GION UEIN

CINEMA SHOW

 

LA COMPAGNIA DELL’ANELLO

Diretto da Peter Jackson

Voto 9

 

Non mi capitava “da non so quanti anni”, di essere così emozionato al cinema, prima dell’inizio di un film. Mi sembrava di essere tornato bambino , ai tempi in cui i miei occhi attendevano trepidanti l’illuminarsi di quel telone di stoffa che era il portale per un mondo fantastico. Finalmente la cosa più bella che avessi mai letto era li, a portata di occhi e non più esclusivo appannaggio della mia fantasia. Avevo la possibilità di dare una forma ben precisa a nomi e luoghi custoditi gelosamente dalla mia immaginazione, generati dal semplice gesto della lettura ( quale magia più grande ? ).

Certo, il rischio di restare delusi era altissimo.

Il Film  era costretto a superare un percorso disseminato di trappole letali, come le miniere di Mòria :

-         era tratto da un libro amatissimo ( forse il più amato del secolo ) ;

-         era costretto a sottoporsi alle forche caudine della foltissima schiera di appassionati della saga della Terra di Mezzo ;

-         era un film attesissimo ;

Praticamente Peter Jackson era di fronte a due opzioni : diventare il regista più sbertucciato del secolo o l’artefice di qualcosa mai visto e mai tentato.

Poi le luci si sono spente e nel buio totale, una voce fuori campo ha iniziato a narrare gli eventi che avevano generato l’anello. Ed è stato così che ho avuto la certezza di essere tornato bambino …. la bocca spalancata e gli occhi sgranati avidi della magia che solo il grande cinema ci sa regalare.

La Compagnia dell’anello è un capolavoro. Un film di quelli che hanno la capacità di condurre la tua essenza ad un livello astrale e farla girovagare estasiata in un mondo di draghi, maghi ed esseri immortali.

Tecnicamente è un portento : dalle riprese orizzontali ad ampio respiro su paesaggi mai descritti e sterminati campi di battaglia , a quelle verticali che ci abbandonano nel vuoto lasciandoci precipitare dalla torre di Saruman fino alle viscere della terra di mezzo.

 

 

 

 

 

 

 

Gli effetti speciali sono a sostegno ( e non protagonisti ) della storia e hanno la capacità  di rendere visivamente senza deluderci quanto le pagine del romanzo di Tolkjien erano riuscite ad evocare.     Scegliere una scena è pura follia. Un primo piano di Gandalf vale da solo il prezzo del biglietto e il suo scontro senza esclusione di colpi contro Saruman eguaglia il combattimento con le spade laser tra Luke Skywalker e Darth Vader . Per non  parlare della intere armate scaraventate per aria dall’anello di Sauron in persona. ll film ha la capacità di entusiasmare i lettori ( naturalmente qualcuno lamenterà delle lacune, ma alcuni tagli erano indispensabili e nel caso di Tom Bombadil  il regista ha addirittura avuto il permesso da una commissione speciale di fans) e di lasciare di stucco tutti quelli che della Terra di mezzo conoscevano poco e niente ( ho provato addirittura invidia per la loro “verginità” ) e che hanno avuto la possibilità , grazie al film ,di entrare in un mondo fantastico dove hobbit, nani ed elfi combattono insieme per lo stesso ideale. Un mondo di personaggi straordinari, ma non di eroi invincibili. Perchè la forza della trilogia di Tolkjien è proprio questa : l’ ”umanità” dei protagonisti ( elfi , nani o hobbit che siano ), tutti  sotto il costante agguato delle proprie debolezze. L’unica arma davvero indispensabile è l’unione.

E’ un film che meriterebbe di fare incetta di oscar , compreso quello per il miglior brillantante ( tutte le migliaia di armature realizzate a mano ) e per la miglior acconciatura ( i peli del naso di Gandalf ).

 

Potrei continuare per tre ore, ossia il tempo in cui quest’incantesimo di Peter Jackson vi terrà incatenati alla poltrona.

 

 

 

Gion Uein

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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