(23.12.02, made) -
S�, sono proprio io: la prima donna al mondo ritratta mentre gioca l�ice hockey nel 1891. Da allora ne sono passate di �Zamboni� sui rink del pianeta! Ora approfitto della mia posizione (la terza poltroncina sulla sinistra di Saint Peters) per dare, di tanto in tanto, un�occhiata in giro e vedere all�opera le mie seguaci.
Cos�, guardandomi intorno in quella parte di mondo dove si giocheranno le prossime olimpiadi invernali, ho scoperto una squadra simpatica, l�All Stars Piemonte�
Non sto a raccontare tutti i fraintendimenti e le controversie in cui sono scivolata appena sfiorato il ghiaccio pinerolese, quasi pattinassi senza filo alle lame! Accenner� soltanto alle difficolt� per capire che le All Stars Piemonte sono nate come Valpellice Girls, che tra All Stars e Valpellice non sempre corre buon sangue e che il pubblico ama queste atlete comunque si chiamino.
Come donna sono contraria alle guerre di qualsiasi tipo e come donna emancipata (giocavo a hockey prima di tutti voi) amerei risolvere le questioni con un faceoff tra giocatori provetti, ma, consigliata dall�esperienza, butto il puck nell�angolo e chiedo ad Arghittu di lasciarmi un po' di spazio per le fanciulle.
Nessuno, credo, intende negare alle ragazze l�anima Valpellice, ma � come All Stars Piemonte che esse possono vivere e prosperare; se qualcuna di loro rappresenter� l�Italia alle olimpiadi, sar� il momento per uscire dall�angolo ringraziando insieme: la Valpe, Giovanni Cotta Morandini ed il dott. Gabriele.
Prima d�intrattenervi sul �Sogno Olimpico�, un cenno al campionato. Sono cresciute. Oh, se sono cresciute le piccole valpiemontesi! La vittoria conquistata sul campo della squadra campione d�Italia (mai successo ai maschietti di qui), l�Agordo, esalta l�intero movimento, vale una pattinata con Wayne Gretzky ventenne ed un futuro in un Paese hockeisticamente migliore.
Certo quel risultato non basta: per arrivare ai play-off non bisogna pensarci troppo e, soprattutto, non esasperare il �complesso Como� (come successo per anni ai maschietti di qui). Inutile nascondersi che i risultati, bench� eccellenti, siano ancora occasionali, ma il gruppo c�� ed ora ha bisogno di sentire l�affetto dei suoi tifosi.
Cosa manca alle All Stars? Qualche seduta extra di pattinaggio, l�individuazione di un �mastino� da mettere alle calcagna delle vedette avversarie (qualcuno ricorda Sergio Freda su Radomsky o Nane �barbarossa� Mastel su Gellert?) e, se si vorr� un giorno non troppo lontano puntare allo scudetto, un consigliere psicologico per i momenti difficili. Tutto qui? S� e lo dice una che se ne intende, a patto che non ci siano defezioni e che Luca Rivoira lavori senza tregua sul vivaio.
Nell�attesa m�informer� presso Saint Peters sull�esistenza di una santa protettrice delle hockeiste: potrebbe servire l�11 gennaio e il 16 febbraio prossimi.
Due parole ancora sul �Sogno Olimpico� di: Deborah Montanari, Silvia Carignano, Valentina Galliana e Michela Gaydou. Deborah e' un crak come portiere: � stata best player contro la Slovacchia al torneo internazionale di Brian�on ed � molto quotata, pu� migliorare la concentrazione perch� assediata � quasi imbattibile, ma se la si lascia riposare tende a distrarsi. Silvia va aiutata a non fermarsi (� nell'et� in cui fa comodo pensare di essere arrivati), per ora Florian (che giocatrice Sabina!), Bona, Viel e compagne di nazionale la sovrastano, ma Silvia pu� essere la star del 2006 se continua a progredire. Per Valentina e Michela credo che interceder� presso le alte sfere: alla prima servirebbe un po� pi� di cattiveria, alla seconda �che i giochi fossero domani!
Oltre a queste atlete, gi� convocate in nazionale, aggiungerei al sogno Anna De La Forest e Chiara Costa. Auguro ad Anna soltanto tutta la pazienza che ci vuole per crescere, mentre per Chiara, anche lei giovanissima, dico che per carattere e fisico pu� arrivare molto in l�: non pattina bene, ma ha un allenatore che � stato, sul piano del pattinaggio, l'unico emulo di Omar De Biasio, di alcuni canadesi, di Cavagnero..., perch� Luca non s'impegna nel fornire alla Costa tutti i numeri per entrare nel grande giro?
Ecco quanto volevo esporre in questo nostro primo incontro, spero che ce ne saranno altri e mi auguro di non avere messo in crisi, con il mio nome, la vostra proverbiale competenza hockeistica: mio padre era Sir Stanley Preston, vi dice qualcosa la �Stanley Cup�?
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