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Il trattato delle carezzeLa carezza internaLa carezza più profondaIl ruolo dell'uomoGérard Leleu |
Se lo scopo è quello di prolungare la carezza della vagina con il pene, l'uomo dovrà mantenere l'erezione il più a lungo possibile, rimandando l'eiaculazione o persino rinunciandovi ogni tanto. L'arte della carezza consiste nel controllo del piacere: occorre saper rimanere nella fase di attesa, non superare il punto di 'non ritorno', ma anche quello 'di difficile ritorno'. Appena sente che l'eccitazione raggiunge un livello troppo alto, e pertanto l'eiaculazione è prossima, l'uomo dovrà cessare ogni movimento e chiedere alla compagna di interrompere il suo. Faranno una pausa, durante la quale pene e vagina possono ancora rimanere uniti. Dopo qualche istante, riprenderanno la dinamica. E così di seguito.
L'uomo può variare le carezze e la loro profondità. Il pene può introdursi più o meno in profondità. Stuzzicherà l'orifizio, sonderà una parte della guaina, arriverà fino a toccare il collo dell'utero. La cosa migliore è alternare le carezze profonde a quelle superficiali. Un buon ritmo potrà essere di 3 penetrazioni profonde contro 9 superficiali. Potrà altresì variare la rapidità e la forza della carezza: movimenti lenti, teneri, maestosi, che suscitano meravigliose sensazioni; oppure incursioni rapide, abbastanza profonde, regolari, che suscitano una dolce ebbrezza; e ancora, colpi secchi, profondi, rapidi che provocano un piacere folgorante.
Anche la direzione della carezza può essere variata. Con gli spostamenti, la traiettoria del glande può puntare alle diverse superfici della vagina. Wilhelm Reich, nel suo saggio La funzione dell'orgasmo, descrive: «Ciascun movimento sarà lento, tenero, morbido, libero da qualsiasi tensione. Potranno essere interrotti in qualunque momento, modificando il piacere».