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Il trattato delle carezzeGeografia SensualeIl terzo cerchioLe carezze della gambaGérard Leleu |
Ogni volta che si osserva il corpo della donna, si è portati a pensare: «Non v'è nulla di più bello e di più sensibile!» E' pur vero che il viso, la nuca, la spalla, il braccio, il seno, l'addome, le natiche e il pube associano la perfezione estetica alla sensualità. E ciascuna di queste parti simboleggia, per le intrinseche qualità, la femminilità.
Si può affermare che la gamba di una donna è una creazione perfetta, un'evocazione di assoluta femminilità. Prima della bocca, del seno, delle natiche, è il richiamo più usato in pubblicità. E' anche il bersaglio più immediato dello sguardo dell'uomo.
In epoche più influenzate dal pudore bastava il piede minuto di una marchesa o quello sbarazzino di una contadina per far stordire un signorotto di campagna. In tempi più recenti, la vista di un ginocchio bastava a mandare in visibilio. All'epoca del cancan le sale erano gremite di uomini eccitati. Le giarrettiere delle mondane portavano al duello i signori in cilindro. La minigonna e i recenti hot-pants provocavano ripetuti stress negli uomini.
Le gambe colpiscono per la linea e il movimento ed evocano altre parti del corpo, più segrete. La fenditura fra i polpacci rievoca quella vulvare, di cui, per qualche verso, è il prolungamento. Questo vale anche per la convergenza fra le 2 gambe. Che lo si ammetta o no, le gambe delle donne rappresentano una promessa di felicità. La pelle è qui molto sensibile. Se i romantici esaltano la femminilità inneggiando alle mani, i più focosi magnificano le gambe.
La superficie laterale delle ginocchia, specialmente quella interna, è sensibilissima, così come l'incavo interno del ginocchio. Gli sfioramenti delle dita e delle unghie accendono il desiderio in tutto il corpo, che viene scosso da un intenso fremito.
La coscia è ricettiva su tutti i lati: quelli interni posteriori sono i più sensibili. Sollecitandoli adeguatamente, si fanno cadere tutte le resistenze dell'amata.
La pelle della superficie interna è così sottile che bastano lievissimi sfioramenti delle dita e delle unghie.
La superficie anteriore gradisce stimolazioni più intense e più varie, è quindi adatta a ogni tipo di carezza. Polpastrelli e unghie hanno qui un'ampia possibilità di azione. Le sensazioni che derivano hanno comunque più carattere ludico che di eccitazione.
La superficie interna della gamba è della stessa qualità della coscia e del ginocchio. E' anch'essa strettamente legata, seppure in tono minore, all'eccitazione dei genitali, richiede pertanto una stimolazione delicata. Il polpaccio, piuttosto carnoso, si presta a ogni genere di carezza. La superficie esterna, piuttosto ossea, è sensibile allo sfioramento del polpastrello e dell'unghia e molto adatta alla carezza a 'ferro di cavallo' o a quella ad 'anello scorrevole'.
E' molto gradevole afferrare l'intero arto dall'anca al piede. E' come una tastiera che richiede movimenti ampi: la mano la percorre dall'alto in basso, riunendo in un sol gesto l'anca, la coscia, il ginocchio, il polpaccio; poi, con un movimento a spirale, si sposta sull'altro lato percorrendo la superficie che va dall'inguine al tallone. La mano, poi, sale e lascia scivolare il pollice e l'indice, che con diverse carezze, si produrranno in un delizioso balletto.
La bocca segue la traccia della dita.
Poserà leggeri baci, talvolta fugaci. Le labbra
seguiranno qui e là il profilo dell'arto o lo
punzecchieranno delicatamente. Sulle superfici carnose, prenderà il
sopravvento la lingua, debordando sulle zone limitrofe,
dall'inguine al tallone.
Le carezze della gamba