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PAGINA OTTO
La materia si muove in un eterno ciclo.
E' un ciclo che si conclude in intervalli di tempo per i quali il nostro anno terrestre non � assolutamente metro sufficiente; un ciclo, nel quale il periodo dello sviluppo pi� elevato - quello della vita organica e anzi della stessa vita - occupa un posto ristretto quanto lo spazio nel quale si fanno strada la vita e la coscienza; un ciclo, nel quale tutte le manifestazioni della materia - sole o nebulosa, animale o specie, combinazione o separazione chimica - sono egualmente caduche. In esso non vi � nulla di eterno se non la materia che eternamente si trasforma, eternamente si muove, e le leggi secondo le quali essa si trasforma e si muove.
Ma per quanto spesso, per quanto inflessibilmente questo ciclo si possa compiere nello spazio e nel tempo; per quanti milioni di soli e di terre possano nascere e perire; per quanto tempo possa trascorrere finch� su un solo pianeta di un sistema solare si stabiliscano le condizioni necessarie alla vita organica; per quanti innumerevoli esseri organici debbano sorgere e scomparire prima che tra di essi si sviluppino animali dotati di un cervello pensante e trovino per un breve intervallo di tempo condizioni atte alla vita, per essere  poi anche essi distrutti senza piet�, noi abbiamo la certezza che la materia in tutti i suoi mutamenti rimane eternamente la stessa, che nessuno dei suoi attributi pu� mai andare perduto e che perci� essa deve di nuovo creare, in altro tempo e in altro luogo, il suo pi� alto frutto, lo spirito pensante, per quella stessa ferrea necessit� che porter� alla scomparsa di esso sulla terra.

Friedrich Engels, La dialettica della natura, Introduzione, 1875
Eraclito dice in qualche luogo che tutto scorre via e che niente rimane immobile, e paragonando le cose alla corrente di un fiume afferma che non potresti entrare due volte nello stesso fiume.
Platone, Cratilo, 402a.


Se sottoponiamo alla considerazione del nostro pensiero la natura o la storia umana o la nostra specifica attivit� spirituale, ci si offre anzitutto il quadro di un infinito intreccio di nessi, di azioni reciproche, in cui nulla rimane quel che era, dove era e come era, ma tutto si muove, si cambia, nasce e muore.
Questa visione primitiva, ingenua, ma sostanzialmente giusta del mondo � quella dell'antica filosofia greca e fu espressa chiaramente per la prima volta da Eraclito: tutto � ed anche non �, perch� tutto scorre, � in continuo cambiamento, in continuo nascere e morire.
Friedrich Engels, Antidhuring, Introduzione �1
Paul C�zanne, Curva, 1900-1906
Claude Oscar Monet, Lo stagno dei gigli d'acqua, 1889
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