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Il trattato delle carezzeLa carezza internaIl settimo cieloL'autostimolazioneGérard Leleu |
Il modo migliore per una donna di riuscire a raggiungere l'orgasmo e l'autostimolazione, all'inizio soltanto clitoridea. Tutti gli autori sono unanimi: attraverso la masturbazione, la donna trova la via dell'orgasmo. La maggior parte delle donne hanno scoperto spontaneamente la stimolazione e l'orgasmo clitorideo, molto spesso fin dall'infanzia o dall'adolescenza e li praticano istintivamente, più o meno regolarmente. Quelle che ancora non lo fanno, dovrebbero farlo.
Conoscendo già l'orgasmo clitorideo, la donna arriva al rapporto con il suo amante più preparata. La stimolazione clitoridea potrà essere realizzata sia dalla donna stessa, sia dal suo compagno.
La carezza clitoridea, con obiettivo l'orgasmo, può aver luogo fuori dal coito, per stuzzicare la sensibilità vaginale. Per le donne che non raggiungessero quest'ultimo orgasmo, sarà un vero e proprio regalo. Per le altre si tratterà di un eccitante preliminare.
Durante il coito, per quelle che non raggiungono l'orgasmo vaginale, la carezza clitoridea rappresenta un modo per conoscere l'orgasmo, mentre l'uomo è dentro di loro. La stimolazione della clitoride, da parte della donna durante il coito, è del tutto lecita, solo un uomo egoista potrà dolersene.
Dopo il coito, nel caso non abbiano raggiunto l'orgasmo, la stimolazione della clitoride diventa un atto di giustizia. Può anche essere un modo per rifarsi di un mancato orgasmo vaginale.
La donna è un essere completo: ha 2 poli d'orgasmo, la clitoride e la vagina. Se l'orgasmo clitorideo è di facile raggiungimento, l'orgasmo vaginale, sia attraverso la masturbazione sia attraverso il coito, sopravviene con maggiore difficoltà, per cui si parla di iposensibilità della vagina. Ma la vagina può far benissimo pervenire all'orgasmo. Può sentire un grosso desiderio di pene: occorre educarla eroticamente. Fino all'età compresa fra i 12 e i 20 anni, la donna non ha molto coscienza della sua vagina: inaccessibile all'occhio e al dito (a causa sia dell'imene sia del tabù...) appare muta anche alle sensazioni. La donna la scopre attraverso le mestruazioni, attraverso le prime autopalpazioni, oppure attraverso il primo rapporto sessuale.
All'inizio risulta poco sensibile, ma la sua sensibilità erotica crescerà fino al punto di concederle un piacere supremo.
Le carezze dei 3 cerchi, praticate dall'amante, partecipano all'eccitazione della vagina, alla lubrificazione, all'intumescenza vascolare, alla tensione dei muscoli. Non bisogna trascurare nulla, né di baciare la bocca né di accarezzare il seno. La carezza clitoridea è la condizione irrinunciabile per potere affrontare la vagina; serve a riscaldarla, a portarla alla soglia dell'eccitazione ideale.
L'amante deve aiutare la compagna a sentirsi sempre più 'vuota' e poi 'abitata', a prendere coscienza della propria 'vacuità' femminile, del bisogno di sentirsi riempita con le carezze della bocca, delle labbra e della lingua. Con le dita si avrà cura di accarezzare teneramente la guaina; infine, con la carezza del pene, si attuerà ciò che è in assoluto la migliore erotizzazione dalla vagina.