone, l�Uomo-Scorpione ed il Cane Furente, i Demoni della Tempesta e il Centauro� A capo dell�esercito Tiamat pose Kingu. Gli diede le insegne del potere e assicur� al suo petto le tavole del destino. Poi si rivolse a quanti avevano chiesto il suo intervento: �Avvampi pure il fuoco, si scatenino le fiamme: il vostro alito li spegner�. Sia disarmato il forte, messo in fuga il potente!�. L�armata gi� era in marcia, e Marduk era ancora all�oscuro di tutto. Ma Ea venne a sapere del pericolo che l�amato figliolo correva, e si precipit� da An�ar. �Tiamat ha ordito un complotto contro la corte celeste�, disse, mescolando verit� e menzogna, �e muove contro di noi con una schiera guidata da Kingu.� Invaso dal un doloroso presentimento, il vecchio nonno si batt� le cosce e si morse le labbra. �Hai dimostrato il tuo ardire sconfiggendo Aps� e Mammu. V�, dunque, Ea, affronta anche Kingu e Tiamat!�. Il dio ubbid�; m, quando vide i mostri che marciavano in prima fila, circonfusi da tremendi bagliori, senti� il cuore tremargli nel petto, e si diede alla fuga. An�ar sgomento si rivolse al figlio maggiore. �Tocca a te, Anu, fermare Tiamat. Fa un tentativo per placare il suo sdegno e, se non vuol darti ascolto, dille che esigi in mio nome obbedienza.� Anu mosse contro l�esercito nemico. Ma, appena scorse la dea dal terribile sguardo, volse le spalle, colto da terrore. Gli abitanti del cielo, raccolti attorno ad An�ar, caddero in preda della disperazione. �Nessuno � in grado di uscire vivo dallo scontro con Tiamat�, dicevano avviliti. Ma il vecchio dio, levandosi dal seggio nel fulgore della suo possanza, dichiar� in tono solenne: �Uno solo potrebbe essere nostro campione: Marduk l�intrepido, l�invincibile, il valoroso�. A quelle parole Ea lasci� l�assemblea, per mettere il figlio al corrente di quanto stava accadendo. Ma neppure a lui rivel� contro chi in realt� fosse diretto il complotto. �Marduk, la corte celeste corre il pericolo di essere travolta: c�� bisogno di te. V� dal tuo bisnonno An�ar, di cui sei sempre stato il prediletto, per quanto i tuoi fratelli non abbiano mai cessato di lagnarsi di te. Presentati a lui con baldanza guerriera, per rallegrare il suo cuore.� Marduk ubbid� prontamente. River� l�avo, gli espresse il suo affetto e si disse disposto ad affrontare i ribelli. �Di che hai timore? Tiamat non � che una donna: ben presto potrai metterle il piede sul collo�, assicur�. Il vecchio dio lo baci� sulla bocca commosso. �V�, dunque, e se non verr� a pi� miti consigli, sali sul cocchio dei venti turbinosi e combatti!� Marduk raddrizz� le spalle poderose. �Sono pronto a lottare, Ma, se debbo essere il campione degli d�i, devi anche farmi loro capo. Riuniscili e annuncia loro che quanto io stabilir� sar� legge.� An�ar allora invi� Gaga, il fedele messaggero, dai suoi anziani genitori, signori degli abissi marini. �Spiega la situazione a Lahmu e Lahamu, e aggiungi chi ho bisogno del loro conforto per una decisione che non prendere da solo, perch� la cosa riguarda le divinit� delle profonde acque cos� come quelle del cielo. Invitino perci� gli d�i dei vari regni a riunirsi qui a consiglio tutti assieme.� Cos� fu fatto. I numi giunsero da ogni parte alla sede celeste, dove era stato per loro allestito un fastoso banchetto. Gli animi erano sereni e ben disposti, quando venne affrontato il problema. Tutti approvarono la proposta di An�ar di nominare re dell�universo il campione che li avrebbe salvati da Tiamat, e apprestarono il trono su cui doveva insediarsi, assumendo le funzioni che erano state di Anu. Gli d�i presentarono quindi a Marduk una veste. �Mostraci quanto sai fare: pronuncia la formula magica per polverizzarla, e falla poi tornare intera con un altro incantesimo.� Il figlio di Ea distrusse e ricompose la veste, e gli d�i cedettero nel suo potere, si inchinarono a lui, gli offrirono lo scettro e lo fecero salire sul trono, ponendo nelle sue mani, con le insegne della regalit�, una possente spada. �V��, esortarono, �annienta Tiamat e lascia che i venti ne disperdano il sangue!� Quando tutti furono ritornati alle rispettive dimore, Marduk prepar� le armi per il combattimento. Prese arco e frecce, pose davanti a s� la saettante folgore, poi, preparata una rete per imprigionare i nemici, suscit� venti gagliardi che gli marciassero al fianco. L�intero suo corpo risplendeva di luce. Lo spalm� di ocra rossa, per proteggersi dalle forze del male e, dato di piglio alla poderosa mazza del tuono, stingendo in pugno un�erba odorosa, per dissipare il fetore di Tiamat e delle sue fiere, sal� sul carro degli impetuosi cicloni. Lo trainavano quattro indomiti mostri dai denti aguzzi rigonfi di veleno: l�Implacabile, il Rapido, il Devastatore, il Portatore di Tempesta. Alla vista di Marduk, Kingu e i suoi furono invasi da un folle terrore. Ma l�animo di Tiamat non vacill�, e le parole del suo canto di guerra lacerarono l�aria, mentre avanzava baldanzosa e fiera: �Presuntuoso Marduk, sei tu dunque il capo cui tutti dovranno cedere il passo? Schier�ti con me avanzano gli d�i che intendono affrontarti�. Rispose a gran voce Marduk, brandendo la clava: �Tuoi erano il potere e la forza, quando eri regina di tutti. Ma il tuo cuore gradiva solo discordie, contrasti e tumulti. Vilmente, mostrandoti iniqua e infedele, alla morte di Aps� l�hai sostituito con Kingu. Hai spinto contro il padre il figlio, hai opposto il fratello al fratello. Soltanto odio si annida nel petto di quella cui un giorno abbiamo dato il nome di madre. Fatti sotto, se credi: combattiamo noi due!� Si fecero da presso, si scontrarono. Tiamat si lanci� avanti con cieco furore lanciando sfide ed insulti. Il dio dispieg� la sua rete per avvilupparla, poi sguinzagli� l�uragano che stava al suo fianco. Venti furibondi si avventarono entro la bocca spalancata dell�avversaria, impedendole di chiudere le labbra: e la freccia sicura di Marduk le penetr� nella gola, le squarci� le vene, le trapass� il cuore. Cadde inerte il gran corpo della dea, e il vincitore lo calc� col tallone, mentre le schiere avverse si davano alla fuga. Il dio le avvolse nella rete e le precipit� negli abissi della terra, perch� vi rimanessero imprigionate in eterno. Poi calpest� i mostri stretti in catene, fino a distruggerne le forse e l�orgoglio, e tolse a Kingu l�immortalit�. Quindi nuovamente si rivolse a Tiamat. Le squart� il ventre, le strapp� le interiora, divise il corpo come un�ostrica in due. Incurante degli d�i che gli andavano incontro offrendogli doni e tributi, con una met� della carcassa fece la volta del cielo; poi misur� a passi per quanto in lunghezza e in larghezza si stendevano le acque sotto il firmamento, e le ricopr� con l�altra met�, ponendo le fondamenta della terra. Allora, impossessatosi delle tavole del destino, chiam� i suoi fratelli, per stabilire la loro dimora e fissare l�interno ordine del mondo. Ad Anu concesse il dominio del cielo, fece Ea re delle acque e degli abissi sotterranei, e ad Enlil diede il regno dell�aria, tra la volta celeste e la terra. Quando ebbe assegnato ad ogni altro dio il proprio compito, Marduk cre� i lumi che dall�alto dovevano rischiarare il mondo, e fece il sole, la luna, le stelle, fissandone il corso. Apr� una porta ad oriente, da cui il sole potesse uscire all�alba, ed una a occidente, perch� attraverso quella si ritirasse al tramonto, e regol� il tempo e le stagioni secondo i moti dei corpi celesti. Poi copr� la terra di erbe e di piante e cre� animali di ogni specie. Ma, quando tutto fu cos� ordinato, gli d�i presero a lamentarsi: �Signore Marduk, tu hai diviso tra noi le incombenze, stabilendo l�impegno di ognuno. Ma chi ci servir� nel frattempo? Chi accudir� la nostra casa, chi penser� a procurarci il cibo?�. Mentre il creatore del mondo rifletteva in silenzio, Ea sugger�: �Perch� non dai vita a un fantoccio, capace di servire gli d�i e provvedere a ogni loro bisogno, cos� che ciascuno svolga la propria funzione con la mente sgombra da preoccupazioni?�. Marduk accett� la proposta. �Con nuovo sangue e nuove ossa former� dunque l�uomo.� �Non cercare nuovo sangue e nuove ossa: prendile da uno dei nemici vinti�, disse ancora Ea. �Il tuo consiglio � saggio ed astuto�, convenne il re degli d�i. �Si conducano al mio cospetto i prigionieri in catene, i soldati sconfitti dell�esercito di Tiamat!� Gli si gettarono ai piedi, invocando piet�. �Non siamo che semplici gregari�, dicevano. �Non facciamo altro che ubbidire. Perch� vuoi che uno di noi paghi per colpe che non sono sue?� �Indicatemi allora il responsabile.� �Kingu, Signore, il nostro comandante�, risposero. �Lui ha ideato il piano di guerra e ci ha impartito gli ordini che noi abbiamo eseguito.� Marduk, fatto trarre di prigione Kingu, lo affid� a Ea, re degli abissi, perch� gli tagliasse la testa, gli aprisse le vene, e con il suo sangue le sue ossa formasse l�uomo, destinato a servire gli d�i e ad accudire le loro dimore. Soltanto allora Marduk si concesse riposo; e i numi lo venerarono esultanti. Per dimostrargli la loro gratitudine, per due interi anni lavorarono, affaticandosi con calce e mattoni, per costruire la citt� di Babilonia e, sovrastante ad essa, il palazzo di Esagila, santuario del loro signore. Quando la colossale opera fu terminata, celebrarono una grande festa. Seduto sul suo trono, Marduk ricevette omaggi, promulg� leggi e rivel� le sorti, annunciando il futuro del mondo. Poi, preso il Grande Arco con cui aveva sconfitto i nemici, lo appese alla volta del cielo, perch� tutti potessero vederlo. Da allora ogni primo giorno dell�anno gli d�i si recano al tempio di Marduk, cantando le sue gesta e lodando i suoi cinquanta nomi. LA RIVOLTA DEGLI IGIGI Nel tempo in cui ancora non c�erano sulla terra gli uomini, i sette grandi Anunnakki gettarono le sorti per dividersi i compiti. An, il loro padre, fu il re, ed ebbe il governo de cielo; Enlil, il guerriero, divenne suo consigliere, e gli fu assoggettata la terra. Al principe Enki fu dato il dominio del mare; Ninurta fu il maggiordomo, Ennugi il comandante delle guardie. Agli Igigi fu affidato il lavoro pesante, e tocco a Enlil sorvegliare perch� venisse eseguito a dovere. Gli operai divini incominciarono dunque a portare canestri di mattoni e a scavare il fiume, per assicurare prosperit� alla terra. Pesante era l�impegno, abbondante il sudore. Per dieci anni ressero all�insostenibile fatica; per vent�anni, per trenta, per quaranta, giorno e notte si piegarono agli ordini che venivano loro impartiti. E contavano gli anni e che passavano, rodendosi il fegato e ricacciandosi in gola gli improperi. Pensavano, intanto. Finch� il loro capo disse: �Andiamo da Ninurta, il maggiordomo, perch� ci liberi dall�insopportabile peso che grava su di noi! Snidiamo dalla sua dimora Enlil, il consigliere degli d�i! Uccidiamolo, per liberarci dal gravoso giogo. Proclamiamo la guerra, diamo sfogo al nostro rancore!�. Gli Igigi gettarono nel fuoco gli attrezzi, e mossero compatti verso il santuario di Enlil. Era da poco passata mezzanotte, quando il tempio venne circondato. Kalkal, il guardiano, vide qualcosa muoversi nel buio, e tir� il chiavistello, per osservare meglio. Poi svegli� Nusku, e assieme porsero orecchio al rumoreggiare degli insorti. Preoccupato, Nasku dest� il suo signore: �La tua dimora � attorniata da una folla minacciosa, che preme alla porta�. �Spranga l�entrata, prendi le armi e fa scudo alla mia persona�, ordin� il dio. Nusku obbed�, ma poi disse al suo eroe: �Signore, gli Igigi sono tuoi figli: come puoi averne paura? Piuttosto, fa scendere An sulla terra, convoca il principe Enki�. Quando il re del cielo e il reggitore del mare furono alla sua presenza, Enlil si alz� dal trono e domand� ai grandi d�i: �Che hanno gli Igigi per volgermisi contro? Assediano ostili il mio tempio, premono alla mia porta, Devo piegarmi a combattere contro di loro?� �Manda anzitutto Nasku ad accertare per quale motivo accerchiano il palazzo�, disse An. �Affacciati alla porta, Nusku�, ordin� l�eroe. �Presentati armato ai rivoltosi; inchinati davanti all�assemblea degli Igigi e ripeti loro le nostre parole: �An, vostro padre, Enlil, il vostro consigliere, e con loro il maggiordomo Ninurta e il gendarme Ennugi mi mandano a domandare chi ha istigato e guida la sommossa, chi ha intenzione di affrontare Enlil�.� Nasku riport� ai ribelli il messaggio. Risposero: �Ognuno di noi ha dichiarato guerra, non c�� stato nessun provocatore. Il lavoro che ci � imposto � talmente gravoso che ci sta uccidendo. Per questo ci siamo ribellati.� Nusku torn� dai sette grandi e rifer� le ragioni della sommossa. Lacrime cocenti solcarono il volto di Enlil. �An, lascia che io salga in cielo con te, riprenditi il tuo potere!�, supplic�. �Non voglio pi� essere re della terra. Ma prima scegli uno degli Igigi rivoltosi e fallo mettere a morte alla presenza degli Anunnakki.� �Ma di che cosa li stiamo accusando?�, domand� ai fratelli il signore del cielo. �Il loro impegno � greve, enorme la loro fatica. Giorno dopo giorno ci � giunto il loro lamento, e la continua protesta era angosciante.� Poi prese Enki la parola: �Sappiamo tutti che gli Igigi hanno ragione. Il peso che abbiamo gettato sulle loro spalle � insopportabile: liberiamoli dal giogo del lavoro! Facciamo cos� che Beletili crei l�uomo, Lull�: gli addosseremo i compiti degli Igigi, e sar� lui a portare d�ora in poi, gli utensili degli d�i�. Piacque il consiglio; e Nintu, la grande madre, fu chiamata per dare forma all�uomo. �Crea Lull��, le dissero, �perch� porti per noi il fardello delle fatiche sinora imposte agli Igigi.� �Mi chiedete qualcosa che non sono in grado di fare: Soltanto Enki ne ha la capacit�. Tocca a lui progettare l�uomo e provvedere l�argilla con cui lo plasmer�.� �Bene�, riflett� il dio. �La vita sar� il tratto distintivo di Lull� e dei suoi discendenti: e perch� nessuno lo dimentichi, in lui albergher� uno spirito. Bisogna perci� che all�argilla si mescoli qualcosa di divino. Il primo, il settimo e il quindicesimo giorno del mese preparer� dunque per voi un bagno purificatore, perch� verr� messo a morte un dio, di cui Nint� mischier� con la terra la carne e il sangue, per fornire di energie e intelletto il nostro servitore.� Gli d�i approvarono il disegno di Enki e designarono We.Ila al sacrificio; lo uccisero, e, quando la sua carne e il suo sangue furono mescolati da Nintu all�argilla, gli Igigi sputarono sull�impasto, che la dea poi modell�. �Ho portato a termine il compito che mi avete affidato�, disse, contemplando la sua opera la madre divina. �Vi ho sollevati da ogni fatica, addossandola all�uomo, che il sacrificio di un dio ha reso intelligente e capace. E ho cos� ristabilito la pace.� |
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