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Lettera aperta del presidente del Milano
Di Canossa chiede chiarezza alla Fisg
(10.07.03, darg) - Questa volta ha ragione.
Non posso certo dirmi un fan di Alvise Di Canossa, presidente dei Vipers Milano. Non posso dimenticare quando, l'estate 2000, rientr� in Italia dal volontario esilio francese e dett� le regole, scompaginando l'accordo gi� preso tra le societ� di A e sottoscritto anche dalla Valpe, costringendo i biancorossi alla rinuncia (poi si rivel� una fortuna, visto che croll� il palaghiaccio: ma questa � un'altra storia....).
N� sono entusiasta del continuo desiderio di mollare l'hockey italiano per altre platee pi� gradite, perch� sono dell'idea che Milano debba crescere insieme al movimento hockeystico nostrano (che, senza i meneghini, non avrebbe speranze).
N�, infine, mi piace questa contrapposizione tra citt� e valli, tanto rimarcata dalla stampa milanese, come se tutto il male venisse dalle societ� dei paesi. Pu� darsi che ci si possa trovare in disaccordo su una politica un po' troppo "conservatrice" dei club veneti e altoatesini, ma non ci si pu� dimenticare che - oltre a strategie "ostruzionistiche" - essi "producono" il 90% dei giocatori di casa nostra, anche quelli che indossano oggi la maglia dei Vipers.
Tuttavia, questa volta Alvise Di Canossa ha proprio ragione. Il patron del Milano ha scritto alla Fisg per chiedere chiarezza sul prossimo campionato. Ed � un appello che non posso che condividere. Ecco, di seguito, il testo integrale della lettera aperta inviata da Di Canossa:

Milano, 8 luglio 2003
Illustre Dr. Giancarlo Bolognini
Presidente Fisg - Federazione Italiana Sport Ghiaccio

Anticipata via Fax e inviata a 1/2 raccomandata a.r.

Illustre Presidente,
desidero mandarLe questa mia nota, prima degli incontri che Lei avr� nei prossimi giorni con alcuni "rappresentanti" delle societ� di hockey, per esprimerLe tutto il mio sconcerto per la situazione in essere e per tentare di evitare, in extremis, che i danni sin qui gi� cagionati dall'azione (o dall'inazione) federale divengano, oltrech� incalcolabili, irreparabili.
Premetto che devo rinnovarLe per intero il contenuto della diffida inviataLe il 17 giugno 2003 dal nostro avvocato (a cui la lettera "riservata personale" dei Suoi Legali risponde, per quanto mi viene riferito, in modo tutt'altro che condivisibile e rassicurante).
Ci� posto, eccoLe alcuni punti che ritengo di evidente importanza:
1. - oggi � l'8 luglio e mancano solo due mesi alla partenza del prossimo Campionato Nazionale di Serie A;
2. - il termine perentorio per l'iscrizione al Campionato scadeva il 5 giugno scorso;
3. - non � dato di sapere quante squadre fossero in regola, a quella data, per i versamenti fideiussori, per i parametri di partecipazione e per i diritti sportivi, indicati dalla stessa F.I.S.G. quali "requisiti" per l'iscrizione: cosicch� ci� rende incerto e indefinibile, anche per noi, il torneo che la Federazione dice di "organizzare" (contro chi giocheremo?, quante partite disputeremo?, in quali citt� ci recheremo?, eccetera);
4. - la Federazione non ha prorogato questa data, che dunque deve intendersi definitiva;
5. - la Federazione, bench� il termine predetto sia abbondantemente scaduto e bench� abbia preteso e, voglio supporre, ottenuto le fideiussioni, non ha emanato in veste definitiva le "disposizioni regolamentari annuali" che disciplineranno il Campionato: essa si � limitata a inviarci una bozza assai articolata e precisa, contenente norme in contrasto con la legge dello Stato e dell'Unione Europea, da noi immediatamente contestate con la diffida del 17 giugno scorso;
6. - la Federazione, quindi, sta procurando un danno diretto alla Societ� da me presieduta, per l'impossibilit� di sottoscrivere i contratti con i giocatori che dovranno far parte della Squadra, nonch� per l'incertezza di poter mantenere vivi i contratti pluriennali gi� sottoscritti nel corso delle passate stagioni, se non dopo il ricorso all'autorit� giudiziaria;
7. - la Federazione, inoltre, sta procurando danno alla Societ� per l'impossibilit� di confermare il calendario e il programma del Campionato: ci�, infatti, da un lato ostacola l'esecuzione dei contratti di sponsorizzazione gi� confermati e pregiudica, dall'altro, la sottoscrizione di nuovi accordi commerciali, indispensabili per la vita e lo sviluppo della Societ�.
Non solo: la Federazione minaccia esplicitamente di approvare, nell'imminenza del Campionato, una normativa contraria ai principi di libert� e di uguaglianza del lavoro in Europa e tra i cittadini dell'Unione Europea, potendo al massimo, semmai, limitare il tesseramento degli atleti extracomunitari (e anche su questo ci sarebbe da discutere...).
Alla luce delle motivazioni sopra esposte, Le confermo che, se entro i prossimi tre giorni non verranno chiarite le norme che regoleranno il prossimo Campionato (norme che comunque non dovranno contenere indirizzi contrastanti con la legge italiana e con le normative europee), l'Hockey Club Junior Milano proceder� ugualmente -come � suo diritto- alla costituzione della propria squadra, nel rispetto delle normative dello Stato e dell'Unione Europea, contestualmente tutelando presso le sedi competenti i propri diritti soggettivi e interessi legittimi, qualora ovvero non appena le "disposizioni" suddette fossero emanate e contenessero "imposizioni", a societ� e/o ad atleti, in violazione di legge.
E con ogni conseguente riserva, a prescindere dalla bont� delle emanande "disposizioni" medesime, in merito alla domanda di risarcimento del danno.
In attesa di un Suo riscontro, le giungano i miei pi� cordiali saluti.

Dott. Alvise di Canossa


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