CINEMA SHOW
A Proposito di Shmidt
Di Alexander Payne
Voto
: 4,5
Fine primo tempo :
luci accese. La platea è
annichilita. Per un attimo mi tornano in mente le drammatiche immagini del
teatro di Mosca dopo l’incursione dei militari sovietici. Teste rivolte all’indietro
e ciondolanti sulle sedie. Almeno una
decina di casi accertati di crampo “da sbadiglio” alla mascella. C’è gente
che piange. In molti si fa largo la possibilità di abbandonare la sala, ma
fuori ci sono solo due gradi e un feroce vento di tramontana. Questo film è un vero e
proprio attentato. Non vi lascerà scampo. Vi ammalierà grazie con sopracciglia a triangolo di Jack
Nicholson che spuntano sornione dai
trailer televisivi e dalle locandine colorate infarcite di recensioni
entusiastiche, vi cullerà nel calduccio accogliente del cinema di turno e vi
pungerà immediatamente e a tradimento con il più soporifero dei veleni !! Certo, c’è Jack Nicholson che
si produce nell’ennesima interpretazione da leggenda : Warren Shimdt è senza
ombra di dubbio il personaggio più “terrificante” che abbia mai interpretato
: la sua mediocrità è mille volte più sconvolgente dell’occhio allucinato di Jack Torrance. |
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Ma non basta un’interpretazione ( per quanto sublime ) per salvare un film. Alexander Payne ha confezionato un polpettone di una noia totale inframmezzato da massicce dosi di “pessimismo cosmico” al cui confronto Giacomo Leopardi sembrerebbe un concorrente di “La Sai L’ultima”. Con un qualsiasi altro attore al posto di Nicholson il suo film sarebbe passato totalmente inosservato o magari destinato alla distribuzione in farmacia, in allegato alle “Fave di Fuca” Gion Uein |
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