CINEMA SHOW
PINOCCHIO
Di Roberto Benigni
Voto : 6
Roberto Benigni ha covato per tanto tempo questo sogno. Ha aspettato per anni di lavorare il suo tronco di legno aspettando il momento propizio. E alla fine, dopo la sua consacrazione a livello planetario, quel momento è arrivato. Roberto Benigni ha raccolto i
ferri ed ha iniziato a lavorare quel tronco. Lo ha lavorato con amore ed
entusiasmo. Lo ha lavorato con il trasporto che solo un’anima bambina sa
sprigionare. Ma forse troppo tempo è passato. Il suo tronco di legno ha perso
nel frattempo a poco a poco tutta la sua magia, e alla fine si è ritrovato a
lavorare un tronco di legno qualsiasi, ricavandone un burattino qualsiasi. Un
burattino senza magia. Roberto Benigni paga soprattutto la sua scelta di “non interpretare” la favola, ma di attenersi scrupolosamente al classico di Collodi. E Benigni senza improvvisazione è come Pinocchio senza bugie . Inoltre, l’aver deciso di non mostrare mai il burattino di legno, ma sempre il Pinocchio in carne ed ossa non lega assolutamente con la sua scelta. Ne vien fuori un esercizio sbiadito e disomogeneo in cui si fa fatica ad immedesimarsi. Anche la scelta dei vari comprimari è zavorra per le ali della nostra fantasia. Con l’eccezione del Gatto e la Volpe, il resto del cast non convince. |
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Mangiafuoco non spaventa, Geppetto non commuove , Lucignolo non indispone e la Fata Turchina non ci incanta per niente . Da salvare le musiche, la scenografia, il finale ( alla Peter Pan ) e l’entusiasmo di Roberto, così contagioso che sarà comunque difficile non perdonargli qualche caduta di tono. Gion Uein |