Marted�, 02/11/2004
Tratto da: "101 Storie Zen" a cura di Nyogen Senzake e Paul Reips, Ed. Adelphi.

Il mio cuore brucia come il fuoco

  Soyen Shaku, il primo insegnante di Zen ad andare in America, disse: "Il mio cuore brucia come il fuoco ma i miei occhi sono freddi come ceneri morte". Egli stabil� le seguenti norme, che mise in pratica ogni giorno dela sua vita:
La mattina, prima di vestirsi, brucia dell'incenso e medita.
Coricati sempre alla stessa ora. Nutriti a intervalli regolari. Mangia con moderazione e mai a saziet�.
Ricevi un ospite con lo stesso atteggiamento che hai quando sei solo. Da solo, conserva lo stesso atteggiamento che hai nel ricevere ospiti.
Bada a quello che dici, e qualunque cosa tu dica, mettila in pratica.
Quando si presenta un'occasione non lasciartela scappare, ma prima di agire pensaci due volte.
Non rimpiangere il passato. Guarda al futuro.
Abbi l'atteggiamento intrepido di un eroe e il cuore tenero di un bambino.
Non appena vai a letto, dormi come se quello fosse il tuo ultimo sonno. Non appena ti svegli, lascia subito il letto dietro di te come se avessi gettato via un paio di scarpe vecchie.


Sabato, 23/10/2004
Tratto da: "Il quoziente emotivo" di Isabelle Filliozat*, Ed. Piemme

  Un samurai cerca delle risposte alle domande che si pone sul senso della vita. Percorre molta strada per raggiungere la cima di una montagna isolata, dove gli hanno detto che vive un monaco, da tutti reputato molto saggio. Arrivato di fronte a lui, il samurai chiede: "O monaco, insegnami l'inferno e il paradiso". Il monaco senza guardarlo gli dice: "Insegnare a un essere orgoglioso come te?". Il samurai fuori di s� solleva la sciabola: "Vedrai cosa ti costa insultarmi". Nel momento in cui la sciabola sta per abbattersi sul monaco, questo dice tranquillamente: "Questo � l'inferno". Il braccio del samurai si pietrifica, la sciabola resta sospesa a mezz'aria. L'uomo balbettando dice: "Vuoi dire che hai rischiato la vita per insegnarmi questo?". Il monaco lo guarda: "Questo � il paradiso".

*Isabelle Filliozat � una psicoterapeuta di fama internazionale. In Francia i suoi libri sono ormai considerati dei classici.


Sabato, 09/10/2004
Tratto da: "Il quoziente emotivo" di Isabelle Filliozat*, Ed. Piemme

  A scuola impariamo la storia, la geografia, la matematica, il francese, a disegnare e a fare ginnastica...
  Cosa impariamo sulle emozioni? Niente. Davanti a una lite in ascensore siamo completamente impreparati, non sappiamo nulla a proposito del lutto, nulla sul controllo della paura, niente sulla sana espressione della collera.
  A scuola l'ottanta per cento della nostra vita quotidiana non viene preso in considerazione.

*Isabelle Filliozat � una psicoterapeuta di fama internazionale. In Francia i suoi libri sono ormai considerati dei classici.


Domenica, 03/10/04
Brano tratto dal libro: "Un insolito viaggio" di Andy Andrews, Ed. Corbaccio

Girando intorno al trono(il re Salomone, nota), si sedette e disse semplicemente: "Incominciamo".
  Immediatamente la folla si gett� ai suoi piedi, e il tumulto ricominci� ai piedi del trono. Mentre cercava di raggiungere una posizione da cui vedere meglio, David(il protagonista, n.) ud� le voci rabbiose di due donne.
  "E' mio!" gridava una.
  "No, no!" gridava l'altra. "Sei una ladra!"
  David riusc� a farsi strada mentre la folla incominciava a diventare indisciplinata, e tutti si schieravano dalla parte dell'una o dell'altra donna gridando insulti.
  "Silenzio", ingiunse energicamente l'uomo sul trono, e d'improvviso non si ud� pi� una parola.
  David si spost� a margine dei gradini. Riusciva a vedere bene sia le due donne sia il trono sopra di loro. Fino a quel momento, nessuno aveva notato la sua presenza. Si sentiva completamente invisibile. Vedendo nitidamente le due donne per la prima volta, David si accorse che una di loro teneva in braccio un neonato.
  Tutte le persone presenti nella stanza avevano lo sguardo fisso sul trono. David si sentiva come se fosse stato l'unico a respirare. Poi, con un gesto della mano, l'uomo indic� la seconda donna, quella in piedi da sola, e disse pacatamente: "raccontami la tua storia".
  La donna si inchin� e raccont�: "Vostra Maest�, questa donna e io abitiamo nella stessa casa. Poco tempo fa, nacque il mio bambino. Tre giorni dopo, nacque il suo. Non c'era nessuno con noi. La notte scorsa, mentre tutti dormivamo, lei fece cadere il suo bambino, che mor�. Poi, mentre io ero ancora addormentata, venne a prendere mio figlio dal mio letto e lo port� nel suo. E mise il neonato morto accanto a me".
  Un mormor�o si sparse tra la folla mentre la donna continuava: "Al mattino, quando mi svegliai per allattare mio figlio, vidi che era morto. Poi lo guardai alla luce, e capii che non era mio figlio".
  "No!" grid� l'altra donna. "Era tuo figlio. Il mio bambino � vivo!"
  "Il tuo bambino � morto", url� l'altra donna che aveva raccontato la storia. "Ti sei presa il mio bambino. Mio figlio � vivo!"
  David osserv� le due donne che continuarono a litigare fino a quando il re alz� la mano e ancora una volta impose a tutti il silenzio. Il re guard� negli occhi, con estrema attenzione, entrambe le donne. Con tono misurato, ordin� a un attendente: "Portami la spada".
  David rimase pietrificato mentre veniva fatta comparire la spada da dietro la cortina. Era lunga quasi un metro e mezzo, di lucido argento con l'impugnatura d'oro. La parte inferiore della lama era adorna di smeraldi. Il re la prese in mano, si alz� in piedi e ordin�: "Che mi sia portato il bambino. Lo taglier� in due. In tal modo, ciascuna di voi potr� averne una parte". Alz� la spada come per prepararsi a colpire.
  "Vi prego, non uccidete mio figlio!" grid� la donna che stava in piedi da sola. "Vostra Maest�, dateglielo, ma non uccidetelo!"
  "Continuate, e tagliatelo a met�", ringhi� l'altra donna spingendo il neonato verso il re. "Cos� nessuna di noi avr� il bambino."
  Il sovrano replic� in tono misurato: "Non far� del male a questo bambino. Non ho mai avuto intenzione di fargliene". Indic� la donna che era in ginocchio e piangeva. "Datele il bambino", ordin�. "E' lei la madre."
  Mentre le lacrime di dolore della donna si trasformavano in lacrime di gioia, il neonato le fu messo tra le braccia, e la folla applaud�.

Mercoled�, 29/09/04

Un mercante, una volta, mand� il figlio ad apprendere il segreto della felicit� dal pi� saggio di tutti gli uomini. Il ragazzo vag� per quaranta giorni nel deserto, finch� giunse a un meraviglioso castello in cima a una montagna. L� viveva il Saggio che il ragazzo cercava.
Invece di trovare un sant'uomo, per�, il nostro eroe entr� in una sala dove regnava un'attivit� frenetica: mercanti che entravano e uscivano, ovunque gruppetti che parlavano, una orchestrina che suonava dolci melodie. E c'era una tavola imbandita con i pi� deliziosi piatti di quella regione del mondo. Il Saggio parlava con tutti, e il ragazzo dovette attendere due ore prima che arrivasse il suo turno per essere ricevuto.
Il Saggio ascolt� attentamente il motivo della visita, ma disse che in quel momento non aveva tempo per spiegargli il segreto della felicit�. Gli sugger� di fare un giro per il palazzo e di tornare dopo due ore.
'Nel frattempo, voglio chiederti un favore', concluse il Saggio, consegnandogli un cucchiaino da t� su cui vers� due gocce d'olio. 'Mentre cammini, porta questo cucchiaino senza versare l'olio.'
Il ragazzo cominci� a salire e scendere le scalinate del palazzo, sempre tenendo gli occhi fissi sul cucchiaino. In capo a due ore, ritorn� al cospetto del Saggio.
'Allora', gli domand� questi, 'hai visto gli arazzi della Persia che si trovano nella mia sala da pranzo? Hai visto i giardini che il Maestro dei Giardinieri ha impiegato dieci anni a creare? Hai notato le belle pergamene della mia biblioteca?'
Il ragazzo, vergognandosi, confess� di non avere visto niente. La sua unica preoccupazione era stata quella di non versare le gocce d'olio che il Saggio gli aveva affidato.
'Ebbene, allora torna indietro e guarda le meraviglie del mio mondo,' disse il Saggio. 'Non puoi fidarti di un uomo se non conosci la sua casa.'
Tranquillizzato, il ragazzo prese il cucchiaino e di nuovo si mise a passeggiare per il palazzo, questa volta osservando tutte le opere d'arte appese al soffitto e alle pareti. Not� i giardini, le montagne circostanti, la delicatezza dei fiori, la raffinatezza con cui ogni opera d'arte era disposta al proprio posto. Di ritorno al cospetto del Saggio, rifer� particolareggiatamente su tutto quello che aveva visto.
'Ma dove sono le due gocce d'olio che ti ho affidato?' domand� il Saggio.
Guardando il cucchiaino, il ragazzo si accorse di averle versate.
'Ebbene, questo � l'ultimo consiglio che ho da darti,' concluse il Saggio dei saggi. 'Il segreto della felicit� consiste nel guardare tutte le meraviglie del mondo senza mai dimenticare le due gocce d'olio nel cucchiaino.'

Marted�, 28/09/04
Brano tratto dal libro: "100 colpi di spazzola prima di andare a dormire. di Melissa P. Fazi Ed."

Queste mutande sono io.Sono la cosa che mi ha meglio descritto. Di chi potrebbero essere cos� disegnate e strane con quei due laccetti pendenti se non di una piccola lolita?
  Ma oltre che appartenermi sono me e il mio corpo.
  Mi � capitato molte volte di fare l'amore indossandole, forse con te mai, ma non importa... Quei laccetti ostacolano i miei istinti e i miei sensi, sono dei legacci che oltre a lasciare il segno sulla pelle bloccano i miei sentimenti... Immagina il mio corpo seminudo che indossa solo questi slip: slacciato un nodo , si liberer� come spirito solo una parte di me, la Sensualit�. Lo Spirito d'Amore � ancora ostacolato dal nodo posto sul fianco sinistro. Ecco allora che colui che ha slacciato la parte della Sensualit� vedr� in me solamente la donna, la bambina, o genericamente la femmina, in grado solo di ricevere sesso, niente di pi�. Mi possiede soltanto per met� ed � probabilmente quello che voglio nella maggior parte dei casi. Quando poi qualcuno slaccer� solo la parte dell'Amore anche in quel caso dar� unicamente una parte di me, una parte minima sebbene profonda. Poi nella vita, un giorno qualsiasi magari arriva quel carceriere che ti offre entrambe le chiavi per liberare i tuoi spiriti: Sensualit� e Amore sono liberi e volano. Ti senti bene, libera e appagata e la tua mente e il tuo corpo non chiedono pi� niente, non ti tormentano pi� con le loro richieste. Come un tenero segreto vengono liberati da una mano che sa come accarezzarli, che ti sa fare vibrare, e il solo pensiero di quella mano ti riempe il corpo e la mente.
  Adesso odora quella parte di me che sta esattamente al centro fra Amore e Sensualit�: � la mia Anima che esce e filtra attraverso i miei umori.
Avevi ragione quando dicevi che sono nata per scopare, come vedi anche la mia anima ha voglia di sentirsi desiderata ed emana il suo odore, l'odore di femmina. Forse la mano che ha liberato i miei spiriti � la tua prof.
  E mi azzardo a dire che solo il tuo olfatto � stato in grado di cogliere i miei umori, la mia Anima. Non mi sgridare per questo prof, se mi sono sbilanciata, sento che devo farlo perch� almeno in futuro non avr� il rimorso di aver perso qualcosa prima di averla afferrata. Questa cosa cigola dentro di me come una porta non ben oliata, il suo rumore � assordante. Stando con te, fra le tue braccia, io e le mie mutande siamo prive di qualsiasi impedimento e catene. Ma gli spiriti nel loro volo hanno trovato un muro: l'orrendo e ingiusto muro del tempo che passa lento per l'uno, veloce per l'altra, una serie di cifre che ci tengono a distanza; spero che la tua intelligenza matematica possa offrirti qualche spunto per risolvere la tremenda equazione. Ma non � soltanto questo: tu conosci solo una parte di me, sebbene ne abbia liberate due. E non � quella la parte che vorrei lascarti vivere, non solo. Sta a te decidere se dare una svolta al nostro rapporto, farlo diventare pi�... "spirituale", un tantino pi� profondo . Confido in te.

Tua,
Melissa

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