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| Nata a Padova nel 1855 E NEL MIO SOGNO... E' nel mio sogno un prato tutto verde solitario, tra due spalle di monte, e l'erba trema al soffio dell'ombra. Di l�, nel sole, cantano, ma il canto va lontano e poi si perde. Pi� solitario resta e pi� silenzioso, nel mio sogno, quel prato tutto verde. DIALOGO Noi parliamo, ma so io quel che pensate veramente? E voi sapete quello che io penso? Van le parole e un sottile velo di riso spesso ne maschera il senso. Noi parliamo... Ma d'un'altra voce voi certo udite il suono; d'un altro accento io pure credo ascoltar la strana eco... Ad entrambi parlano delle sepolture. Noi ridiamo anche, ridiamo forte, e di gioia brilla negli occhi al baleno vivo d'un motto fine. In che abisso del core chi dunque intanto scoppia in un pianto dirotto? LA VECCHIA ANIMA SOGNA La vecchia anima sogna... Oh vieni! andremo come allor, di silenzio e d'ombre in traccia, stretti per man, nella tranquilla sera d'aprile, senza proferir parola. La mia pallida faccia chiuder� intorno come una spagnola nella mantiglia nera, n� tu vedrai le rughe del mio volto gi� sfiorito, n� i miei grigi capelli. E torneran giovanilmente belli questi occhi, nelle miti ombre dell'ora; l'anima mia per essi (oh mie velate, stanche pupille che piansero tanto!) mander� lampi ancora, e ancora evocheremo, nell'incanto d'aprile, le passate estasi e dolce invader� lo spirito un bisogno di fede e di preghiera. Oh nella notte andar di primavera tra le fragranze delle prime rose e la solfa pacifica dei grilli! andar muti cos�, stretti per mano, nel sonno delle cose, e il vivo fiotto dell'amor lontano, come onda che zampilli fresca improvvisa fuor da un'aspra rupe, erompere dal nostro arido cuore! Non credi tu che il seppellito amore risorgerebbe? Oh ch'io riprovi un'ora sola d'ebrezza, un attimo d'obl�o per le angosce dall'anima patite! Oh ch'io risenta ancora l'impeto nel mio cor di mille vite benedicenti Iddio, Dio che agli uomini di� la giovinezza e alla patria degli uomini l'aprile. Viene il vento recandomi un sottile odor di selva; annotta e sui tranquilli campi l'ombre si stendono. Una nota limpida sale, si ripete, erompe in improvvisi trilli, in una frenesia di gioia, ignota a noi, fatti di fango e di menzogna. La notte ascolta e beve da quel canto l'estasi. La mia vecchia anima sogna. |
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