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Riflessioni dopo l'arrivo del finnico Kortelainen
Anche l'Asiago con pi� di quattro transfer
(23.10.02, darg) - Anche l'Asiago ha deciso di rompere il "patto tra gentiluomini" che vincolava le squadre di A a non schierare pi� di quattro transfer card: l'acquisto di Mika Kortelainen, 35enne ala sinistra finlandese, ha portato a cinque gli "stranieri" della squadra veneta, che cos� ha seguito l'esempio di Milano, Fassa e Bolzano (che per prime avevano stracciato l'accordo).
Il presidente Piercarlo Mantovani ha dichiarato (mediante il sito ufficiale della squadra): «Siamo stati fedeli al patto d'onore sottoscritto giocando per tutto il primo girone a quattro stranieri. Sono dispiaciuto dell'atteggiamento tenuto da altre formazioni che non hanno rispettato l'accordo. Mi auguro che quanto � successo non possa pregiudicare la collaborazione tra le societ� per migliorare l'hockey, ma di sicuro il nostro atteggiamento non potr� pi� essere lo stesso. Noi, cos� come Alleghe e Merano, abbiamo rispettato l'accordo; ora, per quanto ci riguarda, giocheremo ad armi pari».
C'� gi� chi sostiene che Mantovani ha fatto bene e che, anzi, non doveva neppure "scusarsi": un'opinione di questo tipo � stata espressa, ad esempio, da M.B. su Solohockey.
Ovviamente rispetto le idee di tutti. La mia, molto parziale, non pu� non tenere in considerazione che due anni fa l'Hc Valpellice ha dovuto rinunciare alla Serie A (con tutto quel che ne � conseguito) proprio perch� i Vipers Milano - per tornare dalla Francia - avevano chiesto, quasi imposto, di alzare il limite degli stranieri (in quel momento l'accordo ne prevedeva tre).
Certo, le ragioni di una grande societ� - con alle spalle una grande citt� - sono diverse da quelle di una piccola realt� come la nostra. Indubbiamente il livello del campionato si � alzato e lo spettacolo ne ha guadagnato.
Allo stesso tempo, per�, mi permetto di ricordare che un eccessivo numero di tranfer card ha rischiato di mandare in bancarotta l'hockey all'inizio degli anni Novanta. I "patti d'onore" sono figli di quella situazione. Se quel rischio � superato, sono il primo a rallegrarmene. Ma onestamente nutro qualche dubbio.
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