Ernest Borgnine, un grande paisà
di Enrico Pantalone
Quando vediamo i film con Ernest Borgnine c’accorgiamo subito che tipo di caratterizzazione utilizza per la sua eccellente recitazione di stampo prettamente teatrale: rissoso, attaccabrighe, bisbetico, irascibile col sangue caldo come un vero figlio di emigrati italiani, anche perfido e cattivo se occorre, insomma una canaglia che piace alla gente, di quelli che in ogni film ci stanno benissimo.
Ne è l’esempio la parte del Sgt. Fatso nel film Da qui all’Eternità, in cui egli diventa brutale aguzzino nella sezione dei disadattati, ma senza mai scendere di tono nella recitazione, dalla prima all’ultima scena non s’ha mai la sensazione che egli possa cedere a qualche ragione interiore instradata verso un gesto umano nei confronti dei sottoposti alla sua ferrea disciplina.
Grazie alla sua efficacia nella recitazione, alla sua natura un po’ guascona, al suo fisico ben strutturato egli è stato chiamato da diversi grandi registi in ruoli chiave per la sceneggiatura dei loro film, da Brooks (Pranzo di Nozze) a Delbert Mann (Marty, vita d’un timido), a Peckinpah (Mucchio Selvaggio e Convoy), a Aldrich (Quella sporca dozzina) e girò diversi film anche in Italia grazie proprio alla sua versatilità.
Presente in quasi tutte le produzioni di un certo rilievo tra gli anni sessanta e settanta io lo ricordo con piacere in due film piacevoli, certo non capolavori, Pay or Die dove interpretava la figura di Joe Petrosino, personaggio che gli stava a pennello, ed interpretato col cuore, da vero emigrante e nell’Avventura del Poseidon, dove un bisbetico tenente Rogo porta in salvo gli unici superstiti della tragedia in un duetto recitativo con Gene Hackman, il reverendo Scott, la sua coscienza.
Borgnine è divertente, ironico, smaliziato, truce, le sfaccettature dei caratteri nei suoi personaggi sono sempre alquanti veritieri, reali, palesemente umani, questo è spesso quello che c’attendiamo da una corretta recitazione nei film da parte degli attori, nessun dubbio in proposito anche se non sempre riusciamo vedere questo fine, con Ernest invece è un piacere essere accompagnati lungo la visione del film.