Serenità
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Il trattato delle carezze

Geografia Sensuale

Le carezze alle donne

Le carezze della vulva

Gérard Leleu

Da un punto di vista istologico, le grandi labbra, nella parte esterna, sono costituite da una epidermide a strati cornei e da un derma con i pannicoli adiposi di un certo spessore. All'interno, le grandi labbra, le ninfe e il vestibolo sono caratterizzati da una mucosa priva di strato corneo e di grasso; si tratta qui di una pelle molto sottile. I nervi sono numerosi, non sembrano esservi comunque corpuscoli di Krause. Vi sono molti vasi sanguigni, come in tutte le zone erogene. I bulbi vestibolari sono pieni di vasi sanguigni e formano un vero e proprio corpo erettile che durante l'eccitazione si satura di sangue. I vasi sanguigni sono collegati sia alla clitoride, sia ai plessi perivaginali.

Il dito che accarezza questa delicata mucosa dev'essere leggero, snodato; deve seguire le linee naturali con tenerezza. Nessuna carezza è altrettanto vellutata, tenera, intima. La zona più sensibile è quella che ricopre i bulbi.

Le dita seguono anche i solchi sotto e sopra le ninfe e le lisciano. Afferrandole fra il pollice e l'indice, si pizzicano dolcemente e si percorrono da un capo all'altro. Questi sono soltanto esempi: l'amante inventerà mille altri modi.

La bocca si sostituisce alle dita; bacia la vulva, come se fosse una bocca. Il Kama Sutra sostiene: «Per baciare Yoni, si imiterà il bacio nella bocca». Si tratta di un bacio incredibilmente intenso, sconvolgente per entrambi gli amanti.

La bocca è qui la protagonista:le labbra passeggiano, scivolano sulla superficie delle grandi labbra, le pizzicano, le aspirano; poi, seguendo le ninfe, le contornano, le afferrano, le succhiano.

La lingua, piatta e morbida, lecca con avidità le superfici rigonfie delle grandi labbra, turgide per il desiderio. La punta traccia delle linee con precisione; un po' sbarazzina, si infila in tutte le fossette, circonda una papilla o un pertugio, rialza una ninfa, si insinua in un solco, scherza solletica di qua e di là, gusta il nettare della femminilità ; audace, si introduce nel vestibolo. Poi con una certa delicatezza, i denti fanno finta di assaggiare ciò che invece divorerebbero.

L'amante, aspira gli aromi che gli inondano il cervello. Ebbrezza fatta di muschio e di altre essenze, ma anche effetto di odori che riportano a tempi lontani, quando, non ancora nato, viveva nella donna, all'altezza del pube.

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