Picnic at
Hanging Rock, 115’, 1975
Regia di
Peter Weir
Cast:
Rachel Roberts, Anne Lambert, Dominic Guard
Picnic at Hanging Rock è il primo di una lunga serie di capolavori girati dal regista australiano Peter Weir.
Questo film, basato su una storia reale accaduta il giorno di San Valentino nello stato di Victoria è uno spaccato incredibile dell’eterogenea società che viveva in quei luoghi agli antipodi del mondo occidentale eppure ne conservava, anzi ne accentuava gli aspetti più interessanti e vivi.
Quattro ragazze dell’alta società australiana ascendono ad una delle rocce di milioni d’anni fa, rossastre ed aspre anche se d’altezza per noi ridicola, tra i cento ed i duecento metri d’altitudine, ma essendo per lo più il territorio circostante terreno sabbioso o terra cinerea risultano all’apparenza picchi inavvicinabili e soprattutto sempre molto misteriosi.
Tre di queste ragazze ed un’insegnante scompaiono nel nulla e questo getta sia il collegio che la cittadina locale nel più grande sconforto sia per la pubblicità negativa sia perché non si viene a capo di nulla, le ipotesi sono le più disperate, ma alla base esiste sempre una convinzione che le donne siano state nel bene o nel male vittime di qualche stupratore.
Tutto questo cade come pioggia torrenziale sulle teste della polizia e della comunità quando un giovane lord inglese in vacanza presso parenti e che aveva assistito alla scena della salita decide che è tempo di dare una lezione ai poveri australiani, perdinci, non sia mai che un inglese s’arrende così…..ed infatti solo, nella notte scala il picco, ritrova una delle tre ragazze …viva….ovviamente i due diventano intimi, forse s’innamorano, ma il ritrovamento anziché risollevare il morale alla gente lo deprime ancora di più: cosa è successo veramente, tanto più che la ragazza ritrovata risulta intatta dopo le visite mediche….
Ragione e natura tengono questo film sempre perfettamente godibile e nella giusta tensione, senza peraltro dare né spiegazioni né un finale a cui normalmente siamo abituati, il mistero rimane: la società vittoriana resiste e raddoppia incessantemente, come sempre, la Corona anche nel nuovo mondo fagocita interessi e forza di persuasione.
Peter Weir gioca moltissimo con la fotografia e ne ha ben donde visto gli stupendi panorami che l’Australia ha a disposizione, crea un’atmosfera degna del miglior periodo vittoriano ed i suoi personaggi a prima vista insulsi e banali nascondono delle verità personali recepite dalla società di provenienza.
Il film è del 1975, ma sembra attualissimo rivisto anche al
giorno d’oggi per la forza che Weir imprime alla società che gira intorno alla
vicenda, secondaria, ovviamente.
Enrico Pantalone