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RIGUARDO AL SUONO DELLE CAMPANE nella tradizione Slavo- Russa
Il suono delle campane nella Chiesa Bizantina non è per sfarzo o per piacere estetico, ma per annunciare l'inizio degli offici divini. Ogni ciclo giornaliero di offici divini pubblici inizia con il suono delle campane. L'ordine del suono delle campane si trova in tutto il Tipico, a partire dal primo capitolo, e indica varie circostanze in cui si impiegano le campane. Il Tipico usa le seguenti espressioni per designare le campane: bit (battuta), klepat' (percussione), znamenat' (segnale) e udarit' (rintocco). Il grado di solennità di degli offici distingue il suono della Campana Minore, della Campana Feriale, della Campana del Polieleo, della Campana Domenicale, etc. Per esempio: al Piccolo Vespro, il sacrestano o campanaro batte la Campana Minore (Tipico, Capitolo 1). Per il Grande Vespro il sacrestano batte la Campana Maggiore lentamente, al tempo del canto delle Benedizioni (Evloghitaria: "Benedetto sei Tu, o Signore...") o alla lettura del Salmo 50 (Tipico, Capitolo 2). Lo scopo del suono delle campane è di chiamare i fedeli agli offici, di informare gli assenti dei vari avvenimenti liturgici negli offici divini, e di richiamare l'attenzione dei fedeli alla concentrazione sui momenti più sacri. Secondo questi intenti e scopi del suono delle campane, e per distinguere i vari metodi di suonare le campane, si usano i seguenti termini:
A. BLAGOVEST' Si potrebbe tradurre Campana di Annuncio, o di Annunciazione. Si tratta di un suono di campana lento, ritmico e non affrettato. Lo si suona all'inizio degli offici. Si chiama Annuncio poiché i fedeli sono gioiosamente chiamati al tempio: "Quale gioia quando mi dissero: Andremo nella casa del Signore." (Ps 121:1) Si usa l'Annuncio non solo all'inizio degli Offici, ma anche durante i loro momenti più importanti. Per esempio: Durante la Divina Liturgia al momento (1) del Credo (12 colpi per ciascuno dei 12 Articoli del Simbolo della Fede); (2) prima di "Degno davvero è dir di te beata..." (il Megalinario) (3) prima del Molieben che segue la Liturgia; (4) l'Annuncio introduce anche i seguenti aggregati: Ora Nona - Vespro - Compieta; (5) Notturno - Mattutino - Ora Prima; (6) Ora Terza - Ora Sesta - Liturgia; (7) Grande Veglia: Grande Vespro - Grande Mattutino - Ora Prima (Ma per la Grande Veglia l'Annuncio è seguito dal Trezvon per introdurre il Grande Vespro, che è un'Acolutìa maggiore); (8) Ore Terza e Sesta - Ora Nona - Tipici - Vespro (9) Ore Terza e Sesta - Ora Nona - Tipici - Vespro - Liturgia dei Presantificati (o Liturgia di San Basilio); (10) Grande Compieta. Durante la Grande Quaresima nei giorni ordinari si ha l'Annuncio alle Ore Terza, Sesta e Nona e alla Grande Compieta: tre colpi all'Ora Terza, sei all'Ora Sesta, nove all'Ora Nona e dodici alla Grande Compieta. All'Officio dei Dodici Evangeli (Grande e Santo Giovedì), si suona la campana all'inizio di ogni Evangelo, un numero di volte pari al numero dell'Evangelo (una volta al primo Evangelo, due al secondo, etc. Alla conclusione dei Dodici Evangeli si suona il Trezvon). Alle Ore del Santo e Grande Venerdì si suona la campana tre volte prima dell'Ora Terza, sei volte prima dell'Ora Sesta e nove volte prima dell'Ora Nona. Prima della Liturgia si suona l'annuncio finché non iniziano le Ore (di solito mezz'ora prima della Liturgia).
B. TREZVON (Scampanìo)
Il Trezvon si usa all'inizio degli offici solenni (maggiori): la Grande Veglia, durante il Mattutino ai Sei Salmi (l'Esapsalmo), prima dell'Evangelo, e al termine della Grande Veglia solenne; alla Liturgia, ovvero dopo l'Ora Sesta e prima dell'inizio della Liturgia; dopo la conclusione della Liturgia; prima e dopo il Molieben nel giorno della Festa del tempio; dopo la lettura dei Dodici Evangeli alla sera del Grande Giovedì
C. PEREZVON (Suono a catena) Questo è il suono successivo di tutte le campane, a partire dalla più grande (dalla nota più bassa) fino alla più piccola (dalla nota più alta), con ogni campana colpita un certo numero di volte prima che venga colpita la successiva, e ripetendo diverse volte tale metodo. Il Perezvon si usa prima del Molieben della benedizione delle Acque, prima della processione della Santa Croce nella Festa dell'Esaltazione (14/27 Settembre) e della Terza Domenica della Grande Quaresima (Domenica della Venerazione della Croce), e alle Ore prima della consacrazione di un vescovo. Il Perezvon si esegue assieme a un breve suono del Trezvon all'immersione della Santa Croce durante la Grande Santificazione delle Acque e dopo la processione della Santa Croce al centro del tempio. Il Perezvon si suona anche durante il Vespro del Grande Venerdì agli Apostichi al "Gloria... e ora...", e al canto di "Quando Giuseppe con Nicodemo ti tolse dal Legno, ti vestisti di luce come di un manto..." (prima che l'Epitafio venga portato dall'Altare al centro del tempio), e alla Grande Dossologia del Mattutino della Lamentazione del Grande Sabato. Il Perezvon è seguito dal Trezvon quando la processione rientra nel tempio. Si suona al funerale di preti, ieromonaci, archimandriti e vescovi.
D. PEREBOR (Rintocco) Questo è il suono lento di ogni campana, a partire dalla più grande (dalla nota più bassa) fino alla più piccola, e terminando con un colpo simultaneo di tutte le campane. Il Perebor si usa all'uscita dei defunti dal tempio per la sepoltura, ed è noto come campana della sepoltura o rintocco funebre. Non c'è Trezvon dopo questo rintocco.
Alla Liturgia Archieratica (Pontificale) si suona l'Annuncio al momento fissato, quindi si suona il Trezvon all'arrivo del Vescovo. Dopo si continua a suonare l'Annuncio fino al momento della vestizione del Vescovo, e si suona ancora il Trezvon all'Ora Sesta.
(Tradotto dal Calendario ecclesiastico Russo, 1949, p.70, e dal Tipico.)
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