"Si tratta dell'avanzamento
di sistemi di proiezione quasi dentro la stessa pelle dell'edificio che consentono
anche di intervenire con una sorta di nuovo illusionismo mediatico che può
permettere di dare vitalità a situazioni degradate o in cui è
impossibile intervenire.
.... Si tratta di compiere un passo decisivo per la presenza dell'informatica
nella scena e nella scenografia della città. Auspichiamo "un barocco
informatico"
Leggendo queste righe ho subito pensato a Berlino, meta di un viaggio/pellegrinaggio
di tre anni fa. Passeggiando la notte in un quartiere dato in mano agli artisti,
in uno squarcio del tessuto urbano, sull'intera facciata cieca di un palazzo
di 10 piani con il vuoto intorno erano proiettate delle immagini in sequenza;
la sensazione di sorpresa, di essere insieme a tutti spettatrice di una cosa
così inaspettata e allo stesso tempo come di essere un'intrusa che
sbircia nella vita d'altri, è stata quella che mi ha un po' pervasa
per tutto il resto del viaggio...cioè di essere una città dove
gli occhi e l'anima del visitatore e del cittadino sono particolarmente importanti
perchè i suoi luoghi possono assumere mille prospettive e significati
diversi.
Berlino è davvero una città cangiante dove forse l'informazione
costituisce già molta parte dell'architettura.