GION UEIN

CINEMA SHOW

 

MOULIN ROUGE

diretto da BAZ LUHRMAN

voto 7,5

 

Giusto il tempo di accomodarsi ed ecco aprirsi il sipario. Il direttore d’orchestra dopo aver diretto il logo della 20th Century Fox ( già una trovata niente male ) accompagna con l’autorità che gli compete i titoli di testa.Ed ecco mostrarsi ai nostri occhi la Parigi di inizio secolo. Una Parigi irreale come una scenografia teatrale deve essere, dove il grigio si scioglie poco a poco per lasciare il proscenio al nero e al rosso , per suggellare il passaggio dal “triste presente” al passato carico di speranza e passione bohème, il passato in cui si inizia  a narrare la nostra storia. L’impatto è violento e il primo quarto d’ora mette subito in carta le tavole : prendere o lasciare, odiare o amare. Et volià, eccoci scaraventati in una baraonda che trasforma il Moulin Rouge in una sorta di “Love Parade” techno dei giorni nostri,  un  tourbillon di colori e scene della durata  di un istante , in un montaggio che stressa l’occhio e l’orecchio.    Non ci sembra quasi vero di scorgere le note di “Lady Marmelade” seguite a ruota dalle parole di Kurt Cobain : “ Here we are now, entartein us “. Adesso siamo qui, fateci divertire. E’ presto fatto : Baz Luhrmann ( non a caso autore del controverso “romeo+giuliette” ) mette in piedi una sgangherata compagnia di saltimbanchi e uomini e donne di malaffare, una compagnia volutamente kitch ed esagerata , per la trasposizione teatrale di uno “Shakespeare in Love “ in cui  i sonetti del drammaturgo inglese sono sostituiti con un Patchwork Rock che cuce indistintamente i Nirvana a Patty Labelle e ai  Police .Va in scena la tragedia della vita.

 

 

 

 

 

 

La “tragedia di una storia tragica” come solo un semplice storia d’amore può essere. Una storia come ne avete viste e lette milioni ma non per questo una storia  banale. La storia dell’amore che lega l’ingenuo e sognatore Ewan Mc Gregor alla regina del Moulin Rouge, l’ormai sempre più brava Nicole Kidman. Amore contrastato dall’uomo ( un duca rincoglionito e geloso ) e dal destino ( una malattia che non lascerà scampo ). Amore che si “accende” lentamente per poi divampare in un crescendo in cui la storia diventa pretesto per le continue trovate sceniche ( su tutte il magnifico il “tango” sulle note di “Roxanne” ). E alla fine la tragedia si compie, ineluttabile, lasciandoci un vago senso di stordimento, di vuoto. Il silenzio assoluto dopo due ore “bagarre infernale”.

“ Noi siamo uomini di malaffare, non possiamo permetterci l’amore “

Deliziosamente impedibile.

 

 

Gion Uein

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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