GION UEIN

CINEMA SHOW

 

ABOUT A BOY

Di Paul e Chris Weitz

Voto : 6 +

 

“Faccia slavata” Hugh Grant, esperto mondiale di commedie “agrodolci” , colpisce ancora. Questa volta è Will , un nullafacente che campa di rendita grazie alle royalties di una canzoncina di Natale scritta dal padre. Ha l’abitudine di dividere le sue giornate in unità ( di mezzora ) e di riempirle alla ricerca di cd, dvd e ragazze da portare a letto. Un bel giorno decide di spostare la sua area di caccia nella riserva poco protetta delle ragazze madri. Grazie a questa svolta incontrerà Marcus, un dodicenne complessato con le sembianze del figlio di Mr. Spock di Star Trek, che poco a poco riuscirà a portare alla luce le qualità nascoste di Will e di dare un senso alla sua vita senza senso.

Ennesimo capitolo sulla generazione perennemente in crisi dei trentenni ( i produttori sono gli stessi di “Bridget Jones” ) ed ennesima trasposizione cinematografica di un best seller di Nick Hornby , che alla sua capacità di raccontare con lucidità ed ironia questa generazione deve il suo straordinario successo. Insomma gli ingredienti per una commedia di qualità ci sarebbero tutti : un coppia di registi agguerrita e a proprio agio con gli ardori giovanili ( AMERICAN PIE )  ed una storia semplice rodata da un libro di successo.

Il problema è solo uno : Blue Eyes, al secolo Hugh Grant. Continua a cimentarsi con lo stesso film oramai dall’inizio della carriera proponendoci sempre la stessa interpretazione. Le sue tre-quattro espressioni incorniciate dagli occhioni blu andranno forse bene per le schiere di ragazzine che accorrono in massa a tutti i suoi lavori , ma per reggere un ora e mezza di film ci vuole ben altro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopotutto, se chiedi in giro di Hugh Grant difficilmente ti sentirai rispondere :

“ certo, l’attore protagonista di brillanti commedie sulla crisi di valori della generazione a cavallo tra gli ardori residui dei “trenta” e la rassegnazione dei “quaranta” .

Molto più probabile un : “ chi, quello che si trombava la baldraccona nella macchina ? “.

 

In poche parole : il film è carino, senza Hugh Grant sarebbe stato sicuramente meglio, ma leggetevi il libro che è in edizione economica e magari risparmiate pure qualche centesimo.

 

Gion Uein

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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