
DALIDA Una diva egiziana in Europa
Sull'aereo che la portava dal Cairo a Parigi la notte di
Natale del 1954, la ventunenne Yolanda Gigliotti, nata e
cresciuta al Cairo in una famiglia mista italo-egiziana, aveva
un'ossessione. Quale nome d'arte avrebbe potuto adottare per
cantare in Europa? "Dalila", pensò. "Dalida", decise la
produzione. La lotta dell'orgoglio nazionale francese per
rimuovere le radici della "Nefertiti" della chanson fu dura e
silenziosa, ma l'esplosione di 45 giri come "Salma Ya Salama",
"Aghani Aghani" e "Helwa Ya Baladi", nonché le tournée in Egitto
e Libano, dove veniva accolta come una regina, resero
indimenticabili le sue origini. 30 anni di carriera
internazionale, circa 85 milioni di dischi venduti, il suicidio
nel maggio '87: la ragazzina mora e paffuta che viaggiava su
quell'aereo sarebbe passata alla storia come una diva rossa e
spigolosa, difficile da pensare araba senza conoscerne il
repertorio in lingua. Ben rappresentato sulla raccolta "Paroles
D'Ailleurs" (Polygram). (p.f.)
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