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Il trattato delle carezzeChi ha bisogno di carezze?La donna, l'uomo e la carezzaIl maschilismoGérard Leleu |
Gli uomini hanno il complesso del duro. L'uomo, quello vero, il maschio è un essere superiore, robusto, muscoloso, che non si commuove per nulla. E' doveroso per lui disprezzare le donne, esseri inferiori, deboli, fragili, sentimentali, buone solo 'per scopare'.
Una sola donna fa eccezione: la madre, stimabile, rispettabile, protettrice e carezzevole nutrice. Ma anche asessuata, perciò non desiderabile e in ogni caso proibita.
Proprio perché idolatra la madre, l'uomo deve avvilire le donne. Se fossero adorabili come la madre, non gli sarebbe consentito toccarle. Se fossero degne di stima non potrebbero avere con loro un rapporto sessuale. Occorre dunque che siano delle puttane, o peggio ancora, degli oggetti. Lo svilimento della donna è la condizione indispensabile per sottrarsi al senso di colpa che deriva dall'incesto.
A partire da questa considerazione il maschilista distingue 2 categorie di donne. Le puttane, sessuate, desiderabili, afflitte da ogni sorta di difetti (seduttrici, cattive, sofisticate, volgari) sono 'appetibili'. Le donne-madri, asessuate, tabù, inibiscono invece la sua sessualità, visto che sono materne, amorevoli, sensibili, sentimentali, carezzevoli. Esiste pertanto un'antinomia fra sessualità e tenerezza. Non si può provare piacere con una donna tenera e materna. Quando nel rapporto uomo-donna entrano le carezze, la relazione perde immediatamente il suo aspetto sessuale. Il maschilista eviterà pertanto sia di accarezzare sia di venire accarezzato. «Mio padre, e credo anche il parroco, mi hanno più volte detto: 'Devi rispettare le ragazze... Basta che tu pensi che un giorno saranno delle madri, basta che tu pensi a tua madre...' Per avvicinarmi al seno di una donna o al suo sesso, devo pensare che sia una poco di buono.»
«Se una ragazza è gentile con me, svicolo. Non mi passerebbe mai per la testa di accarezzarla. Se mi accarezza lei, mi irrito, non mi verrebbe mai in mente di scoparla. Oppure dico che deve essere una sporcacciona. Le donnacce non possono essere delle madri.» (Dalle confidenze di un 'bullo').