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Il trattato delle carezzeLa carezza un'arteL'arte della carezzaLa tecnica al servizio dell'amoreGérard Leleu |
Non siamo bestie, si dice, ma sarebbe sciocco rinnegare una parte della nostra natura. Diceva Blaise Pascal, fisico e filoso francese: «Chi vuol fare l'angelo, faccia la bestia». Gli animali ci commuovono quando il loro amore è simile al nostro, come per esempio le tortore; ci disgustano, invece, quando sono rudi come nel caso dei tori.
Rallegriamoci piuttosto della nostra animalità e utilizziamola per espandere le nostre possibilità sessuali.
Abbiamo la fortuna di avere le mani, che ci consentono più di un semplice contatto, quasi una fusione, al contrario degli animali che hanno solo becchi e unghie. Possediamo anche la fortuna di trovarci in un stato di desiderio perenne, quando gli animali lo sono solo periodicamente. Abbiamo la possibilità di poter aver contatti sessuali della durata che desideriamo, mentre la copulazione degli animali è velocissima.
La nostra sessualità è inoltre separata dalla riproduzione: siamo riusciti a staccare l'attrazione, il contatto e il desiderio dall'automatismo riproduttivo. Staccandosi dalla costrizione della riproduzione della specie, il desiderio è diventato sensualità, sensibilità, sentimento. Nella sua umanizzazione la sessualità è diventata amore.