Emil Jannings (1884-1950)
Probabilmente il più grande attore svizzero dal volto a noi conosciuto soprattutto per l’interpretazione del celeberrimo Professor Rath, ottuso insegnante nella Germania di Weimar portato al più infimo livello umano dalla seduzione tentatrice di Lola Lola Marlene Dietrich (e dalle sue gambe..) e siamo già in periodo di sonoro, ma egli da tempo era divenuto con il suo volto ed il suo modo di fare il prototipo dell’uomo dai bassi principi, gretto, volgare, il cattivo e sadico dei film muti, specialmente di produzione germanica, così sempre pieni di espressionismo esasperato e di scenografie al limite del gotico più profondo.
Basta vedere i film girati in quel periodo per rendersi conto della sua grand’arte e maestria nel caratterizzare i suoi personaggi con quella dose di decadenza e di tetra cattiveria degni di un passato da tempi bui, ma è proprio questo che i registi tedeschi cercavano, e lui n’era la perfetta incarnazione, proprio per questo in America non ha mai fatto fortuna, nessun “cattivo” o “sadico” sarebbe mai potuto diventare una star, ma vinse comunque un Oscar nel 1928 interpretando un film di Von Sternberg, dove è un vecchia generale zarista rifugiato in occidente che girando un film per vivere deve interpretare in pratica la parte di sè stesso, morendo realmente sulla scena, un’immedesimazione tragica.
Solo Lubitsch e Leni l’utilizzarono inizialmente per fare certamente le parti del perverso, ma con limiti ben precisi così in Madame Dubarry, in Anna Bolena (dove interpreta Enrico VIII) o nel film Tre Amori Fantastici il successo fu assicurato e la notorietà pure.
Il suo caratterizzare psicologicamente il dramma umano lo abbiamo nella trilogia di film girati da Murnau, L’ultima risata, Faust e Tartufo dove la sua grottesca figura incide e pesantemente nella complessità dell’opera messa in scena.
Detto in precedenza de L’Angelo Azzurro, Janning terminò la sua carriera un pò ingloriosamente in Germania accettando parti in film voluti dal regime e da Goebbels insieme peraltro ad altri attori della sua età, ombre di loro stessi: Ohm Kruger, l’eroe dei Boeri e La vita del Dr. Koch esaltanti le qualità forza e coraggio della razza germanica non aggiungono nulla e non tolgono nulla alla validità dell’attore che intuendo il disastro avvicinarsi, tornò a vivere nella sua tranquilla Svizzera prima della grande tragedia ebraica evitando così le purghe anglosassoni una volta terminata la guerra.
Enrico Pantalone