SECONDA PARTE  

Sintesi del cammino spirituale e pastorale
Triennio 2001-2003  

«Quanti avevano conoscenza e intelligenza,
s’impegnarono a camminare nella legge di Dio
» (cf Ne 10, 29-30)  

Salvatore Martinez
Coordinatore nazionale  

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Prologo    

Questi giorni a Rimini rappresentano una degna preparazione di un passaggio assai importante che da gennaio tutti ci prepariamo a vivere: il rinnovo degli organi di servizio pastorale in seno al RnS.    Di triennio in triennio, questo appuntamento va acquisendo un respiro sempre più ampio: stiamo prendendo sempre più coscienza di essere un Corpo. Richiamando l’espressione di San Paolo agli Efesini possiamo dire: «un corpo ben compaginato e connesso, mediante la collaborazione di ogni giuntura, secondo l’energia propria di ogni membro» (cf Ef 4, 16).    Entriamo un istante nella metafora e attualizziamola.

Cristo è il capo di questo corpo, il RnS: tutto è orientato verso di Lui, tutto si compagina intorno alla Sua Parola, tutto si connette al Suo corpo mistico che è la Chiesa.
Le giunture che tengono unite le membra di questo corpo sono i nostri “organi di servizio pastorale” a cui spetta il compito di raccordare fra loro tutte le diverse membra del corpo.
Cosa significa, infine, secondo l’energia propria di ogni membro? In latino troviamo, in luogo della parola “energia” – che è sinonimo di “carisma” – la parola “operationem”.
Pertanto, membro del corpo è “ogni gruppo” – con le sue attività, le sue operazioni – e, al contempo, ogni singola sorella e fratello che lo compone e a cui lo Spirito ha assegnato un “carisma proprio”, per l’edificazione del gruppo stesso.  

Il RnS, allora, è un corpo in cui ciò che si “vede” è Cristo, il capo, e con esso la vita carismatica, ministeriale di ogni gruppo e comunità e di ogni singolo fratello che è parte di questo corpo. Gli organi di servizio pastorale, preziosissimi per tenere unite le diverse realtà di questo corpo, hanno una funzione “nascosta”, eppure indispensabile: le giunture, infatti, non sono visibili, ma senza di esse il corpo non starebbe in piedi.  

L’immagine paolina che abbiamo scelto, introduce questa seconda parte del mio intervento.   Siamo qui per verificare l’energia di questo corpo che è il nostro amato RnS, le operazioni di questo corpo, lo stato di salute spirituale e materiale di questo corpo, il lavoro delle giunture, dalle più piccole – pastorali di servizio – alla più grande, la più vistosa, il CNS e CN.   

Procederemo per aree tematiche, diciannove in tutto. Terremo, come punto di orientamento, anche i dati emersi dal Censimento presentato lo scorso anno; i due documenti pubblicati nel 2001 e  2002 (“Linee guida per gli animatori” e “Linee guida per i ministeri”);  e il Vademecum 2003: sono questi sussidi sempre validi, attuali, d’indirizzo pastorale che vi chiediamo di non trascurare e che qui, idealmente, ancora una volta vi consegniamo.  

Rinnovamento e… Pastoralità    

In questi anni va crescendo il senso di responsabilità dei fratelli e delle sorelle chiamati ad un servizio pastorale carismatico: cresce la consapevolezza che i fratelli vanno serviti con amore, puntualità, continuità, diligenza e sincerità; e con questa consapevolezza, è evidente, aumentano anche i sacrifici che il ministero pastorale esige.   Sono ormai ben delineate, dietro la “generica” espressione gruppo del RnS, tre diverse tipologie e quindi tre diverse realtà di pastorali di servizio:  

Accanto ai gruppi, abbiamo, poi, le comunità che obbediscono ad una “regola di vita” propria, liberamente accolta e vissuta dopo l’approvazione della regola stessa su cui la comunità si fonda. Non c’è dubbio che quanti hanno intrapreso un cammino in una comunità di vita o di alleanza hanno fatto l’opzione fondamentale di Cristo e ogni giorno la ratificano nel discernimento comunitario. Queste sorelle e fratelli, rappresentano una buona riserva d’impegno all’interno del RnS.  

La vita dei Comitati diocesani - laddove già esistono - e dei Comitati Regionali di Servizio è sempre più orientata al soddisfacimento delle effettive necessità dei gruppi che ci sono stati affidati, più che secondo i carismi e le inclinazioni proprie dei diversi responsabili. Si sta passando dall’occasionalità alla stabilità d’impegno, dal fatalismo carismatico alla presa di coscienza storica di un cammino che, pur nella diversità dei percorsi formativi e spirituali offerti, reclama comportamenti oggettivi.    Quanto al Comitato Nazionale di Servizio e al Consiglio Nazionale, la nostra povertà vi sta dinanzi. Le esigenze sono così tante e le forze così poche che si può solo rimanere stupiti di come il Signore tiene in piedi il RnS. Non posso, certo, trascurare di sottolineare il grande sacrificio che a tutti è richiesto, ad alcuni in modo particolare per i carismi ricevuti da Dio. L’amicizia, la libertà, la fraternità che respiriamo, la gioia di lavorare insieme è una grande benedizione di Dio che continuamente riceviamo.    

A tutti i responsabili qui presenti e a quelli che verranno, sento di poter ripetere, ancora una volta che “il gregge ha il volto del pastore” e al pastore è solo chiesto di spendersi per il gregge con l’unica forza possibile che proviene dall’amore. I nostri gruppi reclamano amore, i fratelli hanno il volto sfigurato dalle ferite d’amore provocate dal mondo. L’amore è la prima qualità che si richiede per essere “eletto” ad un servizio pastorale; senza l’amore non valiamo nulla e invalidiamo tutto ciò che di buono pensiamo di aver costruito. Il Signore ci cambi il cuore!  

Rinnovamento e… Carismi    

Non c’è dubbio che il profilo carismatico del RnS si sia indebolito rispetto all’ardore dei primi tempi. Tante le cause riconducibili a noi, nessuna da ricondurre allo Spirito che rimane immutabile e sempre in attività in mezzo a noi.   L’impressione che abbiamo maturato è che non si osa più come un tempo in cui la “novità dello Spirito” contagiava e spingeva tutti ad una santa “emulazione carismatica”. Carismatici si diventa praticando i carismi, non c’è altro modo; ma senza testimoni, non ci sarà mai discepolato per i nuovi, che avranno così sempre paura di “buttarsi” nelle braccia dello Spirito.    

Il carisma delle lingue ha avuto, grazie al Roveto ardente, una nuova fioritura, contribuendo a risvegliare la fede carismatica in alcuni ministeri (animazione della preghiera, intercessione per i sofferenti). Bisogna insistere di più sulla realtà della guarigione interiore e della liberazione, ricordando che il gruppo è sempre “terapeutico” con Gesù presente. Se non curiamo i fratelli, saremo un esercito “malato” che difficilmente resta in piedi nella grande sfida con il mondo.  

Circa il carisma della profezia, il discorso è ormai sempre più da esplicitare in una triplice direzione; è bene ricordarla, perché quando si parla di “profezia” abbiamo a capire in che modo siamo profeti per il nostro Dio, cosa significa che il RnS è un “movimento profetico”:  

Rinnovamento e… Ministeri  

Provvidenziale è stata l’individuazione di due “grandi aree” di riferimento per raggruppare i diversi ministeri attivi in seno al RnS, al solo scopo di farli collaborare con maggiore intensità e non farli sentire come “realtà a se stanti”, distanti l’uno dall’altro, ma “uno per l’altro”, uno “nell’altro”: i ministeri di animazione e i ministeri di evangelizzazione.  

Chi è animatore all’interno di un ministero, per l’impegno richiesto dal ministero stesso, tende ad assolutizzare il proprio servizio e ritiene che il “gruppo sia per lui” e non “lui per il gruppo”. Per promuovere una formazione ministeriale e carismatica che aiuti a superare una certa rigidezza dei ministeri, abbiamo iniziato a farli lavorare insieme e a “pensare” al loro servizio in modo più ampio e meno autoreferenziale.  

Occorre, poi, dire che la ministerialità carismatica è, ad oggi, quasi esclusivamente orientata all’interno dei gruppi o a servizio degli eventi locali, regionali e nazionali; ciò determina molto spesso tensioni e contrapposizioni con il ministero pastorale che, talvolta in modo semplicistico, riduce e limita la vita ministeriale. In realtà bisogna orientare l’impegno dei ministeri, a nome del gruppo, soprattutto verso tutto ciò che “non è ancora RnS”, al di fuori del gruppo, perché attraverso la ministerialità carismatica il RnS possa diffondersi. Tutti i ministeri, sia di animazione che di evangelizzazione, possono e devono promuovere vita carismatica fuori dal gruppo, in modo particolare nelle parrocchie e nella chiesa locale.    

Una menzione speciale, per l’anzianità conseguita, merita il Ministero Nazionale della Musica e del Canto: un servizio unico al mondo in ambiente cattolico che è diventato motivo d’esempio in tante altre nazioni; una “scuola di discepolato carismatico” dalla quale sono venuti fuori buona parte degli attuali responsabili del RnS a vari livelli e che speriamo… non abbassi mai la guardia della santità!  

Rinnovamento e… Famiglie    

Certamente questo binomio è stata una delle più belle acquisizioni del nostro recente cammino, un segno di chiara maturità ecclesiale. Un’opera che lo Spirito ha promosso dal “basso” e non come iniziativa del CNS; una realtà che come un mare in piena è via via cresciuta fino… “all’alta marea” di Piazza del Popolo. Dal 2000 il cammino va consolidandosi nelle Regioni e nelle Diocesi; aumenta il numero di fratelli del RnS responsabili di uffici di pastorale familiare delle Diocesi, segno che il binomio “Spirito Santo – famiglia” è sempre più sentito e che noi possiamo darne testimonianza.    Ma ancora molto si può e si deve fare: dietro ogni fratello e sorella del RnS c’è una famiglia che possiamo evangelizzare; una famiglia da consolare, da aiutare nella preghiera. Basta solo prenderne atto... Che dire poi della pastorale dei fidanzati ai quali il seminario di vita nuova – d’intesa con i parroci – può essere certamente proposto. Chi lo ha già fatto sta godendo di frutti molto consolanti.   Attenzione: Satana ha decretato in modo inequivocabile lotta tremenda alla famiglia, alla morale cattolica, al sacramento del matrimonio. Sta reclutando, in Italia e nella cristiana Europa,  consapevoli e soprattutto inconsapevoli collaboratori da ogni ambiente economico, politico, sociale e culturale che sembrano muoversi con l’intento di abbattere la famiglia cristiana. Il RnS può rappresentare su questo tema uno dei motivi di maggiore speranza e aiuto per la Chiesa. Certamente il lavoro che svolgiamo per le famiglie, addirittura con una Casa a Loreto a nostra disposizione, è un unicum nel RnS a livello internazionale: infatti, se molto si fa per i giovani, quasi nulla per le famiglie. Coraggio, insistiamo e perseveriamo!  

Rinnovamento e… Bambini

 I bambini nel RnS sono la gioia del mio cuore, spero anche del vostro. Abbiamo ancora molto da fare per diventare come loro, ma non abbiamo altra scelta. Gesù non ci ha dato altra possibilità: o come loro o non si entra in cielo! Il segreto dei nostri bambini è la “serietà” con la quale abbracciano Gesù: senza malizia, senza vergogna, con integrità.    

Da quando li abbiamo messi un po’ più nei nostri pensieri, stanno contagiando con il loro entusiasmo i nostri gruppi; addirittura, in taluni casi, salvando il matrimonio dei loro genitori. Non si tratta, appena, di coinvolgerli nei nostri Meeting, che sono una benedizione, ma investire con pazienza su di loro, educandoli da piccoli ad esercitare i carismi. I bambini dipendono da noi totalmente: se li inzuppiamo di bene, di sogni d’amore rilasceranno presto, come spugne, tutta l’acqua viva che hanno ricevuto sui nostri Gruppi e il RnS avrà un futuro, la Chiesa avrà nuovi santi, famiglie sante.    

I bambini restano il modo migliore per portare al RnS famiglie intere e ripopolare i gruppi: se siete a corto di idee e vedete le vie d’evangelizzazione bloccate, imboccate la strada dei bambini ed essi stessi vi porteranno i loro genitori “in braccio!”.  

Rinnovamento e… Giovani    

“Giovani si rimane dentro” (Giovanni Paolo II, Toronto 2002); “immagine della perenne giovinezza della Chiesa è il RnS” (Paolo VI, Roma, Pentecoste 1975): ma se nel gruppo mancano i giovani ,“anagraficamente intesi”, la loro assenza si avverte.  

 In questi anni, di pari passo con l’ambito della famiglia, anche i giovani stanno maturando la coscienza di un impegno ecclesiale maggiore. La grande debolezza, infatti, delle nuove generazioni condizionate dal “nullismo” e dal “consumismo” imperanti, è rifuggire dall’impegno e avere paura del futuro; per cui è meglio rinviare ogni decisione, anche quella di fare sul serio con Gesù.    

Grazie a Dio, il lavoro con i giovani e per i giovani di questo ultimo triennio sta registrando un incremento qualitativo e quantitativo riscontrabile praticamente un po’ ovunque, che fa assai ben sperare. Occorre che i più anziani si dedichino con maggiore pazienza ai giovani senza presumere che siano attrezzati spiritualmente. Oggi, l’identità cattolica si è molto indebolita e i nostri giovani ne sono espressione. Pertanto, o prendiamo sul serio la loro presenza e promuoviamo per loro un cammino comunitario serio - fatto non di deleghe sulla buona volontà o per gratificarli, ma sulla conversione della loro vita a Gesù - oppure i giovani cresceranno deboli e diventeranno guide deboli dei nostri Gruppi.    

Guai a dimenticare che i giovani sono una risorsa sulla quale investire: non vengano parcheggiati a vita in un ministero. Occorrono forze pastorali nuove, con l’entusiasmo proprio dei giovani, da affiancare agli anziani, giovani da impegnare prima che sia troppo tardi, e cioè, prima che dedichino tutte le loro migliori energie per le occupazioni del mondo e non avere più tempo per il Regno di Dio.

Rinnovamento e… “Anziani”    

Più il RnS “invecchia” con il passare degli anni, è più ha la possibilità di rimanere “giovane” se non trascurerà di valorizzare gli anziani. Tutti noi, del resto, un giorno saremo annoverati in questa categoria; pertanto, è cosa buona che ciascuno si prodighi per tenere viva e presente la “memoria” del RnS ricorrendo al sostegno spirituale e all’impegno fattivo degli anziani nel cammino del RnS.    

Penso ai sacerdoti, ma anche ai laici che hanno già svolto una funzione pastorale con zelo e buoni frutti. È vero che alcuni tendono ad isolarsi, che altri vogliono “riposare”, che altri ancora sono mossi da “nostalgie carismatiche” o da “iniziative personali”; ma non bisogna mai perdere di vista gli anziani e con discernimento saperli coinvolgere soprattutto nelle opere del RnS sempre più crescenti (cioè ministeri, missioni), nella diffusione del RnS (cioè fondazione di nuovi gruppi e formazione) piuttosto che nella “manutenzione” del RnS (cioè riferimento alla sola vita pastorale e organizzativa).
  
Qualcosa di buono va costruendosi, ma dobbiamo fare tutti di più:
chi attualmente ha una responsabilità pastorale, s’impegni a non trascurare di coinvolgere gli anziani del gruppo o comunità valorizzando l’esperienza e i carismi specifici per cui essi sono conosciuti tra i fratelli e possono ancora servirli seppure con un impegno non stabile;
gli anziani, invece, abbiamo l’umiltà di servire il RnS che vive nel terzo millennio, senza idealizzarne altri, accettando di stare insieme ad animatori e responsabili più giovani, camminando con loro senza fare confronti e trasmettendo gioia e serenità.  

Rinnovamento e… Sacerdoti    

Questo è uno degli scogli del nostro futuro. La presenza dei sacerdoti, negli ultimi anni, si è stabilizzata, anzi tende a diminuire: dobbiamo invertire questo andamento e non perdere tempo. Se il RnS ha conseguito la storia che oggi noi testimoniamo, lo si deve ad una “classe sacerdotale” che alle origini impiantò il RnS in Italia con una passione, con una capacità pastorale, con uno slancio carismatico davvero unico al mondo. Ricordare i nomi e i volti di questi “padri fondatori”, che quasi ogni gruppo o comunità d’Italia ha avuto, riempie ancora oggi il mio cuore di commozione.    

Molti di essi sono ormai in cielo, altri sono fra noi infermi o davvero avanti negli anni: chi e quanti sacerdoti hanno emulato il loro santo esempio? Non molti. Certo, i tempi sono cambiati, il sacerdote oggi è oberato da mille incombenze che lo incatenano e non gli permettono di “muoversi” liberamente come un tempo più facilmente avveniva. Ma, constatiamo, che c’è una ragione un po’ più profonda: è diminuito il numero dei sacerdoti che ha fatto del RnS una “ragione di vita nuova”, una scommessa per la quale vale la pena perdere la faccia; molti accettano pure di rivestire ruoli di accompagnamento spirituale, pochi sono disposti a far divenire il loro ministero sacerdotale una nuova fonte di carismi e d’impegno carismatico.    

Anche noi laici, dobbiamo stare attenti a ritenere che il sacerdote possa avere la nostra stessa mobilità per assolvere a tutti gli impegni pastorali e formativi che il nostro cammino propone a livello locale, regionale, nazionale: se fosse questo il metro di misura della disponibilità e della capacità sacerdotale cadremmo in errore, dal momento che il sacerdote deve muoversi prevalentemente nel territorio diocesano, salvo le dispense e le richieste concordate con il Vescovo.
In realtà noi, qui, parliamo del coinvolgimento carismatico del sacerdote proprio a livello locale, nel gruppo e nella Diocesi, dove il RnS va testimoniato a viso aperto, difeso e incrementato senza reticenze.    

Bisogna tornare a corteggiare altri, nuovi sacerdoti, proporre loro il seminario di vita nuova e inserirli in contesti carismatici che tocchino il loro cuore. In questi ultimi anni, il CNS ha cercato d’individuare alcune iniziative a sostegno di questa causa, ridisegnando il “Convegno sacerdotale nazionale”, ma soprattutto promuovendo una “Fraternità sacerdotale” all’interno del RnS che dal prossimo triennio speriamo entri nel vivo di questa sfida e ci dia una mano a vincerla.    

Rinnovamento e… Parrocchia    

I nostri Vescovi, appena due settimane or sono, hanno celebrato la loro semestrale Assemblea Generale ad Assisi sul tema della Parrocchia. Siamo stati invitati a partecipare, insieme a pochissime altre realtà ecclesiali presenti in Italia; vogliamo, qui, precisare e ribadire il nostro ruolo nelle nostre Chiese e non perdere di vista la nostra identità storica.    

Intanto ricordiamo che il RnS non è un movimento parrocchiale, della parrocchia per la parrocchia; per sua natura il RnS è costituito da gruppi e comunità non necessariamente legati all’ambito parrocchiale, tanto nella presenza, quanto nella tipologia dei partecipanti al gruppo. Del resto, poi, le finalità del Rinnovamento non si esauriscono o si identificano con il programma pastorale del parroco.    

È bene ricordare che dal Concilio la linea ecclesiologica non è “Movimenti – parrocchia”, ma “Movimenti – Chiesa locale”; ancora più precisamente “I movimenti «nella» Chiesa locale e «dalla» Chiesa locale «per» la Chiesa universale.    

Il tema è troppo rilevante per non ricorrere al Magistero a suffragio di questa linea evolutiva post conciliare. Due i documenti di riferimento “Le Aggregazioni Laicali nella Chiesa” e la “Christifideles laici” di Giovanni Paolo II.  

Intanto va puntualizzato il primato della diocesi sulla parrocchia:
“Poiché il mistero della Chiesa è presente nelle Chiese particolari, queste sono per tutte le aggregazioni il luogo primo e immediato  dove normalmente vivere la comunione e assolvere il compito di evangelizzazione con un respiro sempre più cattolico... In concreto  questo comporta che si impegnino a convergere nelle scelte pastorali della Chiesa in Italia e della propria Chiesa particolare, al cui piano pastorale offrono il contributo della loro esperienza con la peculiarità del proprio stile comunitario” (Le Aggregazioni Laicali nella Chiesa, n. 34).  

Al numero 35 del suddetto documento si richiede come impegno imprescindibile da parte delle aggregazioni laicali, per quanto concerne la parrocchia, di partecipare alla celebrazione eucaristica.  

Al numero 36 si afferma:
“Per parte loro le Chiese particolari, ed in esse le parrocchie, sono chiamate a riconoscere il valore delle nuove esperienze di vita cristiana, ad accoglierle, a promuoverne la crescita e in spirito di comunione, ad aprire loro gli spazi necessari ad esprimere i rispettivi itinerari educativi e metodologie, a favorire, incoraggiare e sostenere la loro partecipazione secondo il loro diritto… Le diocesi e le parrocchie, d’altra parte, non possono considerare il loro rapporto con le aggregazioni dei fedeli prescindendo dalla dimensione sopradiocesana e anche internazionale che è propria di molte di esse. Non mancheranno, dunque, di riferirsi al discernimento e all’intervento della Santa Sede circa le aggregazioni internazionali di fedeli”.  

Nella Christifideles laici, Giovanni Paolo II approfondisce il tema della partecipazione dei fedeli laici alla vita della Chiesa-comunione; in particolare ai numeri 25. 26. 27. entra nel merito della partecipazione dei movimenti alla vita diocesana e della parrocchia. Anche qui ciò che appare “vincolante” è la partecipazione delle aggregazioni laicali alla celebrazione Eucaristica e “l’impegno personale” che ciascun battezzato è chiamato a svolgere nella parrocchia (cf. n. 28).  

Al n. 25 il Papa ribadisce :
 “Le aggregazioni laicali coltivino costantemente il senso della diocesi, di cui la parrocchia è come una cellula, sempre pronti, all’invito del loro Pastore, ad unire anche le proprie forze alle iniziative diocesane. Anzi, per venire incontro alle necessità delle città e delle zone rurali, non limitino la loro propria cooperazione entro i confini della parrocchia o della diocesi, ma procurino di allargarla all’ambito interparrocchiale, interdiocesano, nazionale o internazionale”.    Pertanto, come ho già avuto modo di esprimere al card. Ruini, il modello di “pastorale integrata” che i nostri Vescovi propongono per la parrocchia, non deve significare “livellamento”, omogeneizzazione di tutte le diversità carismatiche, addirittura subordinazione del cammino proprio di un movimento approvato a livello nazionale e internazionale alla buona volontà di un parroco e alla sua disponibilità. Sarebbe la stasi e l’uniformità più totale.    Sta a noi, in modo creativo, sapere essere presenti nelle parrocchie a titolo personale – concordando il tipo d’impegno che non ci impedisca di portare avanti “a pieno ritmo” il cammino del RnS - e come gruppo, stabilendo intanto a livello diocesano – con il Vescovo – e successivamente con il parroco “cosa” il RnS può fare nelle parrocchie secondo le possibilità proprie del Movimento. Per far questo, bisogna tenere presente che chi svolge una funzione pastorale all’interno del gruppo è bene che non subordini la disponibilità a servire i fratelli agli impegni parrocchiali. Esistono, infatti, molti gruppi in cui l’impegno in parrocchia è garantito soprattutto dai membri del pastorale di servizio, mentre gli stessi impegni potrebbero essere delegati ad altri fratelli che in tal modo verrebbero anche valorizzati.   

Rinnovamento e… Diocesi    

La “Diocesi” è il vero ambito in cui si gioca il nostro futuro ecclesiale. Su questo tema il CN è stato particolarmente impegnato nel triennio che concludiamo, così da discernere gli equilibri ecclesiali del RnS a partire dall’anno 2004. Pertanto, nel Regolamento, ad esplicitazione di quanto già annunciato nello Statuto, si è stabilito per tutte le Regioni d’Italia la costituzione del livello diocesano, che prevederà la presenza di un coordinatore e nel caso di un numero di gruppi superiore a dieci anche di un Comitato diocesano.    

Gesù vive nella Sua Chiesa che ha la forma particolare della Diocesi; anche il RnS se vuole vivere come movimento ecclesiale non può più ritardare la scelta preferenziale della Diocesi.    

Nelle Regioni in cui questo criterio è stato esperimentato, con tutta la gradualità necessaria, si riscontra un RnS più unito, più attento a corrispondere alle esigenze del Vescovo, più dinamico nell’evangelizzazione e nell’opera di rinnovamento della vita ecclesiale stessa.    Del resto, con l’approvazione definitiva del RnS, i nostri Vescovi chiedono la nostra presenza: questa non può essere assicurata da qualcuno e a titolo personale, ma dal RnS e dai fratelli che il Signore chiamerà a questo servizio. Bisogna benedire il Signore perché cresce il numero dei Vescovi che si aprono ad una conoscenza esperienziale del RnS, che sempre più lo coinvolgono nelle iniziative diocesane, che rispettano il nostro cammino e lo difendono – al momento opportuno – da tante altre iniziative carismatiche non sempre ortodosse.    

Come dimenticare la grande gioia dello scorso anno, in occasione del trentesimo anno di nascita del Rinnovamento in Italia e della definitiva approvazione dello Statuto! 14 marzo 2002: da una parte Giovanni Paolo II, dall’altra i vescovi del Consiglio Permanente della CEI rappresentati dal card. Ruini; Palazzi Vaticani al mattino e Basilica di San Giovanni in Laterano al pomeriggio; una giornata che sempre dobbiamo ricordare con stupore.    

Parlando del livello diocesano, non dobbiamo pensare ad una duplicazione del Comitato Regionale di Servizio: le cose devono essere tenute ben distinte.  

I Comitati Regionali saranno sempre più a servizio delle Diocesi e dei gruppi nell’opera di formazione, di accompagnamento nella creazione di nuovi gruppi, nel favorire la crescita nella ministerialità carismatica.
In Diocesi, invece, si evidenzierà la dimensione pastorale del RnS, a sostegno dei programmi dei singoli Vescovi. Del resto, il RnS non vive negli organi di servizio pastorale, ma nei gruppi e nelle comunità e questi sono inseriti in una Chiesa locale. Sarà cura, allora, dei Coordinatori e dei Comitati Diocesani, favorire la maggiore comunione possibile tra tutti i gruppi e comunità della Diocesi; fare in modo che i gruppi più ricchi di doni sostengano i più poveri; che il RnS possa promuovere alcune iniziative di preghiera e di evangelizzazione che favoriscano una migliore e maggiore accoglienza del RnS stesso in Diocesi, specie in quei campi  che appaiono più trascurati (adorazione eucaristica, intercessione per i sofferenti, animazione liturgica…).    

Allora, in vista delle prossime elezioni, abbiamo cura di saper scegliere per le nostre Diocesi fratelli capaci di rappresentare davanti ai nostri Vescovi e ai parroci un RnS maturo e unito.  

Rinnovamento e… Rapporto “Gruppi e Comunità”

Con l’approvazione definitiva dello Statuto, che ricordo era già perfettamente valido e in vigore dal 1996, e la lettera d’accompagnamento del Segretario generale della CEI - in cui mons. Betori presentava la scelta dei Vescovi italiani di riconoscere (cioè approvare) il RnS come la realtà storica a diffusione nazionale che per prima e con modalità ben rispondenti ai criteri di ecclesialità della Chiesa Cattolica ha attuato in Italia la grazia del Rinnovamento Carismatico Cattolico – si sono determinate due tendenze non previste riguardo alle comunità. Più precisamente, le comunità che sono fuori dall’Associazione RnS e quelle che sono parte dell’Associazione RnS.  

Per ciò che attiene alle comunità “fuori” dal RnS, ci si sarebbe potuto aspettare una reazione negativa. In realtà hanno accettato un dato ormai consolidato e, quelle approvate dai loro Vescovi a livello diocesano, hanno proseguito con il RnS quel cammino di amicizia, di reciproco sostegno, di lealtà che dal 1999, proprio qui a Rimini ebbe inizio, quando invitammo tutte le diverse “sigle carismatiche” presenti in Italia a vivere un momento di riconciliazione e, per nostra parte, chiedemmo perdono per le offese che avevamo potuto provocare. In talune Regioni e in riferimento ad alcune di queste espressioni comunitarie, qualche difficoltà permane, ma quando prevale il buon senso e un po’ di umiltà le “acque facilmente si placano”.  

Per ciò che attiene alle comunità “dentro” il RnS, cioè quelle Comunità che insieme ai gruppi fanno parte dell’Associazione RnS, la costituiscono, ne rappresentano il cammino storico, ebbene tra alcune di queste è serpeggiato un ingiustificabile quanto immotivato malumore, dal momento che le comunità all’interno del RnS hanno piena e totale libertà d’espressione, di diffusione, non subordinano i loro programmi a quelli del Consiglio Nazionale, procedono addirittura all’elezione dei responsabili propri obbedendo ad una normativa distinta rispetto a quella seguita dai Gruppi, pur assumendo ogni possibile incarico elettivo in seno all’Associazione tutta.  

Pertanto, non so cosa si possa desiderare di più e di meglio. È bene, poi, che ricordiamo a noi stessi che non esistono problemi di inconciliabilità tra lo Statuto dell’Associazione e quello delle singole Comunità, fossero anche questi statuti comunitari approvati prima di quello Nazionale. La CEI, infatti, con lo Statuto del RnS non ha approvato una “confederazione di gruppi e comunità”, ognuno con una propria storia contrapposta all’altra o addirittura in competizione con le altre per l’espansione; la nostra è una Associazione “di fedeli”: non contano tessere o sigle comunitarie per stare dentro il RnS. Conta la preghiera d’effusione; poi ognuno decide liberamente “come” associarsi, cioè come partecipare alla vita del RnS: chi nel gruppo, chi nella comunità d’alleanza, chi nella comunità di vita.  

Nella dignità, tutte le forme di vita associativa sono legittime e hanno diritto di essere rappresentate nell’Associazione; è nell’impegno, piuttosto, che si evidenzia la differenza tra gruppi e comunità. Infatti, insieme, gruppi e comunità concorrono alla definizione delle direttive nazionali, ma ciascuno – per il grado di maturità e per i carismi ricevuti – attua la grazia del Rinnovamento con impegni diversi; i membri delle Comunità con una regola sancita dall’approvazione del Vescovo.  

Non cadiamo nella trappola del diavolo che suscita inutili confusioni per creare disunione. Non c’è ragione di fare improduttive distinzioni tra gruppi e comunità, al fine di verificarne “il valore”. È tempo piuttosto di far valere la nostra unità per evangelizzare; spendiamo troppo tempo per prenderci cura delle nostre strutture, quasi che il fine del RnS sia tenerle in vita: sono solo un mezzo per diffondere la grazia del RnS.  

Le comunità sono un dono assai prezioso e una riserva di spiritualità e di carismi di cui non ci si può privare; ma se questa ricchezza non si coniuga con l’umiltà e con la ricerca del bene comune, allora il rischio di cammini paralleli sarà sempre in agguato.  

Ci auguriamo, vivamente, allora, che su questo tema nessuno abbia a strumentalizzare il discernimento dei nostri Vescovi, né a forzarlo; tanto meno tentare di riscrivere la nostra storia di reciprocità che ha fatto da trent’anni camminare insieme gruppi e comunità, magari disorientando i nostri fratelli e presentando così un RnS frammentato in se stesso o paralizzato nella sua vita spirituale.    

Rinnovamento e… Formazione – Evangelizzazione - Missione    

Non smetteremo mai di ringraziare lo Spirito Santo per la formazione che il RnS produce a livello locale, regionale, nazionale, con un’attenzione differenziata ai vari stati di vita cristiana e di crescita spirituale e carismatica, con ampio risalto dato alla dimensione pastorale e alla nuova evangelizzazione. Non dimenticherò mai le parole del card. Stafford quando, esaminato il nostro Vademecum, nel 2000 esclamò: “è il progetto di formazione cristiana più completo che abbia mai visionato nella mia esperienza di Vescovo”.    

In effetti, impressiona il numero di iniziative, di eventi, di corsi che il RnS riesce a produrre in un anno e il coinvolgimento attivo di formatori e di testimoni che si prodigano. Un vero patrimonio, che non ha pari nelle altre realtà nazionali del Rinnovamento. Il Vademecum, poi, è uno strumento preziosissimo per “presentare” il RnS e autenticare l’ecclesialità e la bontà del nostro cammino.    

Mediante questo cammino di formazione unitaria, il RnS non perde la sua identità carismatica cattolica, ma la trasmette alle nuove generazioni, svincolando il RnS dal rischio del pressappochismo e dei personalismi. A sostegno di questa fondamentale attività è certamente da ricordare la grande importanza che svolgono le nostre riviste e i libri che vengono stampati dalla Edizioni RnS proprio a sostegno del progetto unitario di formazione promosso dal CNS.    

Si avverte, al contempo, la necessità che tanta formazione abbia sbocchi più evidenti sul piano comunitario, specie in risposta alle esigenze missionarie e di nuova evangelizzazione che il Papa e i Vescovi reclamano. La formazione non deve essere finalizzata soltanto alla maturazione spirituale di chi vi partecipa, ma per il tramite dei fratelli formati deve tendere all’espansione del Regno di Dio e alla maggiore diffusione della grazia del RnS. I responsabili siano più attenti a queste priorità e valorizzino maggiormente le sorelle e i fratelli che s’impegnano nel partecipare ai corsi di formazione.  

Rinnovamento e… Missione Moldavia    

Con l’avvio della Missione del RnS in Moldavia e l’invio del primo nucleo missionario benedetto da Giovanni Paolo II e dal card. Ruini, il RnS ha confermato una nota distintiva di maturità ecclesiale. Non solo Cenacolo, ma annuncio del Vangelo e testimonianza della carità fino agli estremi confini della terra. E allora è davvero Pentecoste! Ad un anno e mezzo dall’inizio della nostra presenza a Chisinau, non possiamo non ringraziare il Signore per il tanto bene che ci ha concesso di seminare e per il sostegno che tutto il RnS sta assicurando a questa nostra attività missionaria.    

Ma la sfida missionaria, soprattutto nell’Est post comunista, è davvero tra le più ardue a livello planetario. Anche noi ne stiamo constatando tutta la portata; il diavolo, poi, non ha mancato di provarci e di fiaccare i nostri primi missionari in ogni modo possibile.    Per ragioni varie, con l’inizio del prossimo anno, solo Nilla dei primi cinque missionari proseguirà il suo servizio; e, così, mentre alcuni rientrano – e di cuore li ringraziamo (Francesco, Luigi, Angela, Lina) - altri sono pronti a partire o si aggiungeranno in primavera dopo un tempo di preparazione. Certo c’è bisogno di stabilità per dare continuità al lavoro iniziato e alle tante attese di un giovane Vescovo che non ha chiesto un gruppo o una comunità del RnS, ma che il RnS aiutasse a fondare la Chiesa cattolica in Moldavia: un fatto sconvolgente, quasi disarmante, al quale possiamo, come Maria, dire solo “fiat”.    

Vi preghiamo di mettervi in ascolto dello Spirito: non servono solo denari e mezzi tecnici, ma soprattutto vite, cuori che sentono la chiamata missionaria e vogliono dedicare la loro vita al servizio dei poveri e all’annuncio del Vangelo: la strada è già spianata; alcuni fratelli hanno fatto da precursori; adesso lo Spirito ha bisogno di altri strumenti, forse proprio di te che devi solo dire “sì” e lasciare allo Spirito il potere di fare il resto.      

Rinnovamento e… Cultura e Società    

Questa nostra Italia, questa nostra Europa è entrata nel Terzo Millennio con il Giubileo che osannava Cristo; ma dopo il Giubileo, la stessa folla che lo ha acclamato sembra voglia farlo scendere dalla barca e proseguire la navigazione senza di Lui. Come a Gerusalemme, la storia si ripete: non c’è spazio per Cristo, morte a Cristo! C’è bisogno di una “nuova Pentecoste” che investa la nostra società e la cultura dominante e la fecondi dal di dentro.    

Vorrei ricordare che il Papa, lo scorso anno ha affidato al RnS una missione: diffondere  la “cultura della Pentecoste”! Stiamo lavorando su questa consegna; ringraziamo Dio per molte sorelle e fratelli del RnS che in alcuni ministeri specifici (impegno sociale, università, volontariato, Forum delle Associazioni familiari) si stanno prodigando per rendere visibile la fiamma dello Spirito dove il fuoco sta spegnendosi. Tutti possiamo diventare costruttori della “città dello Spirito”, “cittadini dello Spirito” come ci definì Giovanni Paolo II nel 1998. Ognuno di noi ha un ruolo nella società e ciascuno può diventare missionario della cultura della Pentecoste rispondendo a questo appello.    Vi preghiamo di non trascurare questa prospettiva futura; certamente ci saranno iniziative significative negli anni a venire per far sentire alla nostra Italia che noi siamo di Cristo, che Cristo non si tocca, che vogliamo per i nostri figli una società, una cultura che non perda i valori dello Spirito.  

Rinnovamento e… Roveto Ardente    

Il progetto Roveto Ardente, iniziato nella Cappella di via degli Olmi alla fine del 1997, ha avuto la sua consacrazione ufficiale con la Conferenza Animatori di Fiuggi del 2001. Ora, questa iniziativa di risveglio carismatico ha trovato una sua esplicitazione in tutta Europa, divenendo un progetto comune per il Rinnovamento degli Stati  europei. La lettera autografa del Papa dello scorso anno ha ulteriormente convinto i Vescovi del valore di questa “adorazione eucaristica con animazione carismatica”, così che molti hanno iniziato a chiedere al RnS “Roveti ardenti” nelle loro Diocesi.    

Attenti a pensare che il Roveto ardente sia appena un’iniziativa di preghiera: è un’opera di evangelizzazione, perché risveglia l’entusiasmo per Gesù Eucaristia, riporta la gente nelle chiese a pregare, ripropone l’attualità dei carismi. Coraggio, il terreno è già stato arato; occorre seminare: in ogni diocesi, in ogni città – se solo vogliamo – c’è spazio per un Roveto Ardente. Il momento ideale, per tutti, resta sempre la Novena di Pentecoste di cui il RnS si è riappropriato, ma una volta partiti, la fantasia dello Spirito ci farà portare “Roveti” anche in luoghi che non immaginiamo.    

Rinnovamento e… Casa Famiglia di Nazareth    

Sia benedetto il Signore che ispirò a mons. Comastri di metterci nelle mani la Casa di Loreto da dedicare alla formazione e all’evangelizzazione delle famiglie. Una Casa per il RnS dove lavorare in collaborazione con la CEI, del Vaticano e veicolare, in modo così autorevole, la nostra spiritualità carismatica; ma anche un luogo per le nostre famiglie quando vogliono ritrovare un po’ d’intimità e di riposo.    

Lode al Signore perché, dopo i primi due anni di passivo economico, quest’anno il bilancio della Casa sarà chiuso in pareggio. È un risultato che premia la nostra fede e che mi spinge a  ringraziare quanti di voi si sono prodigati per far conoscere la nostra Casa di Loreto e soprattutto quanti l’hanno voluta abitare anche solo per un giorno.    

Maria, la vera padrona di Casa, vi ottenga ogni merito per avere visitato e custodito la sua dimora, la dimora della sacra famiglia di Nazareth.  

Rinnovamento e… Santuari Mariani    

Parlando di Maria, non possiamo trascurare questa nuova via di evangelizzazione che insieme al Roveto Ardente e alla Missione in Moldavia hanno caratterizzato questo triennio:  “l’evangelizzazione nei Santuari mariani”. L’avvio è stato buono, ma non tutti hanno perseverato. L’animazione in questi luoghi dello Spirito dove accorrono tanti fedeli in cerca di miracoli -guarigioni, conversioni, richieste di grazie – è un terreno assolutamente congeniale per la nostra spiritualità carismatica. Ogni santuario può diventare una “piccola Rimini” dove ogni fratello del RnS può diventare protagonista, dove i nostri carismi e ministeri possono essere esercitati perché il clima di fede che si riscontra nei santuari è ideale alla testimonianza del RnS.    E poi c’è Maria, la migliore alleata del RnS, la migliore sponsor del RnS: basta solo metterla al lavoro e verificare i frutti della sua presenza. Invitiamo, tutti, a partire dalle Diocesi, a ritrovare in questa “via mariana”, come ci ha ricordato il Papa con la lettera “Rosarium Virginis Mariae”, la via privilegiata della nuova evangelizzazione, la via dei laici, la via dei carismi.

Rinnovamento e… Scuole permanenti    

Accanto al  “Villaggio Paolo VI” del Gaver, che rappresenta ormai un punto di riferimento nazionale per la formazione di evangelizzatori e per la promozione di metodologie per l’evangelizzazione, in questo triennio registriamo in modo crescente la richiesta di due “scuole permanenti”: la scuola di vita carismatica e la scuola di vita pastorale.  

Dopo il buon esito dei weekend promossi nel 2002 e nel 2003, abbiamo constatato il bisogno di moltiplicare gli sforzi in questa direzione perché il “deposito” specifico del RnS non venga trascurato e sia trasmesso alle nuove generazioni di animatori e di responsabili. Pertanto, a partire dal prossimo anno, verranno poste le basi perché dal 2005 le due scuole di vita carismatica e pastorale possano diventare due centri permanenti di formazione specifica alla grazia del RnS.  

Rinnovamento e… Sostentamento economico  

 Lo scorso anno, in questa stessa sede, il CNS vi rese partecipi dell’andamento generale della situazione economica in capo a tutte le attività, le strutture, le sedi, le missioni, i ministeri del RnS. A conclusione della Conferenza Animatori dello scorso anno, ricorderete, inviammo una lettera circolare per promuovere la campagna di sostentamento economico, fissando l’obiettivo medio di riferimento in 10 Euro l’anno per ogni fratello partecipante ai gruppi e comunità; si disse – per esemplificare – “un caffè al mese per il coordinatore nazionale e regionale”. S’indicò, poi, nella data del 14 marzo una “giornata di ringraziamento speciale” per promuovere iniziative volte a raccogliere fondi per il RnS.  

Ad un anno di distanza possiamo dire che un miglioramento delle offerte dei singoli e dei gruppi si è registrato, ma questa assunzione di responsabilità da parte di tutti deve ancora maturare.  Il dato delle liberalità – comprendente oltre che le offerte anche la questua dei due appuntamenti di Rimini - si è quasi duplicato: siamo, cioè, passati dai 280.000 euro del 2002 ai 480.000 euro di quest’anno; ma, come ben potete considerare, siamo ancora molto al di sotto delle nostre reali possibilità, così che restano pochi, alla fine, che danno molto partecipando attivamente alla vita del RnS e molti che danno pochissimo o niente.    

In realtà, questo incremento di quasi 400.000.000 delle vecchie lire - unitamente ad altre iniziative intraprese dalla CEI a nostro vantaggio per colmare una esposizione economica del RnS, legata all’organizzazione assicurata dal RnS per il Giubileo - ci ha permesso di abbattere il deficit che lo scorso anno avevamo evidenziato. Il Signore ha benedetto la nostra pazienza e le nostre sofferenze, ma non possiamo trascurare questo aspetto così importante della nostra vita comunitaria per il quale alcuni di noi, a nome di tutti, si sono esposti e si espongono oltremodo. Le esigenze economiche sono tante, continue.    

Grazie per quello che state facendo, ma la questione deve essere assunta con maggiore attenzione dai coordinatori ai vari livelli ai quali chiediamo di promuovere con molta semplicità e trasparenza il senso di appartenenza e la generosità verso il mantenimento della propria “famiglia spirituale”, senza delegare al coordinatore nazionale e al CNS la responsabilità di far fronte a mille esigenze organizzative e amministrative, magari costringendoli a ricorrere all’aiuto oneroso delle banche, piuttosto che confidare sull’obolo volontario che tutti i fratelli possono, devono assicurare al Movimento.  

Epilogo    

A conclusione di questa esposizione, per quanto breve e sommaria, io per primo, ancora una volta, se ne avessi bisogno, mi rendo conto del “miracolo” dello Spirito che il RnS rappresenta: quante meraviglie, quante sfide, quanta responsabilità sulle nostre spalle, quante attese in chi ci osserva e confida nel nostro servizio. Che privilegio potere vivere e testimoniare questa meravigliosa opera dello Spirito!    Ma anche quante prove, quante lacrime, quante speranze tradite, quante omissioni, quante povertà che ancora permangono e per le quali possiamo solo chiedere perdono a Dio e ai fratelli.    

Lo Spirito è in attività: guai ad essere ciechi! Lo Spirito è ben più potente di ogni nostra umana attesa: guai a dimenticarlo! Lo Spirito opera con noi o senza di noi: guai a rimanere solo spettatori! Lo Spirito vuole la gloria di Gesù: guai ad anteporre la nostra! Lo Spirito è e sarà sempre con noi: guai a non stare con Lui!    

Vorrei in questo momento raccogliere in un abbraccio grato tutti coloro che hanno reso possibile questo racconto, questa storia sacra, chiedendo allo Spirito di procurare per il futuro al RnS beni ancora più grandi, fratelli ancora più generosi, segni e prodigi ancora più manifesti per potere raccontare che è potente la sua mano su di noi e che il nostro Dio è grande nell’amore.    

Al libro della Sapienza affidiamo le parole della nostra ultima preghiera, applicandole alle nostre vite e al nostro servizio:  «Ci conceda Dio di parlare secondo conoscenza e di pensare in modo degno dei doni ricevuti… In suo potere siamo noi e le nostre parole, ogni intelligenza e ogni nostra abilità» (Sap 7, 15-16).


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