| AFRODITE Dea della bellezza affascinante, il cui culto di origine asiatica � celebrato in molti santuari della Grecia, soprattutto a Citera. Figlia del seme di urano (il Cielo) sparso sul mare dopo la castrazione del Cielo da parte di suo figlio Crono (da cui nasce la leggenda di Afrodite nata dalla spuma del mare), sposa di Efesto lo zoppo, che essa ridicolizza in molte occasioni, rappresenta le forze irrefrenabili della fecondit� non nei loro frutti ma nel desiderio appassionato che esse accendono nei viventi. E� spesso rappresentata tra fiere che la scortano. E� l�amore unicamente nella sua forma fisica, il desiderio ed il piacere dei sensi. Sul piano pi� elevato della psiche umana, in cui l�amore � completato dal legame della anime, il cui simbolo � Era, sposa di Zeus, il simbolo Afrodite esprime la perversione sessuale. AMORE E� il pi� bello degli dei immortali, considerato figlio di Afrodite e di Hermes e, secondo Platone, ha una natura duplice, a seconda che sia figlio di Afrodite Pandemos (dea del desiderio brutale), o di Afrodite Urania (dea degli amori eterei). Pu� essere anche, in senso simbolico, nato dall�unione di Poros (espediente) e di Pen�a (Povert�) perch� � sempre insoddisfatto, alla ricerca di un oggetto e insieme pieno di astuzie per raggiungere i suoi fini. Il pi� delle volte � rappresentato come un fanciullo o un adolescente alato, nudo, perch� incarna un desiderio che non ha mediazioni e non pu� nascondersi. Il fatto che l�Amore sia un fanciullo indica senz�altro l�eterna giovinezza di ogni amore profonda ma anche una certa irresponsabilit�: l�Amore si prende gioco degli uomini che caccia talvolta senza nemmeno vederli, acceca e infiamma (arco, frecce, faretra, occhi bendati, torcia: gli stessi simboli tornano in tute le culture). Il globo che spesso tiene in mano suggerisce la sua potenza sovrana e universale. Amore resta la divinit� primordiale che assicura non solo la continuit� della specie ma la coesione interna del Cosmo. (Vedi anche AMORE in �Elementi vari�) |