Montague Love (1877-1843)
di Enrico Pantalone
Il “Cattivo” per antonomasia del cinema muto e poi sonoro, un caratterista dalle qualità eccellenti e dalla solida preparazione teatrale.
Esordì già anziano (a 37 anni) nel 1914 e fu scelto indubbiamente per il suo fisico imponente e per il suo sguardo che ben si prestava ad interpretare quei ruoli scabrosi e tendenzialmente da biechi villain tipici degli esordi del cinema americano.
In buona sostanza egli passò tutta la sua carriera a molestare giovani donzelle, a rapirle, a cercare di concupirle per poi aspettare l’arrivo dell’eroe che puntualmente lo trapassava a fil di spada oppure lo finiva a pugni o a colpi di pistola, insomma complessivamente la sua interpretazione rientra ne gusto un pò kitsch del cinema hollywoodiano di quei tempi, dove l’esotico si mischia ad inclinazioni particolari delle attrici e degli attori di cui un esempio concreto è uno dei film da lui interpretato con Rodolfo Valentino, Il Figlio dello Sceicco.
La sua grandissima interpretazione la fornisce nel 1928 nel film The Wind di Sjostroem, dove interpreta colui che attenta alla virtù duna eterea Lillian Gish nel mezzo d’una tempesta nel deserto, ma viene respinto e vinto, non dal marito, ma da lei stessa, i due attori sono praticamente soli per tutto il film, nessuno se ne accorge talmente alta è la tensione che il grande regista svedese riesce trasmettere e la superba interpretazione dei protagonisti.
Montague Love è il Conte Donati nel primo film sonorizzato, il Don Jaun di Alan Crosland, ed appare decisamente simpatico ed accattivante, un’interpretazione a modo del condottierio italiano anche se ovviamente smpre cattivo era.
Con l’avvento del sonoro, Montague Love non ebbe particolari problemi, ma preferì concentrare la sua attività in parti da caratterista piuttosto che da protagonista, il suo ruolo del decennio precedente era un po’ caduto con l’avvento di una nuova sensibilità e l’imperversare del Codice Hays che blandiva oramai anche ogni forma di grottesco sadismo gotico.