Jack Hawkins (1910-1973)

 

Jack Hawkins è uno di quegli straordinari attori che se non esistessero, dovrebbero inventarli:

Serio, professionalmente capace, ben impostato tecnicamente, Hawkins ha avuto in dote un fisico robusto, anche tarchiato e d’altezza superiore al normale che lo ha imposto come prototipo del perfetto uomo in divisa “non eroe”, in altre parole il poliziotto di quartiere, l’ufficiale a cui spetta tutti i compiti peggiori, le imprese impossibili non solo militari, ma soprattutto quelle diplomatiche: è lui che contatta nel deserto un Lawrence d’Arabia, è lui che deve convincere William Holden a tornare sul fiume Kwai per andare a minare il ponte.

Egli ha un volto rassicurante, anche se duro al tempo stesso, potrebbe essere un buon padre di famiglia che svolge il suo compito militare in maniera diligente, senza eccessi, con intelligenza e dovizia, un dovere appunto, non da mai l’impressione che i suoi personaggi cerchino la gloria, piuttosto la schivano o, alle volte ne sono nauseati.

I suoi volti alle volte lasciano trasparire un senso di disagio verso gli avvenimenti (in Lawrence d’Arabia ed Il Ponte sul fiume Kwai lo dimostrano) anche se risultano contrari alla logica man mano che scorrono nella narrazione visiva, egli non è contro il potere, ma non ne accetta idealmente i risultati.

In 24 Ore a Scotland Yard, lui e John Ford si superano, egli è un ispettore, certamente famigliare, che manda avanti una stazione di polizia periferica cercando d’aiutare tutti quelli che hanno necessità dell’aiuto dei poliziotti, gli intrecci psicologici legati a questo film sono enormi, ognuno che si propone ha un proprio problema da risolvere, grande o piccolo che sia, il buon Hawkins s’attiva per risolverlo, perché è questo che chiede la gente alla polizia.

Hawkins non era né elegante, né bello, né divo, era soprattutto un grandissimo attore.

 

HOME PAGE IL CINEMA E LA SOCIETA’

Hosted by www.Geocities.ws

1