"Ecco
che con Gehry si richiude il circolo. Nel movimento moderno è rientrata
la cattedrale, è rinata la possibilità di fare un'architettura
anche simbolica, anche rappresentativa, anche monumentale. E queste parole
non si associano alla magniloquenza accademica del potere, ma alla vibrazione
di una società locale e globale, che impone un pellegrinaggio per celebrare
la nuova religione laica della cultura."
Mi limito ad aggiungere che oltre che per celebrare " la nuova religione
laica della cultura", i monumenti moderni sono importanti anche perchè
svolgono il ruolo di luogo di associazione che nella storia ha sempre svolto
la piazza. Roma è una metropoli a parte perchè conserva, nonosatnte
gli sventramenti subiti, il suo le sue piazze antiche, che sono spesso dei
"buchi" spontanei nel tessuto medievale e rinascimentale, usate
come mercati o luogo d'incontro. Quasi tutte le altre metropoli europee non
hanno piazze, ma solo Piazze con la P maiuscola, cioè piazze progettate
architettonicamente con uno scopo preciso.
Ho vissuto un anno a Parigi dove tutte le piazze sono state progettate a fine
ottocento per celebrare la potenza statale e sono sterminate...dispersive,
fuori scala quasi, e l'uomo di solito non cerca la solitudine, ma un momento
di socialità, un punto d'incontro. Per questo motivo l'unica piazza
"all'italiana" di Parigi è quella di fronte al Centre Pompidou,
che Piano ha appositamente chiamato col nome italiano di "piazza",
che ha la stessa pendenza di piazza del CAmpo a Siena dove con uno sguardo
si abbraccia tutto lo spazio. E' vero che questo centro è una scatola
che funziona, senza forse essere metafora di nulla, ma forse il suo simbolo
è nella piazza che ha davanti...l'incontro tra uno spazio antico e
un contenitore nuovo che contiene le forme più varie di arte moderna.
E credo che le altre grandi costruzioni metaforiche svolgano lo stesso ruolo
e costituiscano il momento di respiro delle città dove le persone trovano
un riferimento.