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Interviste
ANDREA CHIAROTTI
«I miei bocia sono stati bravi!»
(05.03.03, darg) - Niente facce deluse. Anche se ad Alba di Canazei (Trento) la piccola grande Valpe Under 12 non � riuscita ad accedere alle Finali a otto, c'� davvero da essere soddisfatti per i progressi compiuti dai ragazzi.
«Dobbiamo essere orgogliosissimi di essere riusciti a qualificarci, anche quest'anno, per la fase nazionale - dice l'allenatore Andrea Chiarotti, che sostiene di non avere davvero nulla da rimproverare i suoi "bocia" -. Per il secondo anno consecutivo centriamo l'obbiettivo: una conferma importante, significa che stiamo lavorando nel modo giusto. Se poi, l'anno prossimo, riuscissimo a farcela in due categorie diverse, sarebbe bellissimo».
Continua Chiarotti: «Il nostro settore giovanile si � dimostrato comunque competitivo. Non abbiamo rimediato batoste. Ma dobbiamo essere consapevoli che ci manca ancora qualcosina e sforzarci di colmare questo piccolo gap che ancora � rimasto».. Tre i fattori che, secondo l'allenatore (che � anche vice di Massimo Da Rin alla guida del Torino di Serie A2), sono alla base della mancata qualificazione alla Fase conclusiva: «Prima di tutto, la desuetudine a disputare partite di alto livello. Nella regular season ne abbiamo giocate quattro: quelle contro Como e Varese. Le altre sono di "contorno", anche se poi - giocando male - si possono anche pareggiare, come col Torino. In altre zone d'Italia, invece, le squadre competitive sono pi� numerose e quindi si pu� accumulare pi� esperienza. Il secondo fattore � la mancanza di omogeneit� tra le tre linee: non tutte sono sullo stesso livello, mentre le altre squadre hanno dimostrato di riuscire a scherare sempre una linea forte. Terzo e ultimo, la giovane et� di questa Valpe Under 12. Ci sono sette atleti nati nel 1993, questo vuol dire avere il futuro garantito. Ma ad Alba di Canazei si sono dovuti confrontare quasi esclusivamente con atleti nati nel 1991». La lucida analisi di Chiarotti, per�, non deve prestare il fianco a critiche nei confronti dei ragazzi, che sono stati comunque bravissimi: «Abbiamo battuto il Fassa padrone di casa nella prima partita. Se fossimo riusciti a pareggiare la seconda, persa 3-2, dopo le sfide contro l'Appiano (che era indubbiamente pi� forte), ci saremmo presentati agli incontri con il Renon con la possibilit� concreta di ottenere il secondo posto. Non � andata cos�, ma non � il caso di fare drammi. Sia chiaro: sarebbe sbagliatissimo sgridare i ragazzi perch� hanno perso, io non l'ho fatto: se devo rimproverarli, lo faccio perch� non sono disciplinati o non eseguono bene l'esercizio. Ma di sicuro non perch� sono stati sconfitti».
Un'insegnamento importante anche per i genitori, che hanno un ruolo fondamentale nella crescita agonistica dei loro figli: «Devono essere sportivi, prima di tutto. Comunicare entusiasmo ai ragazzi senza responsabilizzarli. E' bello che in casa, dopo una partita, si parli di hockey. Ma � giusto che a parlare sia il ragazzino e che ad ascoltare siano pap� e mamma. Questo � il modo pi� corretto per condividere con il proprio figlio o la propria figlia questa grande passione che ci accomuna tutti».


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