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LUCY © Lorenzo Martinelli
Aveva conosciuto quella ragazza la mattina; la sera lei venne ritrovata morta e lui era scomparso nel nulla. Lei lo aveva avvicinato. Si presentò con il nome di Lucy e gli propose di uscire quella sera. Lui non potè rifiutare l'invito di una ragazza così splendida: il corpo di lei era un modello di bellezza e perfezione e il volto esprimeva sensualità, ma era quello sguardo ad averlo colpito particolarmente. Lo sguardo più ambiguo che avesse mai visto. Si erano scambiati i numeri di cellulare. Lui memorizzò il numero di lei sotto il nome LUCY e lei il suo sotto MICHELE. Lei aveva deciso di trovarsi quella notte stessa davanti alla casetta di Cappuccetto Rosso. Lui aveva dovuto accettare perchè la ragazza sembrava irremovibile dalla sua scelta. Non si era chiesto come quella ragazza appena arrivata fosse a conoscenza di quella casa ma rimase perplesso e incuriosito da quella proposta. Era una vecchia casetta diroccata dispersa nel bosco e la scelta di un posto simile per un appuntamento intimo era una cosa di per sé già abbastanza anomala...e se non fosse stato per quello sguardo sinistro avrebbe accettato più tranquillamente. Si inoltrò nel bosco di notte seguendo il sentiero. Portava con sé una torcia portatile e il fascio di luce illuminava debolmente gli alberi attorno. Camminava nell'apparente silenzio che lo circondava opprimendolo. L'orecchio era teso al minimo rumore che nel sottobosco sovente serpeggiava. Il cielo era gravido di pesanti nuvole e un leggero alitare di vento lo colpì alle spalle soffiando sulla sua pelle accapponata. Si chiedeva perchè avesse accettato quella strana proposta di quella altrettanto strana ragazza ma ricomparve l'immagine di lei bellissima ed estremamente erotica e lui proseguì solo in quel mondo dimenticato con la speranza di avere un incontro sessuale con lei. Si fece coraggiò e stringendosi nel suo maglione si avviò verso la casetta che come un simulacro troneggiava al centro di una piccola radura. Era arrivato davanti alla porta abbattuta della lugubre dimora di nessuno e aspettò la ragazza in ritardo. Aspettava ad occhi chiusi per non vedere tutto ciò che lo circondava. Si trovava solo nel mezzo di quel bosco con una leggera foschia che sommandosi al buio della notte rendeva impenetrabili i misteri di quel luogo. Se avesse tenuto gli occhi aperti quell'atmosfera l'avrebbe portato a fantasticare macabri pensieri ed era già abbastanza impaurito da quella situazione da non dover peggiorare le cose. Ma ogni tanto, inevitabilmente, cercava di puntare il raggio flebile della torcia in direzione del rumore che pareva seguirlo. Respirava a fatica, era troppo agitato. Avrebbe aspettato ancora pochi minuti e poi sarebbe tornato a casa. Improvvisamente sobbalzò con il cuore impazzito al rumore così familiare ma in quel momento estraneo del suo cellulare. Era immerso in non piacevoli pensieri e quel suono artificiale lo aveva spaventato. Pensava che fosse Lucy che gli telefonava per dirgli che aveva avuto degli imprevisti e che quella notte non avrebbe potuto raggiungerlo ma sul display non comparve il nome di lei. Lampeggiante sullo sfondo giallo fosforescente del suo telefonino comparvero tre cifre: 666. Smise di respirare. Guardava terrorizzato quel numero maledetto. Non capiva come fosse possibile ma premette il tasto rosso e fece cadere la linea. Sparò all'impazzata il fascio luminoso attorno a sé e prese velocemente a camminare sul prato cercando di raggiungere il sentiero. Il suo cellulare squillò nuovamente e lui angosciato fece per spegnere ma sbagliò tasto e rispose alla chiamata infernale.
Il giorno seguente venne ritrovato il corpo della ragazza privo di vita. Lo avevano trovato di fronte alla vecchia casetta. Alcuni carabinieri erano andati alla ricerca di Michele che era scomparso dalla sera prima e avevano invece trovato il corpo morto di quella ragazza che nessuno sapeva chi fosse. Nessuno l'aveva mai vista. Vicino al corpo di lei c'erano i vestiti di Michele e subito sorse il sospetto di uno stupro, ma sul corpo della ragazza non erano stati ritrovati segni di violenza. E poi quel volto sembrava ridere, anche se più che un sorriso era un ghigno. Le cause della morte erano sconosciute. Non si trattava comunque di omicidio. La ragazza teneva nella mano il suo cellulare. Sul display compariva questo incomprensibile messaggio: NATA SE VOLI, ed era seguito dal nome del mittente: MICHELE. Tra i vestiti del ragazzo scomparso venne ritrovato il suo cellulare. Tra i messaggi inviati venne trovato quello inviato alla ragazza: NATA SE VOLI. I carabinieri guardarono a chi Michele avesse spedito quell'arcano messaggio per dare un nome a quella misteriosa ragazza ma invece che essere seguito da un nome di donna quel messaggio era seguito da un numero: 666.
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