Lewis Stone (1879-1953)
Lewis Stone è uno degli attori/caratteristi che prediligo, ho diversi film anche del periodo muto e sempre i suoi personaggi sono contraddistinti da un approccio veramente professionale, oserei dire di un’etica morale di scuola antica, non a caso Greta Garbo, nota per odiare gli attori senza carisma cinematografico che spesso la MGM le metteva di fianco per girare, ottenne per diversi film d’avere al fianco il suo prezioso aiuto, quasi sempre interpretando la figura del consigliere spirituale o paterno (A Woman of Affairs, Mata Hari, Grand Hotel e La regina Cristina).
Stone assomiglia ad un Lord inglese sul set, si muove con perfetta sincronia rispetto alle esigenze della produzione e la sua interpretazione può essere autoritaria, da gentleman, sottile o ironica, senza per questo mai intaccare la sua performance.
Chi non lo ricorda nel periodo muto interpretare Il Prigioniero di Zenda (1922), Scaramouche (1923) Il Mondo Perduto (edizione 1925) fantastica premiere cinematografica di questo romanzo che ancora oggi è amato da milioni di persone.
Già affermato attore da anni e spostatosi con il tempo verso parti da vero caratterista, Stone passò al sonoro in grande scioltezza, la sua voce era ottima come l’impostazione e la sua gestualità ridotta ed essenziale che lo risparmiarono da figure tragiche d’altri protagonisti dell’epoca.
Continuò la sua carriera fino alla morte avvenuta nel 1953, non prima d’aver interpretato di nuovo (ovviamente non negli stessi ruoli) da par suo Scaramouche e Il prigioniero di Zenda (entrambi nel 1952): una grande vita nel cinema per un attore di grande spessore.
Enrico Pantalone